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Ludovico Peroni
Macinello
Inside the Score

Ludovico Peroni<br/>Macinello<br/> Inside the Score

20 agosto 2020

Il nuovo appuntamento con “Inside the Score”

Nuovo appuntamento con la rubrica Inside The Score: abbiamo chiesto ad alcuni dei musicisti più emblematici della comunità jazzistica italiana di raccontarci una loro composizione. Buona lettura.

Di Ludovico Peroni; a cura di Eugenio Mirti

“Macinello”, da “Il Sognatoio – opera sperimentale in 9 scene” (uscita prevista fine settembre 2020)

“Macinello” nasce durante un mio momento di studio intenso sulla composizione e, in particolare, di studio dell’analisi musicale. Attenzione, metto subito le mani avanti: questo brano non vuole aver niente a che fare con l’analisi Schenkeriana o altri sistemi! È solo il risultato musicale di una mia personale ipersensibilizzazione nei confronti della condotta delle voci, del loro movimento interno, dell’approccio e della risoluzione di alcune dissonanze e di una certa  visione geometrica della disposizione delle note nella creazione di un tema.

Dall’altro lato è anche la voglia di costruire qualcosa di semplice, piccolo – magari prezioso – che possa essere cantabile e, per quel che possa significare, bello. Un approccio alla composizione che possa essere complesso, ma non complicato: un po’ come mi sembra la vita.

“Macinello” è quel luogo musicale che vuol rimestare elementi eterogenei, quasi incompatibili tra loro e di assemblarli in qualcosa di simili a una antica melodia, una dolce nenia, forse un po’ perturbante e densa di simbolismi musicali.

Il brano si presenta sotto la forma del leadsheet (melodia e sigle di accordi) in cui, per ragioni di edizione, ho anche esplicitato l’arrangiato dell’esposizione tematica. È composto da 8 battute disposte secondo un preciso schema metrico (4; 3; 5; 5; 4; 3; 5; 5). Mi interessava sottolineare la “rigidità” metrica, quasi meccanica, di tale schema per poi “scioglierla” – quasi nasconderlo e non dfrlo percepire – attraverso l’uso di accenti differenti costruiti sulle cinque frasi musicali.

Il movimento della voce al basso, su cui sono costruiti i rivolti degli accordi, è incastonato nell’ambito del semitono (do-si) che delimita perentoriamente ognuna delle otto battute. Sull’idea del semitono nasce anche l’incipit de tema (fa#-sol). Due movimenti melodici opposti che, per giunta, partono dal tritono.

Anche l’intera arcata tematica è racchiusa idealmente dal semitono che dà l’incipit al tema (ancora fa#-sol) e gli accordi sono derivati per contrasto dal movimento delle voci della melodia in modo da contenere il più possibile movimenti di semitono, ascendenti e discendenti, nelle voci interne (do-si; mi-re#; sol-sol#; si-la#; fa#-sol) e, allo stesso tempo, non presentare mai una cadenza perfetta che potesse segmentare la percezione della forma del brano.

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Tali movimenti di semitono sono incaricati a creare un andamento – sistolico e diastolico, simbolicamente come accade per il cuore – che vive tra la dissonanza massima e le sue risoluzioni: tale fatto permette alla composizione di avere un suo personalissimo respiro che entra in risonanza col nostro personale ritmo vitale che, solitamente, si costruisce sul meccanismo “dell’aspettativa”. Si veda il fa# che, sull’accordo di C lidio, risolve al sol ma, subito, ritorna a descrivere la più ardita tra le dissonanze sull’accordo di E7/B (sol sulla voce interna sol#).

Il gioco delle dissonanze e dei parallelismi si infittisce a battuta 6 dove, oltre che descrivere una fortissima dissonanza sul do# sull’accordo di Cadd4, si viene a creare anche una settima maggiore (si-la#) sull’accordo di E/B.

La forza propulsiva del tema è data dall’andamento dell’arco melodico che, invece che risolvere, culmina sempre nel punto di tensione massima. Laddove ci si aspetta una risoluzione il brano intensifica la dissonanza, grazie anche al suo andamento modale e non tonale. Per questo motivo le 8 battute di “Macinello” descrivono un andamento ciclico persistente e incessante, perché costruito su piani differenti e con materiale differente.

Spero il brano, più che sotto il punto di vista speculativo, possa essere apprezzato per la sua melodia e per il suo impatto sonoro perché, oltre tutte le parole che possono essere spese sul processo di scrittura, di una composizione musicale, alla fine, dovrebbero rimanere solo gli effetti che produce in chi la ascolta.

Nella versione registrata potrete ascoltare Macinello eseguita dall’ensemble QRO che improvvisa sulla struttura sotto la guida del sottoscritto tramite diversi sistemi gestuali di Improvvisazione Condotta.