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“Solo Incontrotendenza Deluxe”, musica senza compromessi. Intervista a Roberto Guarino

“Solo Incontrotendenza Deluxe”, musica senza compromessi. Intervista a Roberto Guarino

6 maggio 2026

Il chitarrista, compositore e produttore Roberto Guarino pubblica il suo primo album da solista “Solo Incontrotendenza Deluxe”, edito dall’etichetta Hi_Qu Music e distribuito da ADA Music Italy/Warner Music Italy, disponibile su tutte le piattaforme digitali e dal 29 maggio in doppio vinile a tiratura limitata e CD. L’album include reinterpretazioni personali di capolavori come Io che amo solo te di Sergio Endrigo e internazionali di Pat Metheny, Ivan Lins e Chico Buarque de Hollanda, tra gli altri; contiene inoltre una bellissima suite strumentale omaggio alle musiche di Ennio Morricone, con temi tratti dalla colonna sonora di C’era una volta in America e altri brani inediti e non, interpretati con grandi artisti della scena nazionale e internazionale ospiti del progetto. Definito dallo stesso Guarino un “disco liberatorio”, “Solo Incontrotendenza Deluxe” nasce dalla necessità di pubblicare un lavoro personale, scegliendo brani che il musicista aveva voglia di rileggere nella sua versione, per un progetto libero, elegante e senza compromessi che vada oltre le logiche di mercato e degli stream. L’autore ce lo racconta in questa intervista.

Come nasce il tuo primo progetto da solista “Solo Incontrotendenza Deluxe” e a cosa si deve la scelta del titolo?
Il mio primo progetto solista nasce dall’esigenza profonda di realizzare un disco senza compromessi, dopo una carriera spesa a produrre lavori per altri artisti. Il titolo “Solo Incontrotendenza” riflette la natura dell’album: è un’opera dichiaratamente “controvento” rispetto alla musica attuale, spesso eccessivamente semplificata. Al contempo suggerisce la “tendenza a un incontro” ideale tra mondi diversi, come il pop e il jazz. Il termine “Solo”, inoltre, sottolinea la genesi solipsistica del lavoro: ho curato ogni dettaglio in autonomia nel mio studio, suonando tutti gli strumenti e occupandomi personalmente di mix e mastering.

Ci racconti del tuo vissuto artistico e umano? Quali esperienze hanno determinato il disco sotto il profilo espressivo e cosa ti ha spinto a fissare questa musica in uno studio di registrazione?
Per quasi quarant’anni ho operato come chitarrista, produttore, compositore e arrangiatore, collaborando con i nomi più prestigiosi della musica italiana: Lucio Dalla, Stadio, Luca Carboni, Fabio Concato, Mogol, Mariella Nava, Andrea Morricone, Mango, Sergio Cammariere, Mimmo Cavallo, Le Orme, Samuele Bersani, Renato Zero, Michele Zarrillo, Ornella Vanoni, Franco Califano e Patty Pravo. Se dovessi individuare l’esperienza che più ha influenzato la mia attuale cifra stilistica, indicherei senza dubbio la collaborazione con Samuele Bersani. La decisione di registrare questo disco è stata la naturale evoluzione del mio percorso; sentivo il bisogno di cristallizzare la mia maturità artistica in un progetto che mi rappresentasse pienamente.

Nell’album hai coinvolto grandi artisti e colleghi. Che valore hanno apportato queste collaborazioni al progetto?
Sebbene il disco fosse stato concepito inizialmente come un lavoro strumentale, il confronto costante con amici e colleghi mi ha spinto a coinvolgere alcune delle voci e dei talenti più raffinati del nostro panorama musicale. Hanno impreziosito il progetto artisti del calibro di Mariella Nava, Sergio Cammariere, Cinzia Tedesco, Angelo Maggi, Gatto Panceri, Geoff Wesley e Michele Zarrillo. Il loro contributo ha donato sfumature imprevedibili e prestigiose all’intera opera.

Il disco include reinterpretazioni di grandi capolavori. Con quale criterio li hai scelti e come hai approcciato gli arrangiamenti?
Nella scelta dei brani mi sono lasciato guidare dal cuore, ma sempre con un obiettivo tecnico preciso: offrire una veste sonora inedita e profondamente personale. Ho lavorato agli arrangiamenti cercando di decostruire e ricostruire i pezzi, affinché la mia rilettura potesse dialogare con l’originale in modo rispettoso ma innovativo.

Come descriveresti la tua musica dal punto di vista stilistico e compositivo?
Considero questo disco un punto di equilibrio ideale, un “giusto compromesso” tra la struttura del pop e la libertà espressiva del jazz.

Photo Credit To Emanuela Di Stefano

In qualità di compositore quali sono le tue fonti di ispirazione?
L’ispirazione nasce sempre dall’emozione che un brano riesce a trasmettermi. Un esempio emblematico del mio approccio è Se ti convincerai, brano scritto con Samuele Bersani e Sergio Cammariere per l’album “Caramella Smog” (vincitore di due Targhe Tenco nel 2004). Quel lavoro, che ho prodotto, arrangiato e composto, rappresenta per me l’anteprima ideale della ricerca sonora che ho poi sviluppato in questo nuovo progetto.

Cosa rappresenta per te il jazz e come si è intrecciato con la tua carriera?
Il jazz è una passione che coltivo sin da ragazzo. Per ragioni professionali ho dovuto spesso accantonarlo in un angolo del cuore, ma non mi ha mai abbandonato. Ogni volta che la struttura di una produzione lo permetteva, ho cercato di farlo riemergere, come testimoniano brani come la già citata Se ti convincerai o Malinconica solitudine di Michele Zarrillo.

Qual è il ricordo più bello legato alla lavorazione dell’album? C’è un aneddoto particolare?
Inizialmente il disco doveva essere composto solo da brani editi. Tuttavia quando ho chiamato Sergio Cammariere per suonare il pianoforte in una composizione di Mike Stern (After You), lui mi ha proposto a sorpresa di arrangiare anche un suo inedito, Ragazza senza nome, concedendomelo in esclusiva. È stato un gesto di stima che mi ha profondamente onorato e che rimane uno dei momenti più significativi dell’intero lavoro.

Photo Credit To Roberto Scorta

Presenterai il progetto il 13 maggio all’Alexanderplatz di Roma. Come si trasforma la tua musica nella dimensione live?
L’Alexanderplatz è la cornice perfetta per la prima presentazione ufficiale, data l’anima del progetto. Dal vivo la mia musica acquista una nuova energia: pur mantenendo la struttura dei miei arrangiamenti, l’esecuzione in tempo reale permette alle dinamiche e all’interazione con il brano di rendere il suono ancora più vibrante e immediato.

Cosa apprezzi maggiormente di questa produzione e cosa aggiunge al tuo percorso artistico?
Ciò che più mi soddisfa è l’equilibrio raggiunto tra la scrittura musicale e la qualità del suono. Essendo un produttore molto attento alla resa sonora, posso dire con orgoglio che questo disco suona esattamente come lo avevo sognato. Rappresenta la chiusura di un cerchio e, allo stesso tempo, un nuovo inizio.

a cura di Arianna Guerin