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Il Bologna Jazz Festival 2025 attraverso lo sguardo di Adriana Tuzzo
Photo Credit To Adriana Tuzzo

Il Bologna Jazz Festival 2025 attraverso lo sguardo di Adriana Tuzzo

30 novembre 2025

Dall’attivismo sensuale di Dee Dee Bridgewater all’avanguardia intellettuale di Mary Halvorson, dai ritmi vertiginosi di Billy Cobham a quelli altrettanto virtuosistici e per di più esotici di Monty Alexander: l’edizione 2025 del Bologna Jazz Festival, con la sua durata record di 39 giorni (dal 9 ottobre al 16 novembre) è stata sovrabbondante per numeri (più di 80 concerti con nomi di primo piano della scena jazz internazionale), varietà estetica e di contenuti. E le proposte del BJF sono andate ben oltre i live: un articolato progetto didattico e divulgativo ha fatto da contenitore per esposizioni, lezioni-concerto, conferenze, proiezioni, podcast, residenze artistiche e workshop. Ampia è stata inoltre anche la geografia del festival, che oltre a espandersi sull’intero tessuto cittadino (tra grandi teatri e numerosi club) si è esteso nell’area metropolitana sino a raggiungere le province di Ferrara e Forlì. La fotografa Adriana Tuzzo ce lo ha raccontato attraverso il suo obiettivo.

6/11 – Carmen Souza – Bravo Caffè

Bologna è celebre per i numerosi jazz club del suo centro cittadino, locali capaci anche di aprirsi ad altri generi musicali, configurandosi quindi come dei live music club ad ampio raggio di esplorazione. In essi si svolge una parte consistente del programma del BJF. Il Bravo Caffè è un club dalle molteplici anime musicali, che dal jazz sfumano nell’esotico e nelle contaminazioni con generi popolari. Qui il 6 novembre si è esibito il trio Port’Inglês della cantante portoghese Carmen Souza.

4/11 – Dee Dee Bridgewater – Teatro Auditorium Manzoni

Il 4 novembre il Teatro Auditorium Manzoni ha ospitato la cantante Dee Dee Bridgewater, una grande diva che non fa mai le cose per caso. Il suo progetto “We Exist!” vede all’opera un quartetto tutto femminile dal cast internazionale, una formazione assemblata per lanciare un grido di battaglia e riscoprire brani di protesta. Arte e attivismo si materializzano, in un’ottica totalmente femminile, nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda della musica jazz.

9/11 – Enrico Intra & Francesco Cavestri – Bravo Caffè

29/10 – Bravo Caffè – Il contrabbassista Giuseppe Bassi con i FunkLives, impreziositi dalla presenza della cantante Joanna Teters e del trombonista Gianluca Petrella.

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Il Bologna Jazz Festival è pensato anche per i giovani, sia in veste di futuri musicisti che di futuri ascoltatori. Alcune location per i live sono selezionate appositamente per andare a cogliere la gioventù nei suoi abituali luoghi di ritrovo e aggregazione. Qui si ascolta un jazz ampiamente collegato ai linguaggi e alle forme espressive più attuali. Sempre un passo oltre la normalità sono gli eventi musicali allo Sghetto Club, come quello de L’Antidote andato in scena il 12 novembre.

Strettamente focalizzata sul jazz senza divagazioni è l’offerta del Camera Jazz & Music Club, dove si sono ascoltati artisti di primo piano come il chitarrista Lage Lund, norvegese ma ormai di base a New York, esibitosi con il suo trio l’8 novembre.

13/11 – Monty Alexander – Unipol Auditorium

Il 13 novembre è stato un’iniezione di adrenalina. Monty Alexander, che si è esibito in trio all’Unipol Auditorium, è uno dei rari pianisti capaci di trasformare ogni esecuzione musicale in un momento travolgente, tenendo l’ascoltatore col fiato sospeso in attesa della risoluzione delle sue volate sui tasti. Nel tratteggio dei temi e soprattutto nello sbalzo ritmico di Alexander si percepiscono istantaneamente le sue origini caraibiche, che conferiscono alla musica una vivacità incontenibile e colori solari.

INFO

www.instagram.com/adrianatuzzo_photography

 

 

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