Ultime News

Una vita per la musica: intervista a Claudio Chiara

Una vita per la musica: intervista a Claudio Chiara

13 luglio 2020

Claudio Chiara è un personaggio incredibile: virtuoso del contralto, arrangiatore, fonico, pilastro della band di Paolo Conte da più di venti anni, la musica attraversa la sua vita ventiquattro ore al giorno! L’abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti; fotografie di Simona Lombardo.

Quale è stato il percorso che ti ha portato alla musica?
Ho cominciato da bimbo, a cinque anni: mio papà mi aveva comprato la classica pianola su cui poi mossi i primi vagiti con i suoni; ho sempre avuto una grande passione per la musica, che sfociò poi nella banda di Trofarello, dove suonavo il basso tuba. Un giorni vidi un mio amico che aveva un sassofono lo provai e scoprii subito che quello poteva essere il mio strumento. Il giorno dopo andai dai miei e mio papà, che mi ha sempre assecondato (una grande fortuna davvero)  mi portò a comprare un sax contralto.

E come hai incontrato il jazz?
L’ho scoperto intorno ai venticinque anni; prima ho fatto molta musica da ballo, i night, le navi, la professione del musicista degli anni 70, insomma. Ho sempre ascoltato funk e musica nera finché un giorno andai da Ricordi (la storica sede di via Lagrange!) e spulciando tra i dischi vidi questo album con in copertina un nero, Charlie Parker; lo acquistai e, arrivato a casa, ne venni  folgorato. Da lì iniziai un approfondito studio su Parker, tirandomi giù tutti i soli a memoria.

Quali sono gli altri musicisti che hai studiato?
Quello per Parker fu un amore folle, non ascoltavo nient’altro; poi ho studiato Bill Evans, Stan Getz, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Sonny Sittt, Jackie McLean… non tutti insieme, naturalmente, ma è stata una ricerca continua. Adesso ascolto molto Sal Nestico,  che pochi conoscono, è un grande e sottovalutato tenorista; ha militato nella band di Woody Herman, faceva parte dei gruppi dei fratelli Mangione. Poi ascolto sempre Stan Getz e Phil Woods, sono i tre con cui passo le giornate a studiare!

Sei anche arrangiatore.
La passione per la scrittura nasce molto lontano; tengo a precisare che in questo senso sono completamente autodidatta, mi sono formato sui dischi e analizzando le partiture dei grandi; iniziai a scrivere per creare i primi arrangiamenti delle orchestre da ballo, e poi mi sono evoluto nel corso del tempo. A volte le scuole di jazz mi rendono perplesso, nel senso che secondo me la palestra, la vera scuola del jazz è la big band, quindi in fondo l’essere autodidatta non mi dispiace.

img

Quali sono i progetti cui ti stai dedicando?
Non ho progetti particolari, il Covid ha un po’ colpito tutti! Continuo a studiare sperando che presto le cose riprendano; in questo periodo abbiamo registrato una serie di standard (e qualche brano pop rivisto con un sound intimo) che saranno pubblicati dalla Riverside; il gruppo vede alla voce Barbara Raimondi, al basso Alessandro Maiorino e Fabio Gorlier alla tastiera; è stato realizzato a distanza, ognuno a casa propria, e poi io ho ho mixato il tutto. Il risultato finale è ottimo.

Sei sassofonista arrangiatore fonico, didatta… quali ambiti musicali ti mancano!?
Direi che sono già anche troppi! Vivo la musica ventiquattro ore al giorno e quindi mi dedico un po’ allo studio del sax, un po’ allo studio di registrazione, un po’ alla scritttura e un  po’ ai concerti!

Come è nata la collaborazione con Paolo Conte?
L’esperienza è stata bella e positiva, Conte è una persona straordinaria sotto tutti gli aspetti; abbiamo un rapporto ottimo e in questo periodo mi è mancato molto suonare con lui. La band è composta da musicisti straordinari con cui c’è anche una grande amicizia. Anni fa ricevetti una telefonata da uno studio di Asti in cui c’era una persona che voleva parlarmi, che era appunto Conte che mi invitava a far parte della sua orchestra, voleva estendere il suo gruppo con una sezione con contralto, tenore, trombone e tromba. Per me fu una gioia immensa, e anche se il contratto prevedeva solo due anni di fatto sono rimasto fino ad oggi, sono passati più di venti anni e gli ultimi due album li ho registrati io!

C’è ancora un sogno che vorresti esaudire?
Il sogno è quello di svegliarmi il mattino e continuare a fare quello che sto facendo ora, quindi lo vivo tutto i gironi!

img

Abbonati a Jazzit con 29 euro cliccando qui!