29 aprile 2020
La famiglia Piatino si occupa di pianoforti da cinque generazioni, e da oltre cento anni il negozio (ma anche showroom, laboratorio e sala presentazioni) è un punto di riferimento per tutto il Nord-Ovest, e non solo.
Abbiamo intervistato Gessica Piatino a proposito della situazione venuta a crearsi con la gravi crisi determinatasi con la diffusione del Coronavirus.
Di Eugenio Mirti
Che cosa ha causato più problemi in questa situazione alla vostra attività?
I problemi causati dalla pandemia all’attività produttiva e commerciale del nostro paese sono sotto gli occhi di tutti. In particolare, la nostra attività, che comporta un contatto con il cliente – un pianoforte acustico non può essere provato a distanza – risulta penalizzata. Inoltre, la cancellazione dei concerti e manifestazioni con presenza di pubblico non aiuta certamente la nostra attività in campo culturale.
Quali sono i progetti per l’immediato futuro?
Prevedono visite virtuali presso la nostra azienda per una scelta “telematica” dello strumento, concerti live in streaming, utilizzo della tecnologia disponibile per mantenere il contatto con la nostra clientela.
Ci sono facilitazioni o aiuti che il governo sta mettendo in atto e che vi potranno aiutare?
Aiuti dal governo a breve per la parte economica e fiscale sono benvenuti, anche se in molti casi insufficienti; per il futuro lo stimolo per la ripartenza dovrà essere concreto, tenendo conto che il settore culturale rappresenta una discreta parte del nostro PIL.
Quali sono secondo te le azioni da intraprendere per aiutare meglio il vostro settore ?
Aiuti e programmi governativi non possono prescindere dalla nostra capacità di fare sistema, tutti uniti, produttori, distributori, artisti, tecnici… La gravissima situazione sanitaria che ha ulteriormente indebolito un sistema provato da anni di malfunzionamento e di scarsa considerazione può stimolarci a collaborare per uscirne più forti.
–