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Il Moro<br />Intervista a Gaetano Lambiase

Il Moro
Intervista a Gaetano Lambiase

 18 ottobre 2017

Incontriamo il direttore artistico de Il Pub Il Moro di Cava de’ Tirreni [SA], Gaetano Lambiase, perché da anni il suo locale è diventato uno luoghi più vitali, vivaci e di qualità del sud Italia: una preziosa occasione per saperne di più.

di Luciano Vanni

Cosa significa, al giorno d’oggi, guidare un jazz club ed essere promoter di eventi jazz?
Organizzare eventi jazz al giorno d’oggi significa far ascoltare buona musica e trattare i musicisti nel migliore dei modi dal punto di vista musicale e umano.

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E quali sono gli strumenti con cui riuscite a finanziare la vostra attività?
I concerti li finanzio con il contributo dei clienti senza beneficiare di alcun contributo pubblico. Proponiamo poi, oltre alla musica, un ottimo servizio enogastronomico.

Raccontaci, in poche parole, il carattere, l’identità e i valori del vostro jazz club
Il Moro è tra i locali più antichi d’Italia e ha sempre proposto anche negli anni passati buona musica anche grazie all’acustica di qualità. Al Moro c’è una programmazione settimanale che segue una sua organicità: il venerdì è dedicato al jazz, il sabato alla musica più commerciale, ma comunque sia sempre dal vivo e di qualità, e la domenica è riservata al teatro e ai grandi eventi: come quello del 3 dicembre, che proprio in questi giorni è in fase di organizzazione, che metterà sul palco un concerto a scopo benefico con oltre quindici musicisti. Altra particolarità dei concerti che organizzo al Moro è la creazione di progetti originali che nascono sul nostro palco e che poi vengono riproposti in altri club e in altre importanti manifestazioni.

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Che relazione avete con il tessuto cittadino? Come siete riusciti a coinvolgere gli abitanti della vostra città?
Con sacrifici, e tanto lavoro, Il Moro si è imposto anche a livello cittadino e regionale anche grazie alla buona ristorazione e alla pubblicità mirata che va dai social, ai quotidiani locali – che ci seguono e sostengono sempre le nostre attività –, a una nutrita banca dati che ho creato negli anni, alle radio e alle riviste quotate come JAZZIT che ci sostiene sempre fin dal 2002.

Andiamo sul programma: che musica ascolteremo in questa stagione? Tra i tanti artisti del cartellone, quali sorprese ti attendi?
Per la stagione concertistica 2017/18 si prevedono grandi nomi, soprattutto musicisti italiani ma anche ospiti internazionali, e non mancheranno incontri tra musicisti che non hanno ancora mai suonato insieme. Quest’anno mi aspetto tanta partecipazione da parte dei musicisti: vorrei ospitare nuovamente Paolo Fresu e Stefano Bollani.

Qual è la più grande gratificazione umana e professionale che vivi ogni volta che promuovi eventi?
La gratificazione umana sono i clienti che si complimentano e che partecipano a quasi tutti i concerti; la bellezza che provo quando chiamo qualsiasi musicista e senza neanche chiedere il cachet mi dicono: “Fai tu: al Moro ci vengo con piacere”. Credimi, è una bella sensazione.

E infine: tre parole per descrivere il vostro jazz club
Alternativo, dinamico e con buona ristorazione.

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