10 aprile 2025
Dal 23 al 30 aprile andrà in scena il Torino Jazz Festival 2025, con la direzione artistica di Stefano Zenni, che sarà preceduto dall’anteprima diffusa dal 15 aprile nei jazz club della città. Oltre ai Main Events (in prevendita dall’11 marzo) e Jazz Cl(h)ub, a impreziosire il programma ci saranno anche numerosi appuntamenti, tra cui Jazz Talks (incontri e conferenze), Jazz Cinema (proiezioni e produzioni cinematografiche anche a firma TJF), Jazz Blitz in tutta la città e gli eventi Jazz Special.
Il festival, giunto quest’anno alla sua XIII edizione, è un progetto della Città di Torino, realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, con Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, il sostegno del Ministero della Cultura, della Città Metropolitana di Torino e della Fondazione CRT e il contributo di Confartigianato Imprese Torino, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT – Gruppo Torinese Trasporti. Charity Partner è la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
“Libera la musica” è il tema portante di questa edizione, un invito a liberare la musica dalle strettoie dei generi, guardando al suo elemento generativo, dove si può liberare l’immaginazione e inventare percorsi propri, esplorando fra le tante forme della danza (Il Ballo della Liberazione, Flamenco Criollo, Don Karate, la marching band), i grandi pianisti (Jason Moran, Vijay Iyer, Enrico Pieranunzi, Amaro Freitas, Margaux Oswald, Andrea Rebaudengo, Aruán Ortiz), l’elettronica, il jazz classico e swingante (Enrico Rava, Furio Di Castri, Lakecia Benjamin, Jason Moran), il rock (Calibro 35), i suoni del mondo (Jan Bang Sextet, Dudù Kouate, Francesca Remigi, Flamenco Criollo), il jazz e la classica (Enrico Pieranunzi, Zoe Pia, Koro Almost Brass Quintet, Andrea Rebaudengo) e tanto altro ancora.
Otto giorni di programmazione, durante i quali sono previsti 71 concerti, con appuntamenti in 58 luoghi sparsi in tutta la città. Il main program sarà diffuso in ambienti, spazi, teatri e club distribuiti sul territorio urbano. Ospiteranno i concerti l’Auditorium Giovanni Agnelli (Lingotto), Bunker, Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, Hiroshima Mon Amour, MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, Teatro Colosseo, Teatro Juvarra, Teatro Monterosa e Teatro Vittoria.
Al TJF XIII suoneranno inoltre 289 artisti nazionali e internazionali, dai musicisti emergenti ai grandi protagonisti della scena mondiale. Centrale, come sempre, la qualità del cartellone, al fianco di ben otto produzioni originali TJF: una quantità senza eguali di musica nuova in un singolo festival, a cui si aggiungono la proiezione di un film prodotto dal Torino Jazz Festival, girato nel corso delle edizioni precedenti, e quattro esclusive.
Il festival celebra come sempre anche il 25 aprile, nell’anno in cui si festeggiano gli ottant’anni dalla Liberazione, con alcuni appuntamenti da non perdere, a partire da “Il ballo della Liberazione”. Fra gli omaggi – oltre alla consueta attenzione alla Giornata Internazionale del Jazz Unesco del 30 aprile – verrà celebrato quest’anno un musicista speciale, Enrico Rava, insignito della targa Torri Palatine della Città di Torino. Tra gli eventi clou il TJF celebra la forza liberatrice della storia con il grande evento “Il Big Bang del Jazz” di Jason Moran, una produzione originale del TJF in esclusiva europea.
Photo Credit To Riccardo Musacchio
Il TJF 2025 partecipa inoltre attivamente alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 – #versoTorino2033, contribuendo a rafforzare il profilo culturale della città attraverso la valorizzazione della scena jazz locale, nazionale e internazionale con il concerto Jang Bang Sextet “Alighting”, l’evento in programma venerdì 25 aprile alle ore 22 all’Hiroshima Mon Amour, in una produzione originale TJF, nata in collaborazione con il festival Jazz is Dead!. Jan Bang, fra i producer più amati al mondo e fantastico creatore di suoni, spiega l’origine di questo concerto: «Quando il direttore artistico del festival Stefano Zenni mi ha offerto l’opportunità di comporre la musica per questo progetto speciale, il mio primo pensiero è stato quello di assemblare dei musicisti che potessero non solo interpretare il materiale dato, ma espanderlo per creare nuove opportunità». Da questo presupposto deriva la variegata composizione del gruppo: da Amsterdam proviene la cantante e violoncellista di origine turca Sanem Kalfa, dalla Catalogna il chitarrista Santi Careta, mentre sono norvegesi Mats Eilertsen ed Eivind Aarset; completa il gruppo il percussionista di origini torinesi Michele Rabbia.
Dal 15 aprile, ad anticipare i concerti Main Events, ci sarà un ricco palinsesto di anteprime diffuse in tutta la città attraverso concerti live nei jazz club, con dodici appuntamenti in programma in otto giorni. Ad ospitare le anteprime saranno la Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi, COMALA, Circolo Ricreativo Mossetto, sPAZIO211, Magazzino Sul Po, Folk Club, Blah Blah, Double Tree by Hilton Lingotto, Circolo dei lettori e OFF TOPIC.
A dare il via al programma main del Torino Jazz Festival 2025, mercoledì 23 aprile alle ore 18 al Teatro Juvarra, sarà l’incontro fra musica e poesia con il live “Chi sono queste cose”, una produzione originale TJF, in collaborazione con il Salone OFF Salone Internazionale del libro Torino, che vedrà protagonisti il poeta Domenico Brancale e il batterista Roberto Dani, per proporre al grande pubblico un viaggio attraverso la parola e il suono. Fra i maggiori poeti italiani, la poesia di Domenico Brancale evoca quel limite, così decisivo per la musica, tra il silenzio e il suono, tra il pensiero e la parola. La musicalità paradossale di Domenico Brancale dialoga con l’universo magico di Roberto Dani, percussionista e performer, inventore visionario di timbri inediti e a sua volta poeta di suoni che si accumulano e si disperdono vertiginosamente. Si prosegue alle ore 21 al Teatro Colosseo con l’atteso omaggio a Enrico Rava in compagnia del suo quintetto Fearless Five; nel corso della serata il Maestro verrà insignito della targa Torri Palatine della Città di Torino.
Domenico Brancale – Photo Credit To Giuseppe Critone
Giovedì 24 aprile doppio appuntamento: si parte alle 21 al Teatro Colosseo con i Calibro 35 che porteranno in anteprima al Torino Jazz Festival il nuovo album “Exploration”, in uscita il 6 giugno per Record Kicks. Il progetto nasce in collaborazione con il festival Jazz is Dead!. Alle 23 protagonista al Bunker sarà invece Don Karate in un live caleidoscopico in cui il jazz si mescola con atmosfere pop, echi africani, groove spezzati, derive blues, colonne sonore alla John Carpenter, spingendosi fino al clubbing di Detroit o all’hip hop anni Novanta, senza dimenticare le commistioni con l’elettronica e la video art. Attivo da alcuni anni con il trio, Don Karate si allarga al settetto e propone un live in un universo sonoro complesso, che si espande all’interno della forma canzone in maniera originale. Don Karate crea soluzioni sonore calde, inaspettate, difficilmente etichettabili, esattamente come desidera Stefano Tamborrino, fiorentino, uno dei batteristi jazz più apprezzati della scena italiana, padre di questo progetto «solista — sempre meno — solista».
Calibro 35 – Photo Credit To Chiara Mirelli
Venerdì 25 aprile, in occasione del Jazz della Liberazione TJF al Teatro Vittoria, alle ore 11 andrà in scena un’altra produzione originale del festival, con la musicista sarda Zoe Pia al timone di un collettivo di giovani percussionisti provenienti dal mondo della classica: Eic Eden inverted Collective di Zoe Pia “Atlantidei”. Le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Liberazione proseguono poi al MAUTO, alle ore 18 e alle 21, con una produzione originale TJF, in collaborazione con Balla Torino Social Dance. Due orchestre saranno in pista per una sfida tra big band come nella Harlem degli anni Trenta: Gianpaolo Petrini Big Band vs JcT Big Band di Valerio Signetto; guida la serata Mirko Volonnino. Il jazz divenne la colonna sonora della liberazione e il ballo del lindy hop l’espressione fisica di quella gioia. Ottant’anni dopo la Liberazione viene celebrata con due delle migliori big band torinesi. Alle ore 17 invece, in esclusiva per TJF, al Conservatorio Giuseppe Verdi Vijay Iyer si esibirà con “Piano Solo”. Il compositore e pianista newyorkese, che dopo diversi premi e onorificenze si sta imponendo in tutto il mondo per la sua forza innovativa, è una delle maggiori novità artistiche prodotte dalla scena jazz internazionale negli anni 2000. Alle 22, all’Hiroshima Mon Amour, Jan Bang, uno dei producer e creatore di suoni più amati nel mondo dell’elettronica, presenterà una produzione originale TJF: Jang Bang Sextet “Alighting”. L’evento, organizzato in collaborazione con il festival Jazz is Dead!, è inserito nelle azioni del percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.
Vijay Iyer – Photo Credit To Ebru Yildiz
Sabato 26 aprile, alle ore 11, al Teatro Juvarra verrà presentata una nuova esclusiva del TJF con la pianista franco-filippina Margaux Oswald, un’altra importante figura emergente del pianoforte internazionale, sulla linea delle proposte del festival, sempre alla scoperta di nuovi talenti. Alle ore 18, alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani, salirà sul palco uno dei più gloriosi gruppi storici del jazz italiano con il trascinante progetto “Nexus Plays Dolphy”, nato dal desiderio di
riportare al centro della scena un musicista straordinario, il cui lascito è stato fondamentale per l’evoluzione del jazz. Alle 21 chiuderanno la serata al Conservatorio di Torino, Enrico Pieranunzi Trio & Orchestra Filarmonica Italiana con “Blues and Bach”, da un’idea del direttore e arrangiatore Michele Corcella, in un omaggio al grande pianista e compositore statunitense John Lewis che, innamorato della musica di Bach, intendeva fondere il linguaggio del compositore tedesco con il blues e l’improvvisazione jazzistica, aggiungendo al jazz suoni da world music, swing e colori puri degli strumenti.

Domenica 27 aprile, alle ore 11 al Teatro Vittoria, sarà la volta dell’ensemble italo-coreano Korale, guidato dalla poliedrica batterista Francesca Remigi, vincitrice di Nuova Generazione Jazz 2021 e Top Jazz 2022; nei complessi rapporti tra jazz e musica dell’estremo oriente, Korale spicca come un prodotto nuovo, non assimilabile né nel paradigma americano né al facile esotismo. Alle ore 18, al Conservatorio Giuseppe Verdi, l’astro nascente del jazz brasiliano Amaro Freitas crea una musica che è un’esplorazione della tradizione del suo paese nel progetto “Y’Y”, proposta originale che fonde i ritmi nordestini e la frenesia del frevo con le suggestioni dell’Amazzonia. Al Teatro Monterosa, alle ore 21, verrà proposta una produzione originale TJF con Furio di Castri 8 in “Blowin’ in the wind”. Per il suo settantesimo compleanno, l’artista offre al pubblico una riflessione sulla guerra e la pace, accompagnato da un gruppo di strumentisti d’eccezione legati alla sua lunga carriera.
Amaro Freitas – Photo Credit To Jao Vicente
Lunedì 28 aprile, alle ore 18 al Teatro Juvarra, altra produzione originale TJF con la formazione Koro Almost Brass Quintet che interpreterà “Lonely House. La musica di Kurt Weill”. Questa singolare formazione rivisita l’idea del quintetto di musica classica composto “quasi” tutto da ottoni, come recita il nome del gruppo, con la presenza, a scompaginare le carte, del sassofono dell’arrangiatore del progetto Cristiano Arcelli. Al Teatro Colosseo, alle ore 21, la consegna della borsa di studio Memorial Sergio Ramella, voluta da AICS Torino APS, a uno studente del Dipartimento Jazz del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino prima del concerto di Lakecia Benjamin. La sassofonista e compositrice è una delle figure più interessanti emerse dal panorama americano degli ultimi anni con “Phoenix Reimagined”, travolgente sintesi di r&b, hip hop, jazz e funk che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. Il repertorio parte dal disco “Phoenix” (2023), che rappresenta un commento sociale sulla vita negli Stati Uniti e anche un percorso personale intrapreso dopo il gravissimo incidente d’auto che nel 2021 l’ha messa in pericolo di vita e dal quale è rinata come una fenice. In equilibrio tra la tradizione – pensiamo al lungo apprendistato con il suo mentore Gary Bartz o al riuscito omaggio a John Coltrane – e la contemporaneità, Lakecia Benjamin è aperta a tutte le forme musicali che ha assorbito e suonato nella sua New York, dalle rime della black poetry a quelle di Kendrick Lamar, fino a tutte le varie declinazioni della musica latina. Il concerto diventa così un rito coinvolgente, all’insegna della spiritualità, dell’energia e del ritmo.
Lakecia Benjamin – Photo Credit To Elizabeth Letizell
Martedì 29 aprile, alle ore 18 al Teatro Vittoria, una produzione originale TJF vede protagonista Andrea Rebaudengo in “Improvisers/Composers”, un programma di brani “classici” per pianoforte composti da jazzisti, tra cui – in prima assoluta – la serie dei preludi di Hurricane. Alle ore 21, al Teatro Colosseo, andrà in scena una produzione esclusiva del TJF dal titolo “Flamenco Criollo”, un incontro tra flamenco e ritmi afro-cubani. Il pianista cubano Aruán Ortiz guida una spettacolare performance, in cui dialogano sul palco le due sponde dell’Atlantico, musicisti e danzatori andalusi e i loro corrispettivi afro-cubani. Grazie all’ampiezza di visione tipica di un pianista jazz, Aruán Ortiz ha costituito un ensemble in grado di riproporre i colori meravigliosi di questo poderoso linguaggio musicale, il flamenco, esplorandone le radici variegate e provando a immaginarne gli ulteriori sviluppi nella musica afro-cubana. I musicisti e le danzatrici – provenienti da Marocco, Palestina, Cuba, Stati Uniti e Spagna – uniscono ai melanconici suoni andalusi i ritmi energici provenienti dai Caraibi, sfociando in sorprendenti composizioni contemporanee in cui danze e musiche dialogano e si fondono tra di loro. Flamenco Criollo racconta così una storia complessa che include la musica persiana, le influenze nord africane in Andalusia, gli scambi tra le città portuali di Cadice e dell’Avana e gli echi dell’Africa Occidentale nella musica afrocubana. Tutto questo si coagula in quelle musiche che vengono definite “Cantes de ida y vuelta”, canzoni di viaggio, che si sono spostate dalla Spagna all’America e viceversa.
Flamenco Criollo – Photo Credit To Andrea Mazzoni
Mercoledì 30 aprile, al Teatro Juvarra alle ore 18, sarà la volta di un’altra grande esclusiva del TJF con protagonista Dudù Kouate 4tet. Il gruppo di Dudù Kouate, percussionista senegalese/italiano, proietta le tradizioni africane in una dimensione globale. Grande chiusura poi per il TJF XIII, nella Giornata Internazionale Unesco del Jazz, con una produzione originale del festival in esclusiva europea: Jason Moran Bandwagon & TJF All Stars presenteranno “Il Big Bang del Jazz. L’eroica storia di James Reese Europe”. Nel dicembre del 1917 il direttore di banda afroamericano James Reese Europe, già celebre per aver divulgato il fox trot, salpava per l’Europa insieme al 369esimo reggimento, spedito sul fronte francese per combattere e per suonare. Nel 1919 Europe e gli eroi ribattezzati “Harlem Hellfighters” registrarono dischi che oggi ci rivelano il cuore pulsante di quella nuova musica. A poco più di cento anni di distanza, Jason Moran, uno dei pianisti più celebrati della scena contemporanea, con lo storico trio Bandwagon, torna al repertorio di Europe e, nel racconto suggestivo realizzato con immagini e filmati storici, aggiorna blues, ragtime e sonorità di New Orleans su ritmi contemporanei, in un’esplosione trascinante di sax, clarinetti e ottoni. È la formidabile All Stars del jazz italiano, riunita appositamente per questa speciale occasione, che su disco ha già fatto gridare al capolavoro. Uno dei progetti più importanti del decennio, proposto in esclusiva europea al Torino Jazz Festival.
Jason Moran – Photo Credit To Clay Patrick McBride
JAZZ CL(H)UB
Diciannove club – Amen Bar, ARTeficIO, Bagni Pubblici di via Agliè, Baltea 3, Blah Blah, Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi, Cafè Neruda, Circolo Ricreativo Mossetto, COMALA, Ristorante Eligo presso Double Tree by Hilton Lingotto, Educatorio della Provvidenza, Folk Club, Machito, Magazzino Sul Po, OFF TOPIC, Osteria Rabezzana, Piazza dei Mestieri, SNODO presso OGR e sPAZIO211 – collocati su tutto il territorio, ospiteranno concerti per l’intera durata del festival, a partire dall’anteprima del 15 e fino al 30 aprile, per un totale di ventisei appuntamenti in quindici giorni. La programmazione è stata realizzata su proposta degli stessi club della città, in coordinamento e in accordo con la direzione artistica. Le realtà del ricchissimo panorama musicale urbano saranno rappresentate con produzioni di alto profilo artistico e di rilevante significato socio-culturale.
JAZZ BLITZ
La musica approderà anche nei luoghi di assistenza, accoglienza e incontro con ventuno appuntamenti, di venti minuti ciascuno, dedicati agli utenti dei servizi, agli ospiti delle strutture e agli amici del Torino Jazz Festival. Fra le sedi partecipanti ci saranno Arcote Jazz Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, Centro di Formazione Musicale della Città di Torino, Jazz School Torino, Istituto di Candiolo-IRCCS, Biblioteca civica Don Milani, Casa di Accoglienza femminile, Flashback Habitat, Centro Diurno AISM Il Fortino, Comunità Disabili “Casa Vincenzo”, Scuola Media Rosselli, Scuola Primaria Giovanni Cena, Housing Sociale di via Fiesole, Associazione Volere la luna, Scuola Primaria Padre Gemelli, Scuola Primaria XXV aprile, Housing Giulia, Nido il Grillo e Scuola d’Infanzia Barca, Scuola Media Perotti, Scuola Primaria Sclopis, Farinelli Social Housing, oltre a un aperitivo in jazz in Piazza Foroni. Il TJF con “Jazz Dentro” non vuole inoltre dimenticare chi non può frequentare le sale e i club dove si fa musica, superando anche le mura dei luoghi di detenzione. Oltre a dedicare un doppio jazz blitz all’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti per i minori e i giovani adulti detenuti, TJF porterà alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno un concerto intitolato “World Music Time”. Protagonista, con la condivisione di musiche delle più diverse aree del mondo, sarà la Torino Social Orchestra dell’associazione Sfera Culture, con la direzione artistica di Giovanni Palmulli.
JAZZ TALKS
Incontri, conferenze, dibattiti e presentazioni di libri saranno organizzati in collaborazione con il Salone OFF Salone Internazionale del libro di Torino, a partire da “Talking To Jazz. Voci dal Torino Jazz Festival”, con la presentazione del libro prodotto dal Torino Jazz Festival, edito da Voglino Editrice, che raccoglie le interviste realizzate da Simone Garino ai grandi protagonisti del jazz nel corso delle passate edizioni del festival, dal 2013 al 2015. E ancora le collaborazioni con EXPOSED Torino Foto Festival, CFM – Centro di Formazione Musicale della Città di Torino, Studium – Dipartimento di Studi Umanistici Università di Torino – DAMS, Biblioteche Civiche Torinesi e OFF TOPIC. Si terranno inoltre due appuntamenti da non perdere presso le Gallerie d’Italia – Torino e il Museo di Intesa Sanpaolo con i talk “La Favolosa storia di Pannonica. La mecenate del jazz”, realizzato in sinergia con Salone OFF Salone Internazionale del libro di Torino ed EXPOSED Torino Foto Festival, e “Pieranunzi – Bertinetto: dialogo filosofico-musicale sull’autenticità”. Fra le altre sedi coinvolte per i Jazz Talks ci saranno il Circolo dei lettori, la Biblioteca Civica Centrale, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Palazzo Nuovo – Aula 37 e OFF TOPIC.
JAZZ CINEMA
Fra le novità di quest’anno c’è anche “Jazz Cinema”, il filone del festival dedicato alle “pellicole musicali”, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. La rassegna cinematografica a firma Torino Jazz Festival prevede sette proiezioni al Cinema Massimo, tra cui il film Just Play and never stop. Un viaggio spericolato nel jazz, prodotto dal Torino Jazz Festival e girato in occasione delle ultime due edizioni del festival. Oltre a una produzione originale del TJF, in programma c’è anche la pellicola candidata agli Oscar 2025 come miglior documentario dal titolo Colonna Sonora per un colpo di stato, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e i Wonder Pictures. Saranno quattro infine gli appuntamenti speciali ospitati in luoghi non convenzionali della città, a partire dalla JST Jazz Parade, nel solco della tradizionale e sempre divertente marching band itinerante dal Mercato di Porta Palazzo a Piazza San Carlo, passando per il Museo Nazionale del Risorgimento con lo swing della Liberazione alla GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Torino in compagnia del Picture Jazz Duo, fino all’Impianto Iren di accumulo del calore e solare termico Mirafiori Nord, dove si esibirà il Mama Trio + Mati, con la partecipazione straordinaria di Emanuele Cisi.
BIGLIETTERIA TJF – Da martedì 11 marzo
Urban Lab – Piazza Palazzo di Città, 8/F
Tel. 011.01124777 – tjftickets@comune.torino.it
Martedì-sabato, ore 10.30-18, aperta tutti i giorni da martedì 22 a mercoledì 30 aprile.
Per i nati a partire dal 2011 biglietti per tutti i concerti in vendita a 1 euro.
Per le modalità di acquisto dei biglietti per le persone con disabilità fisica telefonare allo 011.01124777 nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.
ACQUISTI ONLINE
www.torinojazzfestival.it; www.vivaticket.it
Il costo del servizio di acquisto è pari al 12% del prezzo del biglietto, con un minimo di € 1.
Al momento dell’acquisto su Vivaticket si può aggiungere 1 € da donare alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Candiolo.
ACQUISTI PRESSO LE SEDI DEI CONCERTI
Se ancora disponibili, i biglietti saranno messi in vendita presso le sedi dei concerti 45 minuti prima dell’inizio degli eventi.
INFO
Photo Credit To Riccardo Musacchio
Domenico Brancale – Photo Credit To Giuseppe Critone
Calibro 35 – Photo Credit To Chiara Mirelli
Vijay Iyer – Photo Credit To Ebru Yildiz
Amaro Freitas – Photo Credit To Jao Vicente
Lakecia Benjamin – Photo Credit To Elizabeth Letizell
Flamenco Criollo – Photo Credit To Andrea Mazzoni
Jason Moran – Photo Credit To Clay Patrick McBride