Il 4 ottobre 2018 si è spento nella sua casa di Brooklyn (Illinois) a 78 anni il sassofonista baritono Hamiet Bluiett.
Fondatore del World Saxophone Quartet e del Black Artists Group, Bluiett ha rivoluzionato totalmente il modo di suonare il sax baritono: con la sua gamma di cinque ottave, un’innovativa tecnica di respirazione e la straordinaria combinazione di potenza e precisione, egli ha così reinventato il ruolo circoscritto del sax baritono in piccoli gruppi e grandi ensemble, fino a farlo diventare una voce solista.
Nato il 16 settembre 1940 a Brooklyn, nell’Illinois, in un villaggio (noto anche come Lovejoy), prevalentemente afroamericano che era stato fondato come una comunità di rifugiati neri negli anni Trenta del 1800 e che in seguito divenne la prima città con maggioranza nera dell’America, Hamiet fu attratto dalla musica sin dalla tenera età e, mentre ancora frequentava la scuola elementare, suonava già il pianoforte, la tromba e il clarinetto.
Iniziò così la sua carriera musicale suonando il clarinetto con una banda locale delle scuole superiori, sotto la guida di George Hudson, leader di un’orchestra popolare nella vicina St. Louis e per balli da baracchino, prima di unirsi alla banda della Marina nel 1961.
Iniziò a suonare il baritono alla Southern Illinois University, a Carbondale.
Quando aveva venticinque anni, Bluiett sentì Harry Carney (il sassofonista baritono della band di Duke Ellington) suonare in un concerto a Boston, e questo ebbe una forte impressione su di lui, fornendogli un esempio di un sassofonista baritono che suonava come un solista piuttosto che come accompagnatore.
Dopo essere stato dimesso dalla Marina, tornò nella zona di St. Louis a metà degli anni Sessanta e divenne un membro fondatore del Black Artists Group (BAG) di St. Louis, Missouri, un collettivo dedicato alla promozione del lavoro creativo nel teatro, nelle arti visive, nella danza, nella poesia, nel cinema e nella musica. Diresse la big band dei BAG nel 1968 e nel 1969.
Bluiett si trasferì a New York nell’autunno del 1969.
Con il suo approccio innovativo al baritono, egli trovò presto lavoro con Sam Rivers, Tito Puente e Babatunde Olatunji, prima di ottenere la chiamata per unirsi a Charles Mingus nel 1974.
Nel 1976 cofondò il World Saxophone Quartet insieme ad altri due membri del Black Artists Group, Julius Hemphill e Oliver Lake, oltre al sassofonista David Murray.
Negli anni Ottanta fondò anche un gruppo di otto clarinettisti che suonavano clarinetti di varie dimensioni che vanno dal soprano E-flat al contrabbasso. Bluiett ha anche lavorato con Abdullah Ibrahim, Stevie Wonder e Marvin Gaye.
A partire dagli anni Novanta, il musicista ha diretto un quartetto virtuosistico, il Bluiett Baritone Nation, composto interamente da sax baritoni, con accompagnamento di batteria.
Dopo aver fatto ritorno a Lovejoy nel 2002 per occuparsi di problemi di salute, Bluiett ha iniziato a insegnare musica ai giovani e ha ripreso a suonare.
Il sassofonista è tornato a New York nel 2012 ed è stato attivo sulla scena musicale per diversi anni. Ma dopo aver sofferto per diversi problemi di salute, si è ritirato dalle scene.
Nel corso della sua carriera, Bluiett ha contribuito agli album di numerosi artisti, tra cui Charles Mingus, James Carter, Bobby Watson, Don Braden, Anthony Braxton, Larry Willis, Abdullah Ibrahim, Randy Weston, Gil Evans, Lester Bowie, Don Cherry, Eddie Jefferson e Arthur Blythe.
La sua discografia comprende circa cinquanta album come membro del World Saxophone Quartet e come leader dei suoi gruppi.