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Torino Jazz Festival 2022 – X edizione

Torino Jazz Festival 2022 – X edizione

11 giugno 2022

Dall’11 al 19 giugno torna il Torino Jazz Festival, che festeggia quest’anno la sua decima edizione, presentando per questo suo prestigioso traguardo un cartellone di altissima qualità, con la direzione artistica di Diego Borotti e Giorgio Li Calzi: il festival è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il contributo di Fondazione CRT, OGR Torino, ANCoS e Confartigianato Imprese Torino.

In programma oltre cinquanta eventi che presenteranno una panoramica sulle diverse declinazioni del jazz, dal mainstream ai nuovi linguaggi improvvisativi, passando per il rock, l’avanguardia, il nuovo progressive europeo e l’elettronica.

Nel main stage si alterneranno grandi nomi internazionali, produzioni originali, prime italiane ed europee.

La sezione Jazz Cl(H)UB coinvolgerà i jazz club della città, con ventisette eventi in cartellone, divisi tra esibizioni, jam session tematiche e altre forme di espressione artistica, dando particolare attenzione ai musicisti emergenti.

Non mancheranno inoltre incontri, conferenze, i Jazz Blitz, che porteranno il jazz a chi non può raggiungere i luoghi dei concerti, coinvolgendo giovani allievi delle scuole di musica e del Conservatorio e, infine i Torino Jazz Meetings, punti di incontro e scambi di esperienze.

I luoghi del TJF saranno le Officine Grandi Riparazioni, il Conservatorio Giuseppe Verdi, l’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, il Teatro Vittoria, il Tempio Valdese e i jazz club della città.

Il festival è ormai un evento tra i più importanti a livello internazionale, vedendo aumentare di anno in anno il consenso del pubblico e, anche in questa edizione, continuerà a dedicare ampio spazio a produzioni originali create appositamente per l’occasione, che daranno modo agli spettatori di assistere a eventi unici oltre, naturalmente, a concerti, in prima nazionale, di star del jazz.

Il Torino Jazz Festival, in questa sua decima edizione, ricorderà inoltre, a cento anni dalla nascita, la figura di uno dei più grandi protagonisti della storia del jazz, Charles Mingus (1922-1979), contrabbassista, pianista, scrittore e compositore, un maestro capace di lasciare un segno indelebile nella cultura del Novecento.

Disegno di Squaz tratto dal graphic novel Coconino Press

Per celebrare un personaggio complesso come Mingus, sono in calendario concerti con quattro maestri assoluti del suo strumento d’elezione, il contrabbasso, oltre che appuntamenti con la letteratura, graphic novel e teatro.

Tra i tantissimi eventi e concerti si segnalano, sabato 11 giugno, nella giornata inaugurale del festival, oltre al ricordo mingusiano, i concerti nei jazz club, tra cui un’originale rilettura di un grande classico della musica contemporanea, “In C” di Terry Riley, rielaborato da un quartetto di musicisti torinesi, Sara Berts, Maria Valentina Chirico, Paolo Dellapiana e Riccardo Mazza, ai sintetizzatori modulari.

Inoltre, in collaborazione con Fondazione Circolo dei lettori e Salone internazionale del Libro Torino, si potrà assistere all’incontro con lo scrittore inglese Jonathan Coe, che racconterà al pubblico la sua doppia passione per la letteratura e la musica, intervistato dallo scrittore torinese Giuseppe Culicchia.

Domenica 12 giugno continuano gli appuntamenti e i concerti dedicati a Mingus, al Conservatorio Giuseppe Verdi, con Jonathan Coe, in versione musicista e compositore, ospite alle tastiere, della Artchipel Orchestra, diretta da Ferdinando Faraò, mentre tra i concerti nei club, quello di Tad Robinson, uno degli esponenti di punta del soul blues contemporaneo.

Lunedì 13 giugno al Conservatorio Giuseppe Verdi, in prima italiana, in collaborazione con la Reale Ambasciata di Norvegia, l’incontro tra il trio norvegese Elephant 9 di Ståle Storløkken, pianista preferito di Terje Rypdal, membro dei gruppi Supersilent e Motorpsycho, con il celebre chitarrista svedese Reine Fiske dei Dungen, scatenerà una miscela esplosiva di prog contemporaneo, jazz e avant rock. Continueranno anche in questa giornata i tanti concerti nei club.

Martedì 14 giugno un interessante Jazz Talk nei Laboratori di Barriera con la presentazione degli esiti di una ricerca condotta sul pubblico di MiTo SettembreMusica e Torino Jazz Festival e il concerto, in prima nazionale, nel Tempio Valdese di Ståle Storløkken, in un’insolita esibizione all’organo liturgico.

Mercoledì 15 giugno alle OGR è in programma uno degli appuntamenti più attesi del Torino Jazz Festival 2022, la prima data europea del tour One Final Music Session di Milton Nascimento, un protagonista assoluto della musica brasiliana, un cantautore celebrato nel mondo per la potenza espressiva con la quale ha rinnovato il ricco repertorio del suo paese. Una grande festa, per il suo addio ai palchi, che riunisce un gruppo di musicisti affiatati, ancora una volta stretti intorno al suo talento indiscusso. Mentre, all’Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo, Chanda Rule in prima nazionale, l’ennesima gemma prodotta da quella autentica miniera di talenti vocali rappresentata dal Southside di Chicago. La sua voce ammaliante riprende standard jazz e brani di New Orleans in chiave contemporanea. Di notevole interesse, al Circolo dei lettori, il Jazz Talk ‘La Luce e i Buio’, la musica e i grandi temi della contemporaneità, con Domenico Quirico, giornalista e scrittore, inviato de La Stampa, che converserà con John Vignola, giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico di Radio1.

Photo Credit To João Couto

Giovedì 16 giugno, alle OGR, la Torino Jazz Orchestra rende omaggio alla musica di Armando Trovajoli e alla sua vocazione per il jazz. La big band diretta da Fulvio Albano con gli arrangiamenti di Franco Piana, ci regala un’inedita versione per orchestra jazz dell’opera di Trovajoli, che pone in risalto la sua vena creativa. Completano la formazione Dino e Franco Piana, due importanti solisti, amici e collaboratori storici di Trovajoli, ideali interpreti del suo repertorio. Sempre alle OGR concerto di Buster Williams, uno dei maestri del contrabbasso contemporaneo, che ha collaborato con Herbie Hancock, Art Blakey, Herbie Mann, McCoy Tyner, Dexter Gordon, Roy Ayers e con grandi voci quali Bobby McFerrin, Sarah Vaughan, Nancy Wilson e Betty Carter. Buster Williams si presenta al TJF alla guida di un quartetto affiato dove spicca la presenza di una autentica star della batteria come Lenny White.

Venerdì 17 giugno, alle OGR, una produzione originale di quattro artisti che hanno saputo ritagliarsi un proprio spazio attraverso un linguaggio unico: Jan Bang è il ‘signore delle macchine’, producer tra i più amati al mondo, Arve Henriksen, caposcuola del sound norvegese, alla tromba evoca gli echi dei fiordi mentre i timbri originali di Roberto Cecchetto fanno di lui un elemento essenziale al gruppo. Il gesto, l’azione e il silenzio sono tratti caratterizzanti del percussionista e del performer totale Michele Rabbia. Sempre alle OGR, Jason Lindner con il trio Now Vs Now, in questa occasione, appositamente ideata per il TJF 2022, ospita il chitarrista, polistrumentista e compositore Kurt Rosenwinkel, collaboratore tra gli altri di Brad Meldhau e Donald Fagen, insieme al talento in ascesa della producer e songwriter partenopea LNDFK.

Photo Credit To Luca Vitali

Sabato 18 giugno, alle OGR, il TJF accende i riflettori su Trixie Whitley, giovane cantante, batterista, bassista, tastierista e autrice di talento, già front-woman del gruppo di culto Black Dub di Daniel Lanois e figlia del songwriter Chris Whitley, con cui ha debuttato da bambina, suonando dal vivo e registrando in molti suoi album. Ha collaborato con star della musica internazionale, da Robert Plant a Marianne Faithfull, passando per Me’shell Ndegeocello. Per la sua ‘prima’ italiana porta a Torino il suo songwriting venato di mille influenze, tra elettronica blues, rock e jazz. Sempre alle OGR, un evento imperdibile che vedrà come protagonista Kae Tempest, performer, rapper, writer e voce riconosciuta delle inquietudini giovanili, che ha vinto numerosi premi per le sue opere poetiche, narrative e musicali (Leone d’argento nel 2021 alla Biennale Teatro di Venezia). Il suo romanzo d’esordio The Bricks That Built the Houses è stato un bestseller del Sunday Times e i suoi album sono stati nominati per il Mercury Music Prize. Kae Tempest a Torino presenta in prima nazionale il nuovo album, TheLine Is A Curve, un lavoro che si interroga a fondo sul senso della vita.

Photo Credit To Wolfgang Tillmans

Domenica 19 giugno il Torino Jazz Festival chiude l’edizione 2022 con un’escursione al Castello di Rivoli, in collaborazione con Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Il trombettista e compositore Ramon Moro suonerà in solo una composizione originale, ideale colonna sonora per le opere esposte al III piano Manica Lunga, parte della mostra “Espressioni con frazioni”. Alle OGR grande chiusura con un’altra prima nazionale, Jimi Tenor e UMO Helsinki Jazz Orchestra. Jimi Tenor è un talento eclettico. Il compositore e polistrumentista finlandese suona sassofoni, flauti, tastiere, strumenti di propria invenzione ed è contemporaneamente fotografo, regista e disegnatore di moda. Tenor aggiorna costantemente gli ingredienti mescolando il tecno jazz degli esordi all’elettronica dalle sfumature pop dei dischi successivi, fino all’afrobeat. La UMO in Finlandia è un’istituzione: dal 1975 ha registrato sessanta album, agisce come una sorta di orchestra nazionale di jazz e collabora con oltre cento artisti ogni anno, proponendo un repertorio vario, trasversale. Quando la UMO e Tenor si incontrano accade sempre qualcosa di straordinario.

Lunedì 20 giugno, infine, un evento speciale al Cinema Massimo, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, The Migration Dance Film Project di Marlene Millar e Sandy Silva (Canada). Il Migration Dance Film Project nasce dalla settennale collaborazione creativa tra due artiste pioniere nel rompere le convenzioni proprie alle rispettive pratiche artistiche: la regista di film di danza Marlene Millar e la coreografa di danza percussiva Sandy Silva. Un’esplorazione attraverso sette cortometraggi, con una trama ancorata al tema della migrazione, che seguono un cast di dieci danzatori-cantanti in cui lo spettatore viene avvolto da canto, ritmo e movimento in un viaggio poetico, musicale, fisico e visivo. La visione dei film è introdotta da un incontro con le autrici a cura dell’Associazione COORPI.

Il Festival terminerà con il TJF PARTY JAM all’Amen bar.

PROGRAMMA TORINO JAZZ FESTIVAL 2022

SABATO 11 GIUGNO

Teatro Vittoria – via Antonio Gramsci, 4 – h. 16:00

PAOLINO DALLA PORTA “VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA”

Mingus Oh Yeah

Paolino Dalla Porta — contrabbasso

Viaggio immaginario alle radici del suono attraverso brani originali e rivisitazioni di standard, alla scoperta di uno strumento capace di rivelare sorprese timbriche e melodiche in equilibrio tra jazz, musica contemporanea ed etnica. Paolino Dalla Porta è considerato uno dei più eclettici contrabbassisti della scena odierna. In quarant’anni di attività ha contribuito alla creazione di un “jazz europeo” e ha collaborato con artisti italiani e internazionali di caratura assoluta, da Enrico Rava a Pat Metheny. Dal 2015 è il bassista degli Oregon, la mitica band americana guidata da Ralph Towner.

Photo Credit To Roberto Cifarelli

Teatro Vittoria – via Antonio Gramsci, 4 – h. 18:30

RICCARDO FORTE/DAVIDE LIBERTI “MINGUS: NELL’OCCHIO DEL CICLONE”

Mingus Oh Yeah

Riccardo Forte — voce recitante
Davide Liberti — contrabbasso, effetti

La personalità di Charles Mingus raccontata attraverso l’incontro tra il contrabbasso di Davide Liberti e l’interpretazione di Riccardo Forte, con l’esecuzione di brani ispirati alla figura tormentata del grande compositore, tra i quali un estratto da Natura morta con custodia di sax di Geoff Dyer. Liberti utilizza contrabbasso a cinque corde, loop station, effetti e da sempre cerca di ampliare gli orizzonti sonori dello strumento; qui dialoga con Forte, attore a suo agio sui palchi di teatro, cinema e televisione.

DOMENICA 12 GIUGNO

Teatro Vittoria – via Antonio Gramsci, 4 – h. 16:00

FURIO DI CASTRI “L’ESIGENZA DI ANDARE VERSO IL BASSO”

Mingus Oh Yeah

Furio Di Castri — contrabbasso

«Uno strumento che siamo abituati a percepire come la presa a terra di un’orchestra, come parte del cuore pulsante della musica, rivela la propria anima e racconta una storia vissuta nello spirito di John Coltrane, Charles Mingus e Thelonious Monk. Tra jazz, inni, tanghi, samples e giochi». Così presenta il proprio solo Furio Di Castri, uno dei musicisti più rappresentativi del jazz italiano. In oltre quarant’anni di carriera ha suonato e inciso con gli artisti che hanno fatto la storia del jazz (tra i soli trombettisti l’elenco comprende Chet Baker, Kenny Wheeler, Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso).

Teatro Vittoria – via Antonio Gramsci, 4 – h. 18:30

BUSTER WILLIAMS “SOLO FOR MINGUS”

Mingus Oh Yeah

Buster Williams — contrabbasso

«Per me è una gioia proporre – con il mio stile – la musica di Mingus. Più è vitale la performance più il grande jazz resta contemporaneo. L’opera di Mingus testimonia che non esistono un vecchio e un nuovo. Come ogni musica proveniente da un compositore, che è anche un virtuoso allo strumento, quella di Mingus ha un carattere unico, il lascito al mondo del suo creatore» (Buster Williams). Herbie Hancock, parlando della sua maestria strumentale, ha affermato: «Quando Buster suona, non senti un contrabbasso, senti Buster».

Conservatorio Giuseppe Verdi – Piazza Bodoni – h. 21:00

JONATHAN COE & ARTCHIPEL ORCHESTRA

ARTCHIPEL ORCHESTRA
Marco Fior — tromba
Alberto Bolettieri — trombone
Rudi Manzoli, Andrea Ciceri, Germano Zenga, Rosarita Crisafi, Alberto Zappalà — sassofoni
Carlo Nicita — flauto
Naima Faraò, Francesca Sabatino — voce
Giuseppe Gallucci — chitarra
Luca Gusella — vibrafono
Paola Tezzon — violino
Luca Pedeferri — pianoforte, tastiere
Gianluca Alberti — basso
Stefano Lecchi — batteria
Lorenzo Gasperoni — percussioni
Ferdinando Faraò — direzione
FEATURING Jonathan Coe — tastiere

Il romanziere inglese Jonathan Coe è anche musicista e compositore. Il concerto presenta lo scrittore alle tastiere con sue musiche originali eseguite dalla Artchipel Orchestra diretta da Ferdinando Faraò. Coe definisce così la propria musica: «Rock strumentale, con una forte enfasi sulla melodia. Un po’ come facevano le band britanniche della scena di Canterbury degli anni Settanta». L’Artchipel darà loro una veste orchestrale ricca di elementi jazz e sviluppi sorprendenti.

LUNEDÌ 13 GIUGNO

Conservatorio Giuseppe Verdi – Piazza Bodoni – h. 21:00

ELEPHANT 9+REINE FISKE

Ståle Storløkken — tastiere, organo elettrico
Nikolai Eilertsen — basso
Torstein Lofthus — batteria
SPECIAL GUEST Reine Fiske — chitarra elettrica

L’incontro tra il trio norvegese Elephant 9 di Ståle Storløkken con il celebre chitarrista svedese Reine Fiske dei Dungen scatena una miscela esplosiva di prog contemporaneo, jazz e avant rock. Qualcuno ha definito la loro musica una sorta di “psichedelia runica”, una tempesta elettrica generata dalle personalità complementari dei quattro artisti, una formula perfezionata in quindici anni di carriera e dieci album. Gli Elephant9, che per la prima volta suonano per il pubblico italiano, si autodefiniscono un “mostro musicale” che divora le influenze, da John Coltrane ai King Crimson.

MARTEDÌ 14 GIUGNO

Tempio Valdese – Corso Vittorio Emanuele II, 23 – h. 21:00

STÅLE STORLØKKEN “SOLO”

Ståle Storløkken, organo

Dopo gli Elephant9 possiamo apprezzare un diverso lato della personalità artistica di Storløkken, quello che si esprime all’organo liturgico. Il suo primo approccio alla tastiera è avvenuto proprio grazie all’organista della chiesa di Dovre, in Norvegia. Le sue composizioni per organo liturgico si muovono tra classicismo e minimalismo. L’improvvisazione rimane centrale in questa musica, come l’ispirazione che un inquieto Storløkken ricerca in un vasto spettro di generi, dalla musica folklorica a Olivier Messiaen fino agli esperimenti con la sound art. Per il giornalista BBC Peter Marsh Storløkken è l’anello di congiunzione tra Brian Eno e Herbie Hancock.

Photo Credit To Juliane Schutz

MERCOLEDÌ 15 GIUGNO

Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo – Corso Inghilterra, 3 – h. 17:30

CHANDA RULE AND SWEET EMMA BAND

Chanda Rule — voce
Hermon Mehari — tromba
Paul Zauner — trombone
Osian Roberts — sassofono tenore
Jan Korinek — organo
Gio Rossi — batteria

Chanda Rule è l’ennesima gemma prodotta da quella autentica miniera di talenti vocali rappresentata dal Southside di Chicago. La sua voce ammaliante riprende standard jazz e brani di New Orleans in chiave contemporanea. In questi ultimi anni ha impreziosito progetti stilisticamente vari, registrando con il leggendario pianista Kirk Lightsey e con il sassofonista Donny McCaslin o cantando nei Golden Gospel Singers. L’ultimo lavoro discografico, Hold On, la vede mescolare, su una tessitura blues, folk gospel e soul accompagnata dalla Sweet Emma Band, una compagine internazionale di ottimi strumentisti.

Photo Credit To Daniel Meier

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 21:30

MILTON NASCIMENTO “ONE FINAL MUSIC SESSION TOUR”

Milton Nascimento — voce, chitarra
Ronaldo Silva — percussioni
Jose Ibarra — voce
Kiko Continentino — pianoforte
Widor Santiago — sassofoni
Wilson Lopes — chitarra
Alexandre Lopes — basso
Lincoln Cheib — batteria

«Se Dio cantasse lo farebbe con la voce di Milton» (Elis Regina). Nascimento è un eroe assoluto della musica brasiliana, un cantautore celebrato nel mondo per la potenza espressiva con la quale ha rinnovato il ricco repertorio del suo paese. Ha appena spento ottanta candeline e vanta una carriera straordinaria iniziata alla metà degli anni Sessanta, che lo ha portato a ibridare la musica brasiliana con i Beatles e il jazz. Lungo il percorso artistico ha incontrato il gotha del jazz e del pop: Wayne Shorter, Pat Metheny, Paul Simon, Cat Stevens, Quincy Jones. Parte da Torino il tour di addio ai palchi di Nascimento: una grande festa che riunisce un gruppo di musicisti affiatati, ancora una volta stretti intorno al suo talento indiscusso.

GIOVEDÌ 16 GIUGNO

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 18:30

TORINO JAZZ ORCHESTRA SPECIAL GUEST DINO E FRANCO PIANA “TRIBUTO AD ARMANDO TROVAJOLI”

Fulvio Albano — direttore, sax tenore, soprano e clarinetto
Claudio Chiara, Valerio Signetto, Gianni Virone, Marco Tardito — sassofoni, clarinetti
Luca Begonia, Stefano Calcagno, Danilo Moccia, Gianfranco Marchesi — tromboni
Andrea Tofanelli, Mirco Rubegni, Fulvio Chiara, Felice Reggio — trombe
Fabio Gorlier — pianoforte
Aldo Zunino — contrabbasso
Adam Pache — batteria
SPECIAL GUEST
Dino Piana — trombone
Franco Piana — arrangiamenti, tromba e flicorno

L’arte di Armando Trovajoli è permeata dalle intime passioni che egli ha profuso in ognuna delle sue opere: il jazz, Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart. Con The Golden Age, pubblicato da Jazz CiTy Records, la Torino Jazz Orchestra rende omaggio alla musica del Maestro e alla sua vocazione per il jazz. La big band diretta da Fulvio Albano con gli arrangiamenti di Franco Piana, ci regala un’inedita versione per orchestra jazz dell’opera di Trovajoli, che pone in risalto la sua vena creativa. Completano la formazione Dino e Franco Piana: due grandi solisti, amici e collaboratori storici di Trovajoli, ideali interpreti della sua musica.

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 21:30

BUSTER WILLIAMS QUARTET “SOMETHING MORE”

Buster Williams — contrabbasso
Steve Wilson — sassofono alto e tenore
George Colligan — pianoforte
Lenny White — batteria

Buster Williams è uno dei grandi maestri del contrabbasso contemporaneo e compare in dischi storici di Herbie Hancock, Art Blakey, Herbie Mann, McCoy Tyner, Dexter Gordon, Roy Ayers, o come sensibile accompagnatore di voci quali Bobby McFerrin, Sarah Vaughan, Nancy Wilson e Betty Carter. Ha debuttato come leader nel 1975 e si presenta al TJF anche nelle vesti di compositore alla guida di un quartetto affiatato dove spicca la presenza di una autentica star della batteria come Lenny White.

VENERDÌ 17 GIUGNO

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 18:30

BANG/HENRIKSEN/CECCHETTO/ RABBIA QUARTET

Jan Bang — sampling, elettronica
Arve Henriksen — tromba, elettronica
Roberto Cecchetto — chitarra elettrica
Michele Rabbia — percussioni, elettronica

Quattro figure carismatiche della scena europea, quattro artisti che hanno saputo ritagliarsi un proprio spazio attraverso un linguaggio unico. Jan Bang è il “signore delle macchine”, producer tra i più amati al mondo, capace di rendere unico attraverso mixer e computer tutto ciò che tocca. Arve Henriksen, caposcuola del sound norvegese, alla tromba evoca gli echi dei fiordi mentre i timbri originali di Roberto Cecchetto fanno di lui un elemento essenziale al gruppo. Il gesto, l’azione e il silenzio sono tratti caratterizzanti del percussionista e performer totale Michele Rabbia. Una prima assoluta del TJF per un viaggio sonoro che dalla Mole approda ai panorami norvegesi.

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 21:30

NOW VS NOW + KURT ROSENWINKEL + LNDFK

Jason Lindner (flymyspcshp) — tastiere, sintetizzatori, elettronica
Panagiotis Andreou — basso elettrico, voce
Obed Calvaire — batteria
Kurt Rosenwinkel — chitarra
Linda Feki (LNDFK) — voce
Dario Bassolino — tastiere, sintetizzatori

Per Downbeat il lavoro di Lindner: «cosmicamente sintonizzato sul futuro, cannibalizza un vastissimo spettro di influenze sonore». Il suo gruppo Now Vs Now è cresciuto nella scena underground newyorchese fino alla fama guadagnata con la partecipazione a Blackstar (2016), il disco-testamento di David Bowie. In questa occasione, appositamente ideata per il TJF 2022, il trio ospita il chitarrista, polistrumentista e compositore Kurt Rosenwinkel, collaboratore tra gli altri di Brad Meldhau e Donald Fagen, insieme al talento in ascesa della producer e songwriter partenopea LNDFK.

 

Photo Credit To Deneka Peniston – Face art by Caterina Arciprete

SABATO 18 GIUGNO

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 17:30

TRIXIE WHITLEY

Trixie Whitley — voce, chitarra
Jeremy Gustin — batteria
Daniel Mintseris — tastiere

Sempre attento a presentare al pubblico nuovi talenti, il TJF accende i riflettori su Trixie Whitley, giovane cantante, batterista, bassista, tastierista e autrice di talento, già front-woman del gruppo di culto Black Dub di Daniel Lanois e figlia del songwriter Chris Whitley, con cui ha debuttato da bambina, suonando dal vivo e registrando in molti suoi album. La sua carriera solista è sbocciata presto e sono fioccate collaborazioni con star della musica internazionale, da Robert Plant a Marianne Faithfull, passando per Me’shell Ndegeocello. Per la “prima” italiana porta a Torino il suo songwriting venato di mille influenze, tra elettronica blues, rock e jazz.

Photo Credit To Kylie Coutts

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 21:30

KAE TEMPEST

Kae Tempest — voce
Hinako Omori — tastiere

Performer, rapper, writer londinese, Kae Tempest è voce riconosciuta delle inquietudini giovanili, con all’attivo numerosi premi per le proprie opere poetiche, teatrali, narrative e musicali. Nel 2019 è uscito il quarto disco, The Book of Traps and Lessons, che apre una nuova pagina con una vocalità divisa tra spoken word e rap. Kae a Torino promuove in prima nazionale il nuovo album, The Line Is A Curve, un lavoro che si interroga a fondo sul senso della vita e che vede la collaborazione di Kevin Abstract del gruppo americano BROCKHAMPTON. Tutto l’album si avvale di ospiti importanti come Lianne La Havas e il cantante dei Fontaines DC, Grian Chatten.

DOMENICA 19 GIUGNO

OGR Torino – Sala Fucine – Corso Castelfidardo, 22 – h. 21:30

JIMI TENOR SASSOFONI & UMO HELSINKI JAZZ ORCHESTRA ED PARTYKA DIRETTORE “TERRA EXOTICA”

Teemu Mattsson, Timo Paasonen, Mikko Pettinen, Tero Saarti — trombe
Kasperi Sarikoski, Pekka Laukkanen, Mikko Mustonen, Heikki Tuhkanen — tromboni
Ilmari Rönkä, Max Zenger, Marko Portin, Manuel Dunkel, Mikko Mäkinen — legni
Kirmo Lintinen — pianoforte
Vesa Ojaniemi — basso
Markus Ketola — batteria

Jimi Tenor è un talento eclettico. Il compositore e polistrumentista finlandese suona sassofoni, flauti, tastiere, strumenti di propria invenzione ed è contemporaneamente fotografo, regista, disegnatore di moda. Tenor aggiorna costantemente gli ingredienti mescolando il tecno jazz degli esordi all’elettronica dalle sfumature pop dei dischi successivi, fino all’afrobeat. La UMO in Finlandia è un’istituzione: dal 1975 ha registrato sessanta album, agisce come una sorta di orchestra nazionale di jazz e collabora con oltre cento artisti ogni anno, proponendo un repertorio vario, trasversale. Uscito a fine 2021, l’album “Terra Exotica” mescola le passioni di Tenor tra swing, blues, musica hollywoodiana retrò, colonne sonore giapponesi, esotismi, Sun Ra e il jazz egiziano di Salah Ragab.

Nell’ambito del programma del TORINO JAZZ FESTIVAL 2022 si terranno inoltre innumerevoli eventi, incontri, rassegne e iniziative collaterali: JAZZ CLHUB (www.torinojazzfestival.it/jazz-clhub), JAZZ TALKS (www.torinojazzfestival.it/jazz-talks), SPECIAL (www.torinojazzfestival.it/special), JAZZ BLITZ (www.torinojazzfestival.it/jazz-blitz), JAZZ MEETINGS (www.torinojazzfestival.it/jazz-meetings), MINGUS OH YEAH (www.torinojazzfestival.it/mingus-oh-yeah), CIRCOSCRIZIONI AL CENTRO (www.torinojazzfestival.it/circoscrizioni-al-centro).

INFO

www.torinojazzfestival.it

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