
“Earthings” è il terzo album di Pure Joy, nome d’arte della cantante e contrabbassista Joy Grifoni, per Abeat Records. Il viaggio dell’artista inizia nel 2018 con l’uscita del suo primo disco intitolato “Spirit of the wood”, un percorso di ricerca creativa dedicato alla forza e alla bellezza della natura (ispirato dalla filosofia cinese del Wu-Xing). Alle soglie del 2020 esce il secondo lavoro “Firedance”, con la collaborazione di importanti artisti del panorama jazz italiano quali Stefano D’Anna, Fausto Beccalossi, Guido Bombardieri, Giovanni Amato ed Emanuele Cisi.
“Earthings” è invece il frutto di due anni di silenzio forzato a causa della pandemia. La totale impossibilità di tenere concerti ha dato a Joy l’occasione di scrivere molta musica e anche di riflettere profondamente sul mondo, osservando nuovamente la natura.
Da qui il concept dell’album, il quale esprime l’importanza del pensiero che tutto abbia le proprie stagioni, come ogni elemento della natura dove qualsiasi essere è fortemente interconnesso: gli alberi con le loro foglie e radici, gli animali nel ciclo della vita, gli uomini di ogni cultura, razza e religione, ciò che è stato e ciò che sarà.
La stessa Pure Joy scrive nelle note di copertina: «Tutto il resto sono solo nomi portati dal vento. Tutti siamo migranti su questa terra, terra che è elemento di vita, di forza, di speranza. Il nostro grande viaggio continua e la nostra grande nave è una dimensione artistica in cui è necessario che viga la massima accoglienza del diverso, dal quale possiamo apprendere un importante pezzo mancante».
In questa sua nuova avventura discografica di pura bellezza, ispirata fortemente e profondamente al continente africano e alla sua potente e affascinante natura, che fa capire quanto siano importanti le differenze culturali come strumenti di sviluppo, coesione sociale e pace per costruire una civiltà mondiale umana e solidale, Joy è affiancata da Seamus Blake al sax tenore, Lorenzo Bisogno al sax tenore e soprano, Manuel Magrini e Mattia Manzoni al piano, Davide Bussoleni alla batteria, Marco Bianchi al vibrafono e marimba, Francesco Baiguera alla chitarra, Pape Siriman Kanoute alla kora e voce e Bifalo Kabinet Kouyate al djembe, kalabassa e percussioni.
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