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Torino Jazz Festival 2024 – XII edizione

Torino Jazz Festival 2024 – XII edizione

15 aprile 2024

Si alza il sipario sulla XII edizione del Torino Jazz Festival, in scena dal 20 al 30 aprile, con 104 eventi, di cui 57 concerti con 280 musicisti nei luoghi e club più rappresentativi della città, nonché presentazioni di libri, conferenze, proiezioni cinematografiche, marching band e molto altro ancora.

Il Torino Jazz Festival 2024, con la direzione artistica di Stefano Zenni, è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino con il sostegno del Ministero della Cultura e di Fondazione CRT, Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il contributo di ANCoS e Confartigianato Imprese Torino e in collaborazione con Turismo Torino e Provincia.

Il main program sarà diffuso su tutto il territorio torinese, con appuntamenti al Teatro Regio, al Piccolo Regio, al Teatro Vittoria, a Hiroshima Mon Amour, al Teatro Alfieri, al Teatro Monterosa, al Teatro Colosseo, alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani, al Bunker, all’Auditorium Giovanni Agnelli, alla Sala 500 del Lingotto e al CAP 10100.

Il Torino Jazz Festival 2024 celebra Duke Ellington, a cinquant’anni dalla scomparsa, e il ritorno in città di John Zorn, dopo molti anni di assenza. TJF 2024 si apre alle tante forme del jazz: accoglie i grandi musicisti che celebrano la tradizione più alta e vitale, lascia spazio alle ibridazioni con i generi più disparati – dal rap all’elettronica, dal soul al folk, dalla classica al rock – che da tempo ravvivano la parola “jazz” in senso autenticamente contemporaneo, invita alla scoperta di artisti ancora poco conosciuti, promuove la creazione di musica che si avvia verso un nuovo pubblico, festeggia la gioia di ritrovare i maestri che sanno rinnovarsi.

Alle nuove generazioni è dedicata un’attenzione particolare: nell’ambito del progetto “Torino Futura”, il TJF accoglierà gruppi di studenti delle scuole secondarie superiori, che potranno conoscere i meccanismi di un grande evento dal vivo, negli aspetti sia organizzativi sia artistici, e avvicinarsi alla magia del jazz con biglietti a portata delle loro tasche, perché per gli under 14 i biglietti del festival avranno il costo simbolico di 1 euro.

Il programma abbraccia quest’anno anche la celebrazione della Festa della Liberazione, il 25 aprile, con uno speciale concerto della cantante maliana Fatoumata Diawara, e come sempre non mancherà di omaggiare il 30 aprile, “Giornata Internazionale del Jazz” Unesco, con eventi speciali.

Le giornate di sabato 20 e domenica 21 aprile saranno dedicate alle anteprime del Torino Jazz Festival con vari appuntamenti.

Sabato 20 aprile la JST Jazz Parade, accompagnata dall’animazione lindy hop a cura de “La Bicicleta”, si esibirà nei quartieri e nel centro cittadino per far rivivere la tradizione delle band itineranti. Partenza dal mercato di Porta Palazzo, con tappa in piazza Palazzo di Città, per l’inaugurazione della mostra “Suspended Groove”, a cura del Collettivo Fotografi Jazz Torino e dedicata alle passate edizioni del festival. Al termine, tappa alle Gallerie d’Italia – Torino in Piazza San Carlo.

Sempre sabato 20 aprile, verrà inaugurata la mostra dei fotografi Patrizio Gianquintieri e Massimo Novo dal titolo “Teranga… Mon Amour. Souvenirs du Sénégal”. La mostra è la sintesi di un viaggio a Saint Louis, antica città alla foce del fiume Senegal, per assistere al jazz festival.

Domenica 21 aprile si rinnova la collaborazione con il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, con il concerto di Valeria Sturba, che presenterà il suo set onirico e colorato, in cui pizzica corde, spinge pulsanti, gira manopole, aggiunge o moltiplica suoni, crea piccoli mondi paralleli, nei quali voci soavi si confondono con theremin e canzoni dolci e malinconiche sprofondano in abissi di noise.

Particolare rilievo assume la collaborazione tra il Museo del Cinema e il Torino Jazz Festival, riannodando i fili che legano il cinema e la musica jazz. Saranno proiettati tre documentari, realizzati dal 2010 al 2022 da Mathieu Amalric su John Zorn, intraprendendo con lui un viaggio musicale senza fine. Ma la collaborazione tra il Museo del Cinema e il TJF si inserisce ancora di più nel ricco programma di concerti, partecipando all’omaggio a Duke Ellington con la proiezione di tre film la cui colonna sonora è stata curata dal maestro, tra i quali Paris Blues di Martin Ritt. Il terzo appuntamento è dedicato all’incontro straordinario tra Franco Maresco e Steve Lacy, che suona i brani del Duca. Nel 1999, in occasione del centenario della nascita di Ellington, Franco Maresco commissionò a Steve Lacy l’esecuzione di dieci brani del Duca, che vennero registrati e filmati a Palermo. Oggi, a vent’anni dalla morte di Lacy e a cinquanta da quella di Ellington, quel materiale inedito riemerge dall’archivio del grande regista siciliano.

MAIN EVENTS

Ad aprire i concerti del main program, lunedì 22 aprile, al Teatro Alfieri (ore 21), sarà Dave Holland con Eric Harland e Jaleel Shaw, triangolo perfetto, con i vertici coperti dai maestri indiscussi del proprio strumento. Il jazz sapientemente dosato nel concerto da questo trio ci riporta al Dave Holland sperimentatore senza rete di alcuni storici dischi per ECM, tra i quali spiccano quelli incisi in compagnia di Steve Coleman. Holland, con questo nuovo gruppo, si muove in un territorio espressivo diversissimo, anche grazie ai sassofoni di Jaleel Shaw, astro nascente del sassofono americano con collaborazioni di rilievo (Roy Haynes, Mingus Big Band, Tom Harrell) e alla batteria di un veterano come Eric Harland, che ha lavorato con Terence Blanchard, Charles Lloyd e Chris Potter.

Martedì 23 aprile, al Teatro Colosseo (ore 21), sarà la volta del contrabbassista, compositore e bandleader Christian McBride, otto volte vincitore di Grammy, da qualche anno anche direttore artistico dello storico Newport Jazz Festival, che nei suoi primi anni di attività ha lavorato al fianco di leggende del jazz come Freddie Hubbard e Benny Golson.

Mercoledì 24 aprile, alle ore 21, salirà sul palco del Teatro Colosseo il trio di Gonzalo Rubalcaba, uno dei pianisti jazz più celebrati al mondo, la cui carriera, iniziata alla fine degli anni Ottanta grazie a mentori quali Dizzy Gillespie e Charlie Haden, è costellata di premi e riconoscimenti. A Torino Rubalcaba suonerà con due storici collaboratori, il bassista Matt Brewer e il talentuoso batterista cubano Ernesto Simpson, per un concerto che coniuga groove latino e passione jazz. Prima del concerto si terrà la consegna della borsa di studio voluta da AICS Torino APS “Memorial Sergio Ramella” a uno studente del terzo anno del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Torino.

Giovedì 25 aprile, in mattinata alle 11.30, al Teatro Vittoria, si esibirà la pianista Marta Warelis, debitrice degli insegnamenti di maestri come Cecil Taylor, ma capace di esprimersi in maniera decisamente personale, ora con foga, ora con delicatezza, suonando il pianoforte con sonorità inconsuete e suggestive. Alle 18, a Hiroshima Mon Amour, andrà in scena Sélébéyone, gruppo in cui spicca la figura di Steve Lehman. Sélébéyone è una parola wolof che si può tradurre con il termine “intersezione”. Combinando insieme jazz sperimentale e liriche rap, sia in inglese sia in wolof (idioma parlato tra Senegal, Gambia e Mauritania), Sélébéyone non si limita a un lavoro di unione tra linguaggi, ma trova nuove strade per le diverse qualità ritmiche, armoniche e melodiche dei generi, fondendo l’improvvisazione del jazz contemporaneo con l’immediatezza contagiosa dell’hip hop. Il risultato è una performance che esplora nel profondo misticismo e spiritualità attraverso la lente della musica sperimentale.

Alle 21, al Teatro Regio, nell’ambito del calendario delle celebrazioni istituzionali per l’anno 2024, promosse dalla Città di Torino, dal Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte, con Fondazione Polo del ‘900 e Fondazione per la Cultura Torino, il festival si unirà alle celebrazioni del 25 aprile con il concerto della cantante Fatoumata Diawara, in uno spettacolo idealmente dedicato alla gioventù resistente e in particolar modo a Dante di Nanni, a ottant’anni dalla morte. La presenza di Fatoumata Diawara vuole ricordare la centralità della musica d’oggi nell’esaltazione dei valori storici e attuali della Resistenza. La grande cantante del Mali, paladina dei diritti delle donne, maestra nella fusione di stili e suggestioni senza confini, chiuderà la giornata di appuntamenti per l’Anniversario della Liberazione in un clima di festa, danza e comunione sociale, aperto a tutta la cittadinanza. L’artista porta in tour un concerto largamente basato sul suo ultimo disco “London Ko”, con il quale reinventa la musica africana tradizionale, unendo le proprie radici mandinka a suggestioni afrofuturistiche e a influenze afrobeat, jazz e pop. Spiega Diawara: «Per me “London Ko” significa aprire la mente» e si inventa così uno spazio e un tempo alternativi, dove la musica diventa messaggio di speranza, di gioia di vivere e di umanità. Il concerto è a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria dal 17 aprile (ore 10) sul sito www.torinojazzfestival.it.

Fatoumata Diawara – Photo Credit To Shelby Duncan

Venerdì 26 aprile, doppio appuntamento: alle 18, al Piccolo Regio, la produzione originale di Alexander Hawkins e Matthew Wright “Suite Duke”, un concerto frutto di una commissione del TJF ad Hawkins, che non ha mai fatto mistero di considerare Ellington come un’influenza fondamentale nella sua musica. Il programma entra nel mondo sonoro di Ellington, ne scompone i temi, elabora escursioni elettroniche, interagisce con l’immagine, proponendo al pubblico rarissime fotografie anni Sessanta della band del Duca. Alexander Hawkins è considerato il “futuro” del pianoforte jazz europeo, a suo agio con musicisti del calibro di Anthony Braxton, Shabaka Hutchings e con le icone del jazz africano di stanza a Londra Louis Moholo-Moholo e Mulatu Astatke. Matthew Wright è un compositore, produttore e sound designer inglese che lavora in ambito elettronico, con il teatro e con la danza. Alle 22, al Bunker, sarà la volta del concerto di Ghost Horse, «un ecosistema oscuro e misterioso che digerisce, scompone e ricombina elementi di free jazz, hip hop, blues e loop music su un ricco humus di poliritmie latine e africane». Il risultato è affascinante e velatamente minaccioso: «qualcosa che pulsa con le forze viscerali della natura quando riprende possesso di strutture abbandonate». Il gruppo è l’espansione di Hobby Horse, trio avant-jazz che negli ultimi dieci anni si è imposto sulla scena italiana più creativa.

Ghost Horse – Photo Credit To Matteo Mangherini

Sabato 27 aprile, alle 11.30 e alle 16.00, alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani, andrà in scena Sakina Abdou, flautista e sassofonista francese, il cui talento è esploso negli ultimi anni con tante collaborazioni diverse, ma che ha ottenuto il riconoscimento internazionale soprattutto con la dimensione del concerto “in solitudine”. Il live torinese è imperniato sul disco “Goodbye Ground”, registrato con un apparecchio casalingo e senza ausili dell’elettronica. Un lavoro quasi artigianale, proposto per pochi ascoltatori raccolti intorno alla sassofonista, in un dialogo intimo che esalta il suo suono possente ed emozionante.

Sakina Abdou – Photo Credit To Frank Schemmann

Alle 18.00, al CAP 10100, “Down Bit Duke”, “Omaggio Fantascientifico a Duke Ellington”, con un trio guidato da Francesco Bearzatti, uno dei musicisti più creativi del jazz italiano ed europeo. “Anatomy of a Murder” (1959) è uno dei dischi più importanti del Duke Ellington anni Cinquanta, colonna sonora dell’omonimo film di Otto Preminger e tra le prime partiture affidate da Hollywood a un musicista jazz. “Down Bit Duke” offre una rilettura distopica della musica del film di Preminger, che peraltro suona ancora oggi fresca. Il trio trasforma, smonta e ricompone il lavoro di Ellington in ottica contemporanea. Anche se l’ascoltatore può riconoscere spezzoni del soundtrack originale, il gruppo utilizza frammenti di quel repertorio come campioni per realizzare dei beat, proprio come succede nel processo creativo della musica hip hop.

Alle 21, al Teatro Monterosa, Roberto Gatto omaggia la musica di Tony Williams. Il batterista statunitense fece il suo folgorante esordio nel 1963, appena diciassettenne, nel leggendario quintetto di Miles Davis e rimase con lui durante la svolta elettrica di fine anni Sessanta. A vent’anni incise “Lifetime” con un giovanissimo John McLaughlin, un lavoro che anticipò formazioni storiche del jazz-rock come Weather Report e Mahavishnu Orchestra. Per Roberto Gatto, il batterista italiano jazz più noto al mondo, lavorare su Williams rappresenta una sfida: «lui è stato uno dei miei punti di riferimento, un innovatore, ma soprattutto un magnifico band leader e compositore. Incarna quanto di più completo è accaduto nella scena del jazz a partire dagli anni Sessanta. Non è stato solo uno dei più originali e influenti batteristi della storia del jazz, ma un raffinato compositore e un visionario leader, una figura poliedrica».

Roberto Gatto – Photo Credit To Niko Giovanni Coniglio

Domenica 28 aprile doppio appuntamento con due maestri assoluti dell’improvvisazione. Alle 18, in Sala 500 al Lingotto, in anteprima il duo Roscoe Mitchell/Michele Rabbia, per un concerto nel segno dell’improvvisazione e della creatività. Roscoe Mitchell, tra i fondatori della AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians), è uno dei musicisti che, pur avendo fatto la storia del jazz, si mantiene su livelli altissimi di creatività artistica anche nel nuovo millennio. Condivide con lui il palco il torinese di nascita Michele Rabbia, da anni considerato uno dei percussionisti più creativi in Europa.

Alle 21, all’Auditorium Giovanni Agnelli al Lingotto, andrà in scena una coproduzione di Jazz is Dead in esclusiva con TJF, di cui sarà protagonista John Zorn – New Masada Quartet. Compositore, musicista e produttore, John Zorn è un’istituzione della musica americana che dal jazz all’improvvisazione radicale, dal punk hardcore al doom metal, dal klezmer al lounge, alla classica contemporanea, ha dato vita a una produzione imponente e controversa, difficilmente assimilabile in categorie accademiche. Il suo più recente ensemble, il New Masada Quartet, vede la stretta unione di altri virtuosi affini per intenti artistici: il talento emergente della chitarra Julian Lage, dallo stile caldo ma intricato, il basso di Jorge Roeder e il veterano di mille imprese sonore Kenny Wollesen, con Zorn da oltre trent’anni, che contribuiranno a portare l’esplosiva performance dei New Masada a un nuovo livello artistico ed emotivo. Nelle parole di Zorn essa è brulicante di interazioni «telepatiche».

Lunedì 29 aprile, alle 21, al Teatro Colosseo, in collaborazione con Associazione Carlo U. Rossi, si terrà il “Premio Carlo U. Rossi”. L’Associazione promuove il premio a lui dedicato, primo riconoscimento in Italia alla produzione artistica. Parallelamente, ogni anno, istituisce una borsa di studio per un master di alta specializzazione in produzione musicale. L’edizione del premio 2024 è ospite del TJF. Presentati da Rocco Papaleo, parteciperanno Caparezza, Nina Zilli, Meg, Blue Supernova, Negrita, il quartetto di Emanuele Cisi e altri prestigiosi ospiti a sorpresa.

Alle 22, al Bunker, sarà la volta di The End featuring Mats Gustafsson. Tutti i componenti del gruppo hanno una lunga esperienza in ensemble di musica creativa, operanti nei paesi dell’area scandinava. Mats Gustafsson è il possente sassofonista e leader della notissima Fire! Orchestra. The End nasce nel 2018 con l’intento di convogliare tante modalità creative diverse in un nuovo esplosivo gruppo. A Gustafsson si affianca un altro sassofonista scandinavo di area free di rilievo come Kjetil Møster. Completano la formazione la cantante di origine etiope Sofia Jernberg e due solisti con esperienze in collettivi creativi come Ultralyd o Cloroform. I musicisti di The End dipingono la propria musica come «poetica e brutale».

Martedì 30 aprile, in concomitanza con la Giornata Internazionale Unesco del Jazz, gran finale del Torino Jazz Festival 2024 con un doppio appuntamento: alle 18, alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani, si esibiranno Eric Mingus & Silvia Bolognesi. Lo scrittore, musicista, compositore e attivista afroamericano Gil Scott-Heron è l’ispirazione che muove il progetto della formazione “Is that Jazz?” diretta da Silvia Bolognesi, bassista e compositrice di eccezionale creatività. L’organico del gruppo (il cui nome è ripreso da un noto brano di Scott-Heron) spinge la realizzazione musicale verso uno spirito free-disco-funk. Il progetto si avvale della straordinaria partecipazione di Eric Mingus, figlio d’arte, sicuramente uno degli interpreti più autentici del repertorio di Scott-Heron.

Alle 21, all’Auditorium Giovanni Agnelli, verrà presentata “Repens”, una produzione originale del festival del Paolo Fresu Quintet, realizzata con la collaborazione della Torino Jazz Orchestra e la direzione e gli arrangiamenti di Paolo Silvestri. Il quintetto di Paolo Fresu taglia il traguardo dei quarant’anni, formato dagli stessi musicisti che lo hanno creato nel 1984. “Repens” allude all’improvvisazione in senso musicale e come stile di vita. «Il gruppo – spiega Fresu – ha superato gli ostacoli dei quattro decenni trascorsi assieme e vive il presente con lo slancio di sempre». Per celebrare la ricorrenza Stefano Zenni ha chiesto a Paolo Silvestri di elaborare, a partire dalle musiche ancora inedite di Repens, una partitura da affidare al quintetto e alla Torino Jazz Orchestra. Silvestri racconta così l’ambizioso lavoro: «Con la scrittura vorrei ricostruire in maniera dettagliata molte parti nate dall’improvvisazione, ma vorrei anche che l’orchestra avesse una sua personalità, un suo mondo sonoro indipendente dal quintetto. Nello stesso tempo vorrei mantenere il più possibile gli spazi per l’improvvisazione solistica e collettiva».

Paolo Fresu 5et – Photo Credit To Roberto Cifarelli

‘JAZZ CL(H)UB’

La programmazione del Torino Jazz Festival, inoltre, si arricchirà di altri 34 appuntamenti in 15 club – Amen Bar, Bagni Pubblici di via Agliè, Cafè Neruda, Comala, Educatorio della Provvidenza, Folk Club, Laboratori di Barriera, L’Arteficio (Circolo della Magia), Off Topic, Osteria Rabezzana, Piazza dei Mestieri, Spazio 211, Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi, Circolo Familiare Fioccardo, Royal Club – dislocati in tutta la città.

Il cartellone è stato realizzato coordinando le proposte di Stefano Zenni con quelle dei gestori dei club, in una direzione artistica condivisa e orizzontale, che è un tratto distintivo del Torino Jazz Festival. In questa rassegna saranno rappresentate le realtà del ricchissimo panorama musicale urbano, spesso con nuove produzioni di alto profilo artistico e di rilevante significato socio-culturale, accanto a grandi interpreti del jazz italiano. Questi gli appuntamenti in programma:

Sabato 20 aprile, Tiziana Cappellino & Alberto Marsico all’Amen Bar, Mizookstra ai Bagni Pubblici di via Agliè Daykoda allo Spazio211.

Domenica 21 aprile, Cohors ai Laboratori di Barriera e Max Ionata Quartet al Circolo Familiare Fioccardo.

Lunedì 22 aprile, Jazz Ladies Quintet Silver/Code alla Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi e Francesco Cusa Trio all’Amen Bar.

Martedì 23 aprile, Magalì Sare & Manuel Fortia alla Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi e Gianni Virone Trio all’Osteria Rabezzana.

Mercoledì 24 aprile, Giovanni Falzone “Freak Machine” all’Off Topic, Electric Franco Trio in Piazza dei Mestieri, JST al Royal Club, Satoyama all’Artificio (Circolo della Magia) e Lorenzo Minguzzi Quartet all’Osteria Rabezzana.

Giovedì 25 aprile, Andrea Tofanelli & Riccardo Arrighini Duo all’Educatorio della Provvidenza, Maurizio Giammarco Syncotripe Quartet all’Off Topic Mauro Ottolini Trio al Cafè Neruda.

Venerdì 26 aprile, Emanuele Sartoris & Roberto Cifarelli all’Educatorio della Provvidenza, Laura Klein Trio a Piazza dei Mestieri, Kora Beat ai Bagni Pubblici di via Agliè, Antonello Salis e Matteo Scarpettini al Folk Club e Matteo Parodi & Diego Borotti al Cafè Neruda.

Sabato 27 aprile, Alessio Menconi Organ Trio al Folk Club, Carlo Atti Hammond Quartet all’Artificio (Circolo Amici della Magia) ed Experimental Music Company allo Spazio 211.

Domenica 28 aprile, Alessandro Sgobbio all’Educatorio della Provvidenza, Julian Pollock Trio ai Laboratori di Barriera e Nico Morelli Europe Trio al Comala.

Lunedì 29 aprile, Limen Orchestra al Comala e Pasquale Innarella New Quartet al Folk Club.

Martedì 30 aprile, XY al Comala, TUN Torino Unlimited Noise all’Off Topic e Lindfk allo Spazio 211.

SPECIAL

Sabato 20 aprile, la CFM Big Band andrà in scena al Museo Nazionale dell’Automobile. L’Orchestra Jazz del Centro di Formazione Musicale di Torino – che festeggia i suoi 45 anni di attività – propone due omaggi: il primo dedicato al repertorio di Duke Ellington, il secondo alla voce di Tony Bennett, del quale verrà riproposto il celebre duetto con Lady Gaga. Evento organizzato in collaborazione con il Centro di Formazione Musicale di Torino e con il Museo Nazionale dell’Automobile.

Mercoledì 24 aprile, Arcote Project “The Heat Garden Sound”, ensemble votato alla ricerca, propone un sound ispirato a Iren – The Heat Garden, esempio virtuoso di architettura ecosostenibile, con una sonorizzazione onirica e allo stesso tempo metropolitana collocata tra silos, ambienti naturali e suggestioni visionarie.

JAZZ BLITZ

Musica nei luoghi di assistenza, di accoglienza e di incontro. Swing e blue notes che si allargano su tutta la città. Trentatré momenti musicali dedicati principalmente a utenti e ospiti di servizi e strutture, che quest’anno vedranno coinvolti i giovani allievi delle scuole pubbliche e private di jazz, come i Corsi di Formazione musicale della Città e del Conservatorio Giuseppe Verdi, di ArCoTe Jazz Torino e della Jazz School Torino. Saranno loro a esibirsi nelle strutture per disabili fisici e nelle case di accoglienza per persone e famiglie in difficoltà, nei luoghi di detenzione, dall’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

JAZZ TALKS

In calendario incontri, conferenze, dibattiti e presentazioni di libri, realizzati in collaborazione con Gallerie d’Italia – Torino, Urban Lab, Biblioteca Civica Geisser, Biblioteca Civica Centrale e Biblioteca Civica Calvino. Scrittori e studiosi di fama raccontano i luoghi, i mondi e i personaggi del jazz di oggi e di ieri.

JAZZ MEETING VII EDIZIONE, COMBO (27-28 APRILE) – SETTIMA EDIZIONE DEDICATA ALLA MEMORIA DI FRANCO CARONI

Torino Jazz Meeting è il forum piemontese di tutta la filiera del jazz, promosso dalla Jazz School Torino e coordinato da Piemonte Jazz (PJ). Soggetto ospite di questa edizione sarà ANSJ (Associazione Nazionale Scuole Jazz e musiche audiotattili).

INFO

www.torinojazzfestival.it

 

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