
31 gennaio 2026
La grande bellezza della musica, della città, dello stare insieme e di avere un sogno comune racchiusa in un album: è il dono fatto a Matera dall’Onyx Jazz Club per il 2026 attraverso la POMO, un acronimo che è la sintesi di una grande idea, di un progetto, ma anche di un modo di concepire la cultura come momento di produzione e creatività. POMO sta per Piccola Orchestra Materana Onyx, un organico di jazzisti composto da musicisti giovani e più maturi, affermati o in fase di crescita. Da una costola di questo laboratorio creativo, con una prospettiva più ampia, è nata la GOL, Giovane Orchestra Lucana, organico jazzistico under 35 nato da un progetto dell’Onyx Jazz Club Matera per valorizzare i giovani talenti locali.
L’incisione, una produzione Onyx Dischi, l’etichetta discografica dell’Onyx Jazz Club, la prima ad autoprodurre dischi dal 1993 con la formula dell’azionariato popolarela, è la 39ª della serie e rappresenta un lavoro collettivo che parla di tante storie, di amicizia, di bellezza, come quella della musica, della città e dello stare insieme. Il suo titolo “Piccola Orchestra Materana Onyx” riflette qualità e sensibilità molto differenti, eppure in grado di dialogare fra loro e parlare la stessa lingua. Atmosfere medievali e temi swing, blues e rock, jazz classico che rende omaggio a icone come Ornette Coleman, Thelonious Monk e Astor Piazzolla caratterizzano le nove tracce del disco, quattro della quali a firma di Ettore Fioravanti (batteria e percussioni), che dirige la POMO, mentre le altre sono di Pasquale Mega (pianoforte), che con Fioravanti è una delle colonne portanti dell’orchestra, di Kevin Grieco (chitarra), direttore artistico dell’Onyx, di Pierdomenico Niglio (sintetizzatore, elettronica e percussioni), di Gianni Vancheri (clarinetto basso), con il contributo di Marta Gadaleta, voce e autrice del testo, presente anche in uno dei brani di Fioravanti, e Pino Melfi (tromba). Tutti i brani sono impreziositi dalla raffinata voce di Rossella Palagano. L’apporto strumentale si completa con Damiano Niglio al contrabbasso, Biagio Orlandi al sax soprano, Mike Rubini al sax contralto, Giuseppe Lapiscopia e Pepi Romaniello al sax tenore, Nicola Pesce al trombone, Aldo Di Caterino al flauto e Luigi Esposito, presidente dell’Onyx, con il suo speciale contributo alle percussioni nel nono e ultimo brano San Diego, che Fioravanti immagina essere diventato l’inno dell’orchestra. «Una volta – racconta – prima di un concerto tutta la POMO ha cantato questo tema. È una canzone con tempo zoppo, che sottolinea la capacità di elaborazione ritmica dei musicisti della formazione, tra jazz e danza popolare».

Ad aprire la tracklist è Amantis, di Ettore Fioravanti, scandito da un ritmo che ricorda il ticchettio di un orologio, per segnare un tempo senza fine. Di Fioravanti sono anche il secondo brano, Il canto della Bruna, dedicato a Matera, il quinto, Ornetthelonious, in cui si sovrappongono due temi blues, uno di Ornette Coleman e l’altro di Thelonious Monk, e l’ottavo Camelot. «Si tratta di un tormentone modale – spiega l’autore – che richiama le mie origini rock, una via di mezzo tra Led Zeppelin, Re Artù e John Coltrane. Orchestrarlo ed eseguirlo per piccola orchestra mi ha dato modo di inseguire più colori, mantenendo una tavolozza costante». Il titolo della quarta traccia, Piazza Storallo, di Pasquale Mega, nasce come anagramma di Astor Piazzolla. «È un brano che ho composto parecchi anni fa, quando militavo nel gruppo Alma Dançante Sextet, con il quale incidemmo il cd “Oltretango – omaggio a Piazzolla”, sempre per l’etichetta Onyx Dischi». Parlando di Call, settimo pezzo, Pierdomenico Niglio rivela: «È un dialogo tra le due macro parti che lo compongono: la prima basata su un riff di contrabbasso, batteria incalzante e frasi melodiche di synth e tromba; la seconda, invece, più distesa, con una lunga nota di fiati e synth che fanno da tappeto a melodie vocali eteree». Di denuncia il terzo brano, No Dignity, composto da Gianni Vancheri e interpretato dalla voce di Marta Gadaleta, autrice del testo, che si prende gioco, quasi fosse uno sberleffo, della malapolitica. Note malinconiche sono invece quelle di Sad Spring, sesta traccia di Pino Melfi, che sfrutta appieno i virtuosismi vocali di Rossella Palagano.
La passione e l’impegno di un gruppo di amici amanti del jazz sono alla base della creazione. Con questo lavoro la POMO ha tradotto in musica i valori sui quali si fonda la storia dell’Onyx e che l’associazione materana cerca di diffondere con le sue iniziative promuovendo il welfare culturale. «Il volersi bene – puntualizza Ettore Fioravanti – è stato il collante. Ancor prima c’è la forza magica di una città che non è semplicemente bella, ma è strega e dea: Matera fa da cornice alla creazione musicale nel migliore dei modi, perché costringe a pensare alla bellezza come a una parte inevitabile della nostra vita, e la musica non nasce se non credi nella forza del bello».

Il cd è disponibile su tutte le piattaforme digitali e, in copie limitate, si potrà acquistare scrivendo a onyxdischi@gmail.com. Registrato il 2 e 3 dicembre 2023 da Francesco Altieri a Matera, nell’auditorium di Casa Cava, il disco ha richiesto un anno di prove ed è stato masterizzato nella sede di Lab Sonic Studio. La copertina è stata realizzata da Laba, l’Accademia di Belle Arti di Brescia, che ha collaborato al progetto.
Qui il link per l’ascolto: bfan.link/piccola-orchestra-materana-onyx.
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