
“On The Scene” è il primo album da leader del chitarrista e compositore Gianmarco Ferri, pubblicato dalla GleAM Records e distribuito da IRD International e Believe Digital.
Il disco vede la straordinaria collaborazione tra il giovane e talentuoso chitarrista molisano, astro nascente del panorama jazz italiano, e il celebre pianista americano David Kikoski, autentico maestro del jazz contemporaneo, che ha contribuito in modo significativo al progetto, apportando la sua eccellenza pianistica e la sua sensibilità musicale per aggiungere profondità e complessità ai diversi brani. Ad affiancare i due musicisti troviamo inoltre Stefano Battaglia al contrabbasso, Luca Santaniello alla batteria e il featuring di Marcello Allulli al sassofono tenore sulla ballad So Close.
Il leader ha selezionato per questa session quattro composizioni originali e tre reinterpretazioni di standard, evidenziando il suo consolidato rapporto con la tradizione del jazz e allo stesso tempo guardando in avanti, con una scrittura dai colori marcatamente post-bop. Quello di Gianmarco Ferri è un jazz che coniuga ricerca armonica e originalità melodica all’interno del linguaggio bop, con un approccio ritmico gioioso e ricco di dinamismo. La sua idea di swing, infatti, incarna l’ardente desiderio di esprimersi e di connettersi con gli altri attraverso il potere unificante della musica e del movimento.
Il disco si apre con Kiko’s Delight, un esempio di nuovo bop che si distingue per l’organicità della sua melodia, suonata all’unisono dal pianoforte e dalla chitarra. Il brano è basato sull’armonia del celebre brano di Tadd Dameron Tadd’s Delight e si muove su una pulsazione medium swing sostenuta su cui si susseguono le energiche improvvisazioni di Kikoski e di Ferri, che mostra la propria maturità e il relax del suo eloquio.
New Hope è un’altra composizione originale, basata sul groove del celebre brano Poinciana di Nat Simone, famosissima nella versione di Ahmad Jamal. La melodia di New Hope è vivace e allegra ed evoca un senso di ottimismo. Il bridge del brano, invece, è caratterizzato da un cambiamento di atmosfera dalla qualità più bluesy.
Segue Mirage, un blues dai colori decisamente moderni e caratterizzato da un energico groove. Dopo l’esposizione del tema, caratterizzato da un’atmosfera misteriosa, i solisti costruiscono i propri assoli, dapprima sul vamp e sugli obbligati, per poi svilupparli sul tempo “in quattro”, fornendo così varietà e dinamismo all’esecuzione.
Con So Close, dopo la magistrale introduzione di Kikoski in cui la cantabilità si sposa con un ampio e avventuroso spettro armonico, l’ascoltatore è trasportato in un viaggio emozionale che conduce al tema, intriso di un’aura crepuscolare ed esposto dal sassofono tenore di Marcello Allulli e dalla chitarra di Gianmarco Ferri. Un tema di rara bellezza che evidenzia la maturità compositiva del leader a dispetto della sua giovane età.
Unit 7, composto dal celebre bassista Sam Jones, è il personale omaggio di Ferri al leggendario chitarrista Wes Montgomery, di cui incorpora alcune delle principali caratteristiche stilistiche e di arrangiamento. Il bounce ritmico è frizzante e scorrevole, alternato qua e là da swinganti colpi di scena e cambi di mood. Su questi binari scorrono le improvvisazioni del leader, di Kikoski e di Battaglia.
They Say It’s Wonderful, la celebre canzone di Irving Berlin, viene interpretata dall’ensemble in modo essenziale, mettendo in risalto la bellezza e l’essenza della melodia stessa. Un’opportunità per esplorare e apprezzare appieno la forza del tema e la capacità di comunicare emozioni senza la necessità di ulteriori elementi decorativi.
The Song is You è un brano classico del repertorio jazzistico che, eseguito in duo con pianoforte e chitarra, acquisisce un’eleganza e un’intimità straordinarie. La combinazione del pianoforte, con la sua capacità armonica e melodica, e della chitarra, con la sua versatilità ritmica e improvvisativa, offre un’interpretazione coinvolgente e sofisticata. La delicatezza delle armonie e la ricchezza timbrica della chitarra si fondono magnificamente con la varietà armonica e la sensibilità melodica del pianoforte, creando un’esperienza musicale affascinante ed emozionante. In questa esibizione la complicità e l’interplay tra i due strumenti si traducono in una performance avvincente e indimenticabile, che celebra in modo superbo il fascino intramontabile del jazz classico.
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