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The Taiwan Travel</br>Intervista a Leonardo Schiavone ed Eugenio Mirti

The Taiwan Travel
Intervista a Leonardo Schiavone ed Eugenio Mirti

3 marzo 2018

Nell’agosto del 2015 i nostri Eugenio Mirti e Leonardo Schiavone si sono recati a Taiwan per documentare la fervente scena jazz dell’isola. Ne è nato un reportage che ha poi dato forma a “The Taiwan Travel” (Jazzespresso Edizioni, 2018), un volume che rappresenta una sorta di diario di bordo di quel viaggio, raccontato attraverso immagini e commenti, tra bellezze naturali, artistiche e curiosità, alla scoperta di una cultura tanto sfaccettata quanto ancora sconosciuta, anche dal punto di vista musicale.

Di Antonino Di Vita

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Com’è nata l’idea di questo viaggio e perché proprio Taiwan? 
Leonardo Schiavone / È stata un’idea di Eugenio, felice che l’abbia condivisa con me.

Eugenio Mirti / Nel 2008 mi regalarono un libro che prospettava l’imminente avvento del secolo cinese, con tutte le implicazioni conseguenti. Decisi, come forma di sfida e curiosità intellettuale, di iscrivermi a un corso di cinese, che ho poi frequentato per otto anni. Studiare una lingua vuol dire naturalmente interessarsi alla cultura di cui è espressione, e così a un certo punto è nato in me il desiderio da un lato di visitare la Cina, dall’altro di farlo sfruttando le mie competenze musicali. Poiché il viaggio è stato realizzato con mia moglie Cristina e le mie due figlie Laura e Chiara, la scelta di Taiwan, che è una isola piccola, poco più grande della Sicilia, ha semplificato tutta la parte logistica. Non dimentichiamo infine che, avendo avuto per moltissimo tempo delle basi americane, la scena jazzistica taiwanese ha avuto una spinta iniziale che altre realtà non hanno conosciuto.

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Il libro è stata una logica conseguenza o l’avevate già programmato prima di partire?
Eugenio Mirti / Avevamo pianificato di realizzarlo prima di partire. Come nel migliore dei casi, abbiamo però improvvisato la sua stesura, decidendone a posteriori la scaletta. Nel corso del viaggio avevamo realizzato un diario online preparatorio che si trova qui.
Presenteremo ufficialmente “The Taiwan Travel” presso il Circolo dei Lettori di Torino il 19 maggio alle ore 21 con un concerto del mio trio, che comprende Paolo Inserra alla batteria a Mario Sereno all’Hammond. Il libro è stato un lavoro collettivo e ci tengo a ringraziare Roberto De Filippo per il layout meraviglioso; tanti ringraziamenti anche a Laura Valle, Robert Atchison e 江玉芳 per le traduzioni; in effetti “The Taiwan Travel” è pubblicato in inglese e cinese tradizionale.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato nell’organizzare il viaggio, sia dal punto di vista logistico sia economico?
Eugenio Mirti / Il costo del biglietto aereo è stato quello più alto da sostenere. Conoscendo io la lingua, abbiamo poi potuto facilmente affittare una casa per un mese a un prezzo irrisorio in un quartiere di Taipei che ragionevolmente non aveva mai visto prima stranieri, e grazie all’Italian Economic Trade and Cultural Promotion Office, all’epoca diretto dal dott. Mario Palma, siamo riusciti a contattare prima di partire quasi tutti i musicisti che volevamo intervistare.

Non siete stati solo dei semplici osservatori: tu Eugenio hai avuto modo di interagire con i musicisti locali suonando con loro in alcune occasioni. Cosa ti ha colpito maggiormente della scena jazzistica taiwanese?
Eugenio Mirti / L’entusiasmo di tutti i musicisti che ho conosciuto nell’essere consapevoli di fare parte di una scena piccola, ma che tutti collegialmente si stanno sforzando di allargare.

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A parte qualche nome la scena jazzistica asiatica sembra essere tagliata fuori dai grandi circuiti internazionali. Come te lo spieghi?
Non ci sono informazioni disponibili; i giornali americani trattano del jazz americano, e quelli europei di quello americano ed europeo. In linea di massima l’uomo occidentale medio non conosce neanche la storia e la geografia dell’Asia, sarei sorpreso se si conoscessero i jazzisti.

In “The Taiwan Travel” non appare però solo la musica.
Leonardo Schiavone / “The Taiwan Travel” è il diario, scritto per immagini e parole, della nostra permanenza a Taiwan. Racconta di tutto ciò che abbiamo vissuto quotidianamente: ci sono le persone che abbiamo incontrato, i cibi che abbiamo gustato, i paesaggi, i colori e molte altre cose.

Eugenio Mirti / Esatto, abbiamo poi deciso di dividere il libro in questi ambiti: luoghi, persone, cibo, colori, lavori, luoghi musicali, musicisti, operatori musicali, religione, skyline, vita. Ne è nato un documento coloratissimo che fa venire voglia di ripartire subito.

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Il libro è edito da Jazzespresso, che è anche un portale dedicato al jazz internazionale con un occhio di riguardo verso quelle realtà poco conosciute come la scena musicale asiatica.
Eugenio Mirti / Una delle eredità di questo viaggio è stata appunto quella di far nascere Jazzespresso;  un portale in quattro lingue – inglese, spagnolo, cinese tradizionale e cinese semplificato – che vuole documentare il jazz mondiale, in particolare quello delle aree meno considerate abitualmente: Asia, Africa, Oceania.

Cosa vi ha lasciato questa esperienza?
Leonardo Schiavone / Molto, sia sul piano umano che su quello professionale. Per quanto Taiwan abbia una vocazione occidentale, il contatto con una cultura così diversa mi sta aiutando a vedere con altri occhi il mondo in cui vivo. Dell’oriente, Taiwan non ha fatto certo eccezione, amo soprattutto il colore e spero che qualcosa resti nel mio lavoro.

Eugenio Mirti / Moltissimi amici.

Dove si può acquistare “The Taiwan Travel”?
Eugenio Mirti / Su questa pagina.

Il prossimo viaggio?
Eugenio Mirti / Dovrebbe essere The Shanghai Travel, 2019. Conto di realizzare un altro libro, ma questa volta con un CD allegato da realizzare in Cina con musicisti del luogo.

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