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Gezziamoci 2020: intervista a Gigi Esposito

Gezziamoci 2020: intervista a Gigi Esposito

27 agosto 2020

Dal 27 al 30 agosto si terranno gli ultimi appuntamenti della fase estiva del Gezziamoci – Il Jazz Festival di Basilicata, giunto quest’anno alla trentatreesima edizione. Ne abbiamo parlato con Luigi Esposito, il responsabile dell’Onyx Jazz Club di Matera, associazione culturale che si occupa dell’organizzazione della rassegna.

Di Fabio Caruso

Nonostante i seri problemi legati all’emergenza per il Covid-19, l’associazione culturale Onyx Jazz Club è riuscita anche quest’anno a organizzare in modo egregio la fase estiva del Gezziamoci – Il Jazz Festival di Basilicata. Quali sono state le difficoltà principali che avete dovuto affrontare?
L’Onyx Jazz Club da oltre trent’anni si occupa del Gezziamoci, un festival organizzato da un gruppo di volontari che collaborano con l’associazione, la quale ha come interesse principale il jazz, ma include anche altri settori culturali. Tutte le attività dell’Onyx risentono delle passioni condivise dai soci e quindi il festival è completamente calato nel territorio e oltre alla musica prevede anche altre manifestazioni collaterali.

Non siamo dei professionisti dello spettacolo e quindi puoi facilmente immaginare come, in una situazione del genere, risolvere le questioni relative alla logistica di un festival, rispettando tutte le norme richieste dall’emergenza sanitaria, ci abbia complicato un bel po’ la vita. Questa edizione era stata già impostata a novembre e avevamo iniziato a prendere contatti con ospiti internazionali, come Bill Frisell, Steve Gadd e Chris Potter. A gennaio si sono svolti i primi eventi, perché Gezziamoci si sviluppa lungo tutto il corso dell’anno per poi avere il suo clou in estate, ma purtroppo non è stato più possibile andare avanti, perché il Covid-19 ha bloccato tutto. In seguito le condizioni sanitarie in Italia sono leggermente migliorate (anche se bisogna essere sempre molto prudenti!) e si è deciso di non far saltare questa edizione e, anzi, di darle una connotazione territoriale ancora più forte -l’abbiamo intitolata, infatti, “LucanaMente”- e di dedicarla per la maggior parte a progetti proposti da musicisti lucani.

In vista degli eventi conclusivi della fase estiva del Festival, all’interno dell’associazione ci siamo confrontati e organizzati per superare le problematiche dovute all’emergenza sanitaria: abbiamo predisposto un sistema di prenotazione online per evitare assembramenti e ci siamo attrezzati per accogliere artisti, addetti ai lavori e spettatori in tutta sicurezza e nel pieno rispetto delle regole.

 

Da trentacinque anni il Gezziamoci unisce musica, natura e territorio.
Due sono gli elementi basilari che hanno reso il Gezziamoci un festival legato al paesaggio e al territorio. Per prima cosa bisogna dire che noi siamo nati come associazione culturale costituita da un gruppo di appassionati, molti dei quali sono guide turistiche e quindi la possibilità di immaginare la musica in determinati contesti architettonici e naturalistici è venuta spontanea. Il secondo elemento, invece, riguarda il fatto che Matera e la Basilicata sono ricchissime di piccole piazze, chiostri, chiese rupestri e angoli nascosti, luoghi incantevoli che vengono valorizzati dalla musica e da cui i musicisti, a loro volta, possono trarre ispirazione.

A questo proposito ci tengo a mettere in evidenza uno dei nostri eventi più affascinanti: il concerto all’alba che, al termine di un percorso rigorosamente a piedi, si tiene nei luoghi più suggestivi del Parco della Murgia Materana. Lo facciamo ormai da vent’anni, ma non ti nascondo che la prima volta che lo proposi, fui aspramente criticato, addirittura fischiato!

La fase estiva del Gezziamoci 2020 si è svolta nei mesi di luglio e agosto. Quali luoghi ha toccato?
Il Gezziamoci prevede molti incontri nel corso dell’anno e quelli estivi sono iniziati il 18 luglio. Ci siamo, dunque, posti il problema, proprio per tutto ciò che era accaduto a causa del Covid-19, di come restituire alla città un certo senso di appartenenza, di come dare un segnale forte di ripresa anche per quel che riguarda le attività culturali e abbiamo pensato di valorizzare i quartieri di Matera. L’idea iniziale era quella di organizzare ogni settimana un evento in una piazzetta di un quartiere diverso, ma la cosa non è stata possibile perché le dimensioni ridotte dei luoghi non permettevano di rispettare le norme sul distanziamento e quindi abbiamo concentrato tutto in Piazza Dama, luogo molto pittoresco in uno dei rioni più belli di Matera, dove si sono tenuti eventi settimanali su temi differenti, fra cui uno anche sullo studio del suono della città.

Inoltre, come è nostra tradizione, siamo stati ospiti del comune di Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, dove abbiamo organizzato micro concerti in giro per il centro storico che hanno fatto da preludio al concerto principale nella piazza centrale del paese. Un’altra cosa che mi fa piacere sottolineare è il gemellaggio con Nuoro Jazz, in virtù del quale alcuni giovani musicisti materani insieme a dei loro coetanei, scelti fra gli studenti dei corsi di Nuoro Jazz, suoneranno lì il 26 agosto e qui da noi il 28.

Le giornate finali del Gezziamoci estate si svolgeranno dal 27 al 30 agosto.
Il 27 è prevista un’anteprima alle ore 21.00 nella chiesa rupestre di Santa Maria de Armenis, nel cuore del Sasso Caveoso, dove il musicologo Fabio Lacertosa terrà una lezione sul rapporto tra jazz e cartoni animati. Dal 28 si parte con i concerti: alle 19.30 si esibiranno i Butterfly Cluster, ensemble formato dai vincitori delle borse di studio dei seminari di Nuoro Jazz 2019, e a seguire alle 21.00 il gruppo Amari Lucani. Anche il 29 un doppio appuntamento: alle 19.30 l’Interact Quintet, con un omaggio ai più grandi trombettisti della storia del jazz, e alle 21.00 Pierluigi Balducci, che presenta il suo nuovo album, “L’equilibrista”, edito dall’etichetta Dodicilune.

L’ultimo giorno si apre all’alba con l’escursione e il concerto nel Parco della Murgia Materana; la sera, invece, si prosegue con Urban Sound di Antonello Fiamma e infine con Il Carosello in jazz, progetto ideato dal pianista Pasquale Mega. Tutti i concerti, escluso quello nel parco, avranno luogo sulla terrazza del seicentesco Palazzo Lanfranchi, che dal 2003 è sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata. Ci tengo, poi, a ricordare che tutte le attività si svolgeranno in ottemperanza alle disposizioni anti Covid-19 e che l’ingresso è gratuito per ogni evento, con obbligo di prenotazione (a eccezione del concerto all’alba) sul sito Eventbrite.

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