6 maggio 2026
Dai campi di cotone al blues la musica attraversa una storia fatta di oppressione e di riduzione in schiavitù; dalle strade di New Orleans al jazz la musica riflette la vicenda di un conflitto di origini razziali e di forti tensioni sociali; dalle parrocchie afroamericane al gospel la musica esplora le vie della fede rafforzando esempi di resilienza. Una evoluzione continua, che genera tanti altri generi musicali, dallo swing al ragtime, dal rithm & blues al rock & roll, dal soul al funk, e che ha sempre come protagonisti artisti afroamericani, mentre l’America è segnata da continui attriti tra bianchi e neri che si propagano fino ai nostri giorni, all’assassinio di George Floyd, pestato da quattro agenti di polizia nelle strade di Minneapolis e deceduto in ospedale il 25 maggio 2020. Un musicista di grande sensibilità come il pianista e compositore materano Pasquale Mega ne parlerà a Matera per tre giovedì di seguito in una serie di incontri sul tema “Afroamericani. Storie di soprusi, rivolte e musica”. Il progetto culturale inaugura i Laboratori del Gezziamoci 2026, il Festival Jazz della Basilicata, organizzato dall’Onyx Jazz Club e giunto alla sua 39ª edizione. Si comincia il 7 maggio, alle 18, nella sala conferenze del Museo nazionale di Palazzo Lanfranchi, in piazzetta Pascoli n.1, per dare vita all’ottavo appuntamento, a ingresso libero, del cartellone messo a punto per quest’anno dall’associazione culturale materana.
Attraverso un programma multimediale che alterna video, audio e immagini, Pasquale Mega racconterà le vicende di uno dei popoli più martoriati della storia. «Nel corso di vari secoli, fino ai giorni nostri, i neri d’America – spiega il musicista – hanno dovuto subire ogni tipo di soprusi e sono stati costretti a rivolte anche sanguinose, trovando comunque nella musica la loro unica arma pacifica. Queste tre parole, soprusi, rivolte e musica, identificano in pieno il loro cammino in un continente nel quale furono costretti a vivere e della cui storia sono gli artefici fondamentali, se non addirittura principali».

Pasquale Mega proporrà quindi una ricostruzione storica e artistica che mette in luce tutte le conquiste, gli insuccessi e i passi indietro che hanno contrassegnato e continuano a segnare il faticoso cammino intrapreso dall’America per l’affermazione dei diritti civili. Il racconto avrà inizio dalla deportazione di africani ridotti in schiavitù per proseguire con la Guerra di secessione e con la nascita del Ku Klux Klan, organizzazione segreta che, puntando sull’odio razziale, ha seminato il terrore negli Usa macchiandosi di intimidazioni, linciaggi e di ogni altro genere di violenze. Non mancheranno le rievocazioni di rivolte, come quella di Harlem, e assassinii, tra i quali quelli di grandi uomini come Martin Luther King e John Fitzgerald Kennedy, che si perpetuano per più di un secolo. Ma soprattutto saranno ricordati i più celebri brani e i più grandi interpreti della musica afroamericana in tutte le sue espressioni di genere, da Jack Johnson a Miles Davis, da Bessie Smith a Billie Holiday, da Duke Ellington a Dizzy Gillespie, da Louis Armstrong a Charles Mingus, Sonny Rollins, John Coltrane, Nina Simone, Sam Cooke e James Brown.
I prossimi due incontri di “Afroamericani. Storie di soprusi, rivolte e musica” sono in programma giovedì 14 maggio e giovedì 21 maggio, sempre alle 18, nel Museo nazionale di Palazzo Lanfranchi.
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