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Xenia
GleAM Records, 2021

Xenia<br/>GleAM Records, 2021

19 ottobre 2021

L’album “XENYA”, edito dall’etichetta GleAM Records del pianista e compositore pugliese Angelo Mastronardi, è il sorprendente debutto del collettivo omonimo formato da cinque talenti del jazz italiano, Cosimo Boni alla tromba, Daniele Germani al sassofono contralto, Alessandro Lanzoni al pianoforte, Francesco Ponticelli al contrabbasso e Roberto Giaquinto alla batteria.

In un periodo storico in cui l’accoglienza sembra difficile e quasi vietata, la musica offre la possibilità di sovvertire questa tendenza. Accogliere non solo fisicamente ma accogliere anche le idee dell’altro, cercando di farne parte e di contribuire senza giudicare.

Nell’antica Grecia il concetto dell’accoglienza era sacro e rappresentato dalla “Xenya”, che racchiudeva una serie di norme per cui chi accoglieva e chi veniva ospitato dovevano scambiarsi dei doni.

I cinque musicisti si sono così donati e concessi l’un l’altro dieci composizioni originali, utilizzandole come trampolino per un tuffo nel pensiero e nell’animo altrui. La musica scorre fra le diverse penne senza prediligerne alcuna, creando l’apertura di un portale immaginario verso ogni possibilità. Accogliere diventa quindi punto d’ispirazione e d’inizio e non un fine.

Il disco si apre con il brano The World Watched and Waited di Daniele Germani, un tema intrigante, fatto di chiaroscuri e aperture, in cui il sound del collettivo si dichiara apertamente in tutta la sua ricchezza timbrica e mostrando una capacità di condurre la pulsazione in modo imprevedibile, incontrandosi e allontanandosi, ma sempre in ascolto reciproco.

Segue la misteriosa e introspettiva U do U, in cui la vena compositiva e l’universo espressivo del giovanissimo Cosimo Boni si esprimono al meglio dimostrando la sua capacità di attendere e valorizzare i silenzi e la bellezza di un suono dichiarativo e pungente.

Poi è la volta di The Good Place, in cui il batterista Roberto Giaquinto rivela le sue doti di compositore con un tema luminoso, su cui si innesta il suo drumming pieno di colori orchestrali, di energia impalpabile e di trovate poliritmiche di grande musicalità.

Con Unlike Anything else Ahead, la scrittura torna a Daniele Germani, che ci offre uno dei suoi temi di grande coralità per sax, tromba e pianoforte, su cui la ritmica costruisce un secondo livello in cui al rigore della scrittura si contrappone la libertà e il dialogo tra contrabbasso e batteria.

La quinta traccia è Little Green di Francesco Ponticelli, una svolta espressiva nel disco con un tema dal clima spigoloso e dall’ossessività dei suoi intervalli e motivi melodici. In luce di sicuro le indiscusse qualità dell’ormai consacrato Alessandro Lanzoni, che conduce il clima espressivo sin dall’introduzione e sviluppa con il quintetto un crescendo che fa da trampolino di lancio per il suo assolo dai toni elegiaci, lasciando spazio, dopo un nuovo momento tematico, al dialogo acceso tra Germani e Boni.

Feeling Nervous di Alessandro Lanzoni è un brano che, come rivela già il titolo, mostra grande irruenza e capacità descrittive in una dimensione post bop in cui, oltre alla bella introduzione del compositore, spiccano gli splendidi assoli di Germani e Boni, pieni di energia ritmica e freschezza di idee a conferma delle loro grandi qualità di improvvisatori oltre che di compositori.

Nel pezzo successivo entrambi danno conferma delle loro straordinarie doti con Walk a Little Quicker, tema di grande ispirazione melodica scritto a quattro mani, in cui oltre alla sintonia di idee si evidenzia la grande positività e bellezza del pensiero.

Avvicinandosi alla fine del disco l’atmosfera si rilassa con la breve e meditabonda Chess Game di Francesco Ponticelli, una vera perla in cui il ritmo di una partita a scacchi si manifesta nel contrappunto tra le voci dei solisti e nelle attese del dialogo ipnotico della ritmica sull’obbligato del pianoforte.

La penultima traccia è quella che dà il nome al disco, Xenya, una meravigliosa e lirica ballata scritta da Alessandro Lanzoni, dall’incedere solenne, pieno di speranza e di sotterranei rimandi bluesy, in grado di distillare le più lontane esperienze del jazz in una narrazione profonda e piena di bellezza.

Chiude il disco Trabucco, scritto da Daniele Germani e incentrato su un obbligato ritmico dal vago sapore latino, su cui si libera un tema di grande cantabilità e dalle armonie aperte, condotto con grande energia da tutta la formazione. I musicisti si alternano così tra i più felici e ispirati assolo del disco, in un clima di condivisione che traduce in musica e interplay l’idea ispiratrice dell’album.

INFO

www.gleam-records.com

 

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