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Francesco Bearzatti in concerto con “Post Atomic Zep” allo Spazio Rossellini

Francesco Bearzatti in concerto con “Post Atomic Zep” allo Spazio Rossellini

10 marzo 2025

Martedì 11 marzo alle ore 21, presso lo Spazio Rossellini a Roma, Francesco Bearzatti, nell’ambito della rassegna “Spazio Jazz”, porterà in scena il suo ultimo lavoro “Post Atomic Zep”, acclamato album dello straordinario sassofonista, noto per il suo approccio al jazz che è solito spingersi oltre i confini del genere.

Il disco, pubblicato dall’etichetta doKumenta Music, rappresenta un omaggio del tutto originale all’iconica rock band dei Led Zeppelin. Affiancato da eccezionali musicisti come Danilo Gallo al basso e all’elettronica e Stefano Tamborrino alla batteria e voce, Bearzatti offre una versione fresca ed elettrizzante di alcuni dei più grandi successi dello storico gruppo britannico.

Undici tracce che riflettono lo stile caratteristico del sassofono di Bearzatti – capace di fondere melodie intricate a improvvisazioni audaci e rocambolesche – e che risuonano di influenze che vanno dal free jazz al rock; “Post Atomic Zep” è così già diventato un must per gli appassionati di musica avventurosa: ai grandi classici dei Led Zeppelin quali Stairway To Heaven e Going To California sono affiancate anche alcune composizioni originali frutto della visione creativa unica di Bearzatti e dei suoi collaboratori. Con il suo approccio innovativo alla piegatura del genere e all’esplorazione musicale, questo album ha fatto scalpore sia nel mondo del jazz che in quello del rock.

«Con questo nuovo progetto ho voluto chiudere un cerchio molto importante per me, cominciato nel lontano 2005 con la pubblicazione di tre pezzi dei Led Zeppelin uniti a mo’ di suite. Terminare un intero lavoro sulla musica degli ZEP e poterlo portare in tour era una cosa che avevo in mente da anni e sono felice di esserci finalmente riuscito. Mettere il distorsore sul sax e sentirsi contemporaneamente Page e Plant non ha eguali per me che sono cresciuto con questa musica. Attraverso l’improvvisazione sono in grado di rimaneggiare il repertorio dei Led Zeppelin in totale libertà e grazie all’apporto di musicisti meravigliosi come Gallo e Tamborrino la sensazione di essere una rock band è reale».

«Narratore innamorato delle parole e capace di prodigiose innovazioni, attirato irresistibilmente dai processi rivoluzionari, purché liberi e mutevoli, e non rigidi», così si definisce il sassofonista jazz originario della provincia friulana.

Classe 1966, Francesco Bearzatti si diploma dapprima al Conservatorio di Udine e successivamente approfondisce gli studi alla Jazz Mobile di New York con George Coleman. Si innamora della musica con i Led Zeppelin e i Deep Purple, e poi è la volta del punk: Ramones, Sex Pistols e tutti gli altri protagonisti di questo genere segnano inevitabilmente gli esordi della sua carriera professionale, che si orienta principalmente verso la musica pop e rock, con qualche parentesi elettronica.

Tra le prime e più importanti esperienze formative c’è certamente il disco “Live at vartan”, con la conseguente tournée negli Stati Uniti, nel quale si ritrova a suonare con il batterista Ben Riley, storico partner di Thelonious Monk. Nel 1994, con Enrico Terragnoli alla chitarra e Zeno De Rossi alla batteria, forma il Kaiser Lupowitx Trio, formazione che si contraddistingue per una profonda spinta folk e influenze desunte dal klezmer e dalla musica indiana.

Ma è il periodo successivo, quello degli anni trascorsi a Parigi, che segna per Francesco l’apice della carriera: stringe un’ottima amicizia con Aldo Romano e partecipa alle registrazioni di “Because of Bechet” ed è proprio in quell’occasione che conosce Emmanuel Bex, virtuoso organista. Di lì a poco i tre formano il Bizart Trio e registrano “Virus” per l’Auand Records di Marco Valente (2002), per poi replicare due anni più tardi con “Hope”.

Nel 2003 Francesco Bearzatti viene votato come miglior nuovo talento al Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz. Nel febbraio del 2008 viene pubblicato dalla Parco della Musica Records il disco “Tinissima”, lavoro interamente dedicato alla figura di Tina Modotti, concepito con Giovanni Falzone, Danilo Gallo e Zeno De Rossi e considerato uno dei lavori più interessanti del 2008.

Nell’ambito del referendum Top Jazz 2009 indetto dalla rivista Musica jazz vince il premio come “miglior strumentista dell’anno nella sezione ance“ e nel 2011 il titolo di miglior musicista europeo per l’Accademie Jazz Francaise. Nel 2010 il suo “X (Suite for Malcolm)” viene premiato come miglior disco dell’anno al Top Jazz 2010 e come miglior album ai Jazzit Awards.

Nel 2011 esce per CAM Jazz il disco “Monknroll”, che in Francia avrà un successo strepitoso e porterà il quartetto formato da Bearzatti, Falzone, Gallo e De Rossi in tour mondiale. Esce quattro anni dopo “This Machine Kills Fascists”, omaggio a Woody Ghutrie, e nell’ottobre del 2020 esce per CAM Jazz l’album “Zorro”, realizzato con il suo Tinissima Quartet per ricordare il centenario della creazione di Zorro, uno degli eroi più famosi del XX secolo, che condivide con il jazz i temi della liberazione, della resistenza alle ingiustizie, del romanticismo e dell’avventura.

INFO

www.francescobearzatti.com

www.spaziorossellini.it

 

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