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Lisa Manosperti
Uncaged Bird
Dodicilune, 2025

Lisa Manosperti</br>Uncaged Bird</br>Dodicilune, 2025

“Uncaged Bird”, edito da Dodicilune Edizioni Discografiche & Musicali e distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei principali store online da Believe Digital, è il nuovo album di Lisa Manosperti, che rende omaggio alla cantante, compositrice e attrice statunitense Abbey Lincoln, nota anche per essere stata portavoce dei diritti civili degli afroamericani durante gli anni Sessanta. La vocalist pugliese in questo suo nuovo progetto discografico è affiancata da Roberto Ottaviano ai sassofoni, Umberto Petrin al pianoforte, Silvia Bolognesi al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.

L’artista relativamente al suo album ha dichiarato: «Quando ho ascoltato per la prima volta il trittico Prayer, Protest, Peace, interpretato da Abbey Lincoln nella suite di Max Roach “We Insist! Freedom Now Suite”, ho pianto. In quelle grida, quei sospiri, quella rabbia, c’e molto più di una voce o di una interprete. C’e’ l’appartenenza, la rabbia e anche la rassegnazione di un popolo da secoli costretto ad essere sottomesso. Una voce, quella di Abbey, fuori dal coro, senza orpelli o abbellimenti, asciutta e fiera della sua diversità. Un esempio per me e per chi si avvicina al mistero del canto. Questo disco vuol essere un piccolo, dovuto omaggio a questa immensa vocalist, compositrice e songwriter, a mio parere un po’ sottostimata e che senza dubbio merita di essere annoverata tra le grandi cantanti del jazz!».

Ad impreziosire il cd ci sono le liner notes di Luigi Onori, autore di Abbey Lincoln. Una voce ribelle tra jazz e lotta politica (L’asino d’oro edizioni, 2023), che scrive: «Sulla musica e sull’arte canoro-compositiva di Abbey Lincoln (1930-2010) esistono solo due album. Se ne aggiunge ora un terzo, pensato e realizzato dalla vocalist Lisa Manosperti. Quest’omaggio alla cantante afroamericana nasce dal profondo, dall’esigenza di “dar voce” allo spirito libertario e creativo di una donna che ha sofferto e lottato nella propria vita, affermandosi infine con un songbook innovativo e ricchissimo (ottanta brani), basato su esperienze reali e concrete, sulla vita personale e collettiva narrate attraverso uno straordinario e catartico storytelling e uno stile vocale che scolpisce ogni singola parola. Così Lisa Manosperti ha deciso di non “rifare” la Lincoln, ma di rileggerla e interpretarla con nuovi arrangiamenti in una felice e personale scelta antologica che va dal 1959 al 1998, privilegiando il maturo decennio degli anni Novanta della produzione francese Polygram/Verve, sotto l’egida di Jean-Philippe Allard. Nella varietà di strutture e tematiche, complice l’eccezionale quartetto, la vocalist mantiene il mood originale nel filosofico Should’ve Been e nell’innodica First Song. Altri brani vengono mutati nell’organico e nell’impatto come il drammatico The World Is Falling Down, il narrativo Bird Alone (in trio) e l’informale Let Up, in duo con Petrin; per You Gotta Pay the Band, ancora in trio, c’è un’autentica risignificazione con il pezzo che si fa brevissimo e fulminante, quasi cabarettistico. Straight Ahead perde la livida drammaticità diventando un’anomala ballad; The Music Is the Magic e And It Supposed To Be Love vengono jazzificate con efficacia. Su due brani-capisaldo della Lincoln (Throw It Away e Caged Bird) si privilegiano un tempo veloce e una dimensione coltraniana, esaltata da Ottaviano e dal quartetto. Ma è la voce di Lisa Manosperti che convince, perché ha metabolizzato la lezione della Lincoln ma non la imita, trovando accenti, intervalli e suoni personali sulla lunghezza d’onda di Abbey, con una sofferta sincerità».

 

INFO

www.dodicilunestore.com

 

 

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