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Bergamo Jazz 2026, “Setting The Pace”
Photo Credit To Luciano Rossetti

Bergamo Jazz 2026, “Setting The Pace”

12 aprile 2026

Tenendo fede alla sua vocazione di coniugare il suo stimolante territorio con la matrice internazionale impressa dalla visione artistica di Joe Lovano, la 47esima edizione di Bergamo Jazz ha omaggiato la direzione fissata da Miles Davis e John Coltrane, due tra i riferimenti obbligati della storia del jazz, con un programma estremamente denso che ha determinato giocoforza una selezione interna.

Nel nostro caso ha privilegiato dapprima il dialogo fra Dave Holland, che resta ben saldo fra i primattori contemporanei con l’invidiabile traguardo delle ottanta primavere ormai a un passo (splendidamente interpretate anch’esse), e il chitarrista Lionel Loueke. Che il contrabbassista inglese stia primeggiando ormai da lungo tempo non è certo un mistero e neppure il fatto che cambiando partner nella sofisticata arte del duo (John Scofield e Kenny Barron ne hanno giusto rappresentato un paio di recenti e lucenti alternative), continui ad esprimersi a livelli stratosferici, esibendo un fraseggio eccezionalmente fitto, agile e incisivo, con una lucidità e una competenza armonica da manuale, tanto che in qualche momento anche il suo compagno è rimasto sospeso in uno stato di quasi estatica contemplazione.

Photo Credit To Luciano Rossetti

A loro è seguito il quartetto atipico capeggiato da Steve Coleman, una formazione che tornava a esibirsi al festival dopo un’assenza ventennale, giusto per sottolineare l’evoluzione di un linguaggio ancora palpitante, il cui leader è l’artefice assoluto di un senso della narrazione che alterna frasi dinamiche e ben costruite all’apparente stand-by di situazioni più sospese e meditative, fungendo da elemento tensionale e preparatorio alle scorribande dei suoi compagni, fra cui risulta come sempre fondamentale l’apporto ritmico del batterista Sean Rickman.

Photo Credit To Luciano Rossetti

Nella splendida cornice del Teatro Sociale è stata invece rappresentata l’ibridazione fra musica e teatro compiuta dalla sensibilità sempre più acuta di Simona Molinari con “La Donna è mobile”, uno spettacolo molto ben ponderato e godibile nel suo vasto spettro interpretativo, capace di indagare storie di donne importanti come Mina e Violeta Parra, rispetto ad altre meno conosciute ma tutt’altro che marginali come Paola Pallottino o Maria Monti, attraverso la forma-canzone, ma con molti altri aneddoti e curiosità che hanno riguardato brani noti, di cui però non si conosceva bene la storia, il tutto sorretto da un gineceo musicale in cui sono risultati particolarmente funzionali i fregi pianistici di Sade Mangiaracina.

Photo Credit To Luciano Rossetti

Gran chiusura al Teatro Donizetti per l’apologia di Davis e Coltrane ideata da Joe Lovano con una formazione appositamente convocata e formata da Avishai Cohen alla tromba, George Garzone al sax tenore, Shabaka Hutchings ai flauti, Leo Genovese (che aveva molto bene impressionato nel suo concerto in solo della mattina) al pianoforte e Jakob Bro alla chitarra, affiancati dalla sezione ritmica composta da Drew Gress al contrabbasso con il fantasmagorico Joey Baron alla batteria: agile, potente e versatile allo stesso tempo, l’americano è il perfetto rappresentante di uno strumento che non ha perso nel tempo neanche un grammo del suo fascino. E così fra standards o brani associati al firmamento di due fra i più consacrati eroi del jazz, la serata si è mossa su un terreno particolarmente congeniale, ovvero quello del cosiddetto bop moderno, ma con licenza di evasione rispetto a ogni ingombrante schematicità anche grazie ai calibrati interventi di Bro in contrasto ai bagliori intrecciati da Lovano, un ritrovato Garzone, Hutchings alle ance e un esemplare sostegno dei ritmi dettati da Gress e Baron, capaci di sostenere ogni scansione, di moltiplicarla o frammentarla senza mai smarrire il quadro armonico o timbrico di riferimento, per l’assenso quanto mai entusiasta di una platea più che mai attenta a ognuna delle voci presenti in scena.

Photo Credit To Todeschini

La programmazione del festival avrà una sua appendice estiva con dei nuovi concerti che saranno annunciati presto.

a cura di Vittorio Pio