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Wu Way<br/>Intervista a Francesco Mascio

Wu Way
Intervista a Francesco Mascio

4 ottobre 2018

Si intitola Wu Way il nuovo album di Francesco Mascio, che verrà presentato il 7 Ottobre al Parco della Musica di Roma. Abbiamo intervistato il chitarrista.

Di Eugenio Mirti

Ci spieghi il curioso titolo?
Wu Way è un gioco di parole che trae ispirazione dal precetto Taoista Wu Wei che riguarda la consapevolezza del quando agire e del quando non agire. Letteralmente il titolo del disco significa “la via del vuoto”. Solo liberando la mente da idee e preconcetti é possibile fare spazio e far nascere qualcosa di nuovo.

Il jazz è una musica cosmopolita o cambia a seconda dei luoghi?
Ho sempre pensato che il jazz sia una musica universale che trascende la definizione stessa con cui comunemente si identifica. In diverse musiche arcaiche, come nel caso della musica classica indiana, possiamo infatti rintracciare diversi elementi che caratterizzano anche il jazz. Nello stesso tempo è abbastanza evidente come questa musica acquisisca peculiari caratteristiche in base al territorio e al periodo storico in cui si sviluppa.

Come si caratterizza la tua proposta?
Non amo particolarmente le definizioni in quanto non credo che la musica debba essere suddivisa in compartimenti stagni. Il mio intento come musicista è di creare ponti tra stili e culture differenti, ma se proprio devo definire la mia musica, “jazz crossover” è il termine appropriato.

Come hai lavorato a suoni e composizioni?
Il tutto è frutto di un lungo periodo di ricerca. Ho prima individuato quale potesse essere il concept su cui sviluppare l’album e in seguito ho messo insieme le varie composizioni pensandole in funzione del sound che volevo ottenere. Dal punto di vista compositivo, alcuni brani sono scaturiti da un lavoro prettamente intellettivo, altri gli ho scritti sull’onda di emozioni ben precise.

Come hai scelto gli ospiti?
Nel primo brano del disco
Balla con Buddha volevo un suono che ricordasse l’India e che fosse in grado di creare un collegamento con il mio precedente disco Ganga’s Spirit. Ho pensato che Sanjay Kansa Banik fosse la persona adatta a questo scopo. Nella successiva traccia necessitavo di uno strumento a fiato dal suono delicato e incisivo in grado di far rivivere l’emozione che mi aveva portato a scrivere Tiziano Terzani. Gabriele Coen con la sua sensibilità ed esperienza possedeva le caratteristiche che cercavo. In Arpeggio Elementale avevo bisogno di una voce suadente e suggestiva che evocasse la magia degli elementi, così ho subito pensato a Susanna Stivali.

Quando presenterai il disco?
Il disco sarà presentato per la prima volta dal vivo domenica 7 Ottobre al Parco delle Musica di Roma. Avrò il piacere di suonare insieme con gli ospiti che hanno partecipato alle registrazioni. Mentre l’uscita ufficiale di “Wu Way” é prevista per venerdì 19 Ottobre.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Per ora ho diverse idee. Un disco di jazz più tradizionale, interamente composto da me, potrebbe essere un prossimo passo. Al tempo stesso sono molto attratto anche dalla musica africana e dalle sonorità più moderne come il rap, l’hip hop, il neo soul e l’r&b. Non resta quindi che aspettare e capire la “via del vuoto” ( Wu Way) dove mi porterà.