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Michel Petrucciani
Kuumbwa
Elemental Music, 2026

Michel Petrucciani<br>Kuumbwa<br>Elemental Music, 2026

20 maggio 2026

Registrato l’11 maggio 1987 al Kuumbwa Jazz Center di Santa Cruz e oggi pubblicato da Elemental Music con la supervisione di Zev Feldman, questo live riporta in primo piano un Michel Petrucciani ispirato e lucidissimo, affiancato da Dave Holland al contrabbasso ed Eliot Zigmund alla batteria. È il ritratto di un trio che unisce energia e misura, nonostante una brevissima parabola di attività, con il pianista francese al centro di un perfetto equilibrio sonoro e dialogico.

L’apertura con Limbo mette subito in chiaro le regole del gioco: swing deciso, fraseggio serrato e un tempo elastico che Holland e Zigmund sostengono con eleganza senza mai ingabbiare l’impeto creativo del leader.

Con Eugenia Petrucciani sposta il baricentro verso un lirismo più disteso: il brano si apre come un respiro, si contrae e si riaccende, restituendo al pubblico quella sensazione di libertà controllata che resta il suo segno distintivo.

La ballad My Funny Valentine è il cuore emotivo del concerto. Il tocco di Petrucciani si fa carezza, le note si diradano fino a lasciare spazio al silenzio come componente armonica. È una lezione di sensibilità e controllo: nessuna enfasi superflua, solo la capacità di trasformare un classico in meditazione personale.

In Nardis, invece, il trio rilancia l’intensità con un interplay serrato: linee spezzate, dinamiche in progressione e quel senso di urgenza che spinge il pianista ai limiti della tastiera senza mai perdere la chiarezza del discorso. La rimasterizzazione curata da Matthew Lutthans valorizza il suono originario: il pianoforte ha corpo e definizione, il contrabbasso conserva tutto il respiro del legno, la batteria è presente ma ariosa, con un equilibrio dinamico raro per una registrazione live degli anni Ottanta.

Il risultato è un documento sonoro di altissima trasparenza, che restituisce la fisicità dell’interazione e la naturale profondità del palco. “Kuumbwa” conferma Petrucciani come uno dei grandi interpreti moderni del trio acustico. Qui non cerca la spettacolarità, ma l’essenza del dialogo musicale: intensità, precisione e poesia. Un concerto che, a distanza di quasi quarant’anni, continua a suonare vivo e fedele alla sua idea di libertà dentro la forma.

a cura di Vittorio Pio

INFO

www.elemental-music.com

 

 

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