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Spasimo 2022: musiche di una nuova alba

Spasimo 2022: musiche di una nuova alba

In un’atmosfera all’insegna della buona musica, citando Marco Tullio Cicerone «Una vita senza musica è come un corpo senza anima», la Fondazione The Brass Group celebra venticinque anni di storie musicali vissute alla Spasimo con un cartellone pieno di concerti da luglio a settembre.

Tanti i nomi che si susseguiranno nella rassegna, che anche quest’anno raggruppa la volontà di diversi enti cittadini di produzione: la Fondazione The Brass Group insieme al Conservatorio Alessandro Scarlatti e all’Associazione Amici della Musica di Palermo.

Il sipario della stagione concertistica “Spasimo 2022 – Musiche di una nuova alba”, con il coordinamento e la produzione di Fabio Lannino, si è aperto con una prima assoluta, un concerto inaugurale del Brass Group dedicato a chi ha bisogno. “Jazz For Life” è infatti un concerto di beneficenza andato in scena il 29 luglio. L’intero incasso è stato devoluto all’associazione nazionale LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, che si occupa dell’assistenza ai malati terminali, sia presso la clinica La Maddalena di Palermo che in tutta Italia. Nessun artista ha percepito compenso ed è stato anche predisposto un merchandising con magliette e borse con lo slogan Jazz for Life, creato appositamente da Stella Biallo per questa prima edizione, con l’intenzione di far sì che abbia un seguito anche negli anni a venire per una causa sociale e di solidarietà, di cui il Brass Group si è fatto oramai da anni promotore. Jazz for Life è stata anche l’occasione per ascoltare in anteprima tre brani dell’esordiente Guido Filosto, cantautore palermitano, che vive e lavora a Roma. Il concerto ha previsto la partecipazione di Carmen Avellone (voce), Vito Giordano (tromba), Diego Spitaleri (piano), Sergio Filosto (batteria), Fabio Lannino (basso), Tommaso Lannino (piano) e Francesco Foresta jr (batteria), un mix di giovani e promettenti musicisti, supportati dai loro colleghi più maturi.

Il cartellone di Spasimo 2022 si basa su risorse artistiche residenti, con proposte inedite che potranno stimolare la voglia di buona musica in un contesto storico monumentale senza eguali, quello del Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo. La maggior parte delle esibizioni sono portate in scena da artisti che spesso esportano la loro musica in abito nazionale e internazionale come il sassofonista Maurizio Bignone, che oramai calca i palchi dei teatri in tutta Europa e nell’est; lo stesso vale per il chitarrista Umberto Porcaro e per lo spettacolo Il Fantasma dell’Opera, richiesto da innumerevoli festival nazionali grazie alle musiche originali, nella versione inedita del 1924 di Gaston Leroux, che sarà proiettato direttamente sulle pietre storiche dell’abside e musicato dal vivo con le composizioni appositamente scritte da Fabio Lannino e Diego Spitaleri, accompagnati da Antonino Saladino al violoncello e Francesco Foresta jr alle percussioni.

E ancora la presentazione del brano scritto insieme a Lucio Dalla dei Beati Paoli, che finalmente ha visto la luce discografica e il ritorno in città di Robertinho de Paola, il cui padre Irio ha battezzato i concerti nella sede storica del Brass Group nel 1974 in via Duca della Verdura, con la sua inconfondibile classe.

All’interno della stagione verrà dato ampio spazio anche a delle splendide artiste, donne che della musica hanno fatto una ragione di vita con sonorità incantevoli, come Kate Worker con un progetto speciale dedicato alle atmosfere di Broadway, Giorgia Crimi con il suo tributo alla bossa nova e Anna Bonomolo, la black voice siciliana, con il progetto “Jazz in Progress”.

In cartellone anche gli Irish Leaves, con il loro potente sound celtico, e il progetto etnico “Arenaria”, con il flautista Mario Crispi e il polistrumentista Enzo Rao.

Spazio anche ai concerti in piano solo con Bepi Garsia e Diego Spitaleri. Infine un omaggio alla musica di Frank Sinatra con The Rat Pack e la presentazione del nuovo progetto discografico della Guna Band.

PROGRAMMA SPASIMO 2022

29 luglio – Jazz For Life – Serata a favore della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, con Sergio Filosto (batteria), Diego Spitaleri (piano), Fabio Lannino (basso), Vito Giordano (tromba), Carmen Avellone (voce), Tommaso Bruno Lannino (piano), Guido Filosto (voce), Francesco Foresta Jr (percussioni).

Fabio Lannino

30 luglio – The Rat Pack

The Rat Pack swing band è il progetto musicale che si inspira all’omonimo gruppo nato negli anni Cinquanta, di cui facevano parte Dean Martin, Sammy Davis Jr, Joe Bishop e Peter Lawford, capitanati da Frank Sinatra. Uno spettacolo divertente e molto coinvolgente poiché i “crooners” così definiti si scambiavano continuamente sul palco battute, molto spesso apparentemente improvvisate e naturalmente proponevano tutti i loro grandi successi, accompagnati dall’orchestra. Allo stesso modo si esibiscono Vittorio Polacchini, Frankie Ferrara Romeo e Vincenzo Rinella, a capitanare questa versione del Rat Pack, riportando sul palco, grazie alle loro voci dal timbro caldo, avvolgente e alla loro profonda conoscenza del vasto repertorio swing, uno spettacolo musicale live “in smoking” diverso dal tipico tributo a Frank Sinatra, poiché oltre ai brani famosissimi come My Way, New York New York, Fly me to the moon e tantissimi altri ancora, si aggiungono rivisitazioni di standard swing rivisti per tre voci, che immergono il pubblico in un’atmosfera gradevole in cui si può ritornare a respirare l’aria musicale degli anni Cinquanta.

5 agosto – Umberto Porcaro trioUmberto Porcaro (chitarra e voce), Federico Paternello (batteria), Giulio Campagnolo (organo hammond)

Il bluesman siciliano Umberto Porcaro presenta un nuovo progetto a suo nome con il quale desidera mettere a frutto la grande esperienza accumulata in questi anni e dare spazio a un suo suono diventato ora maturo e personale. Il musicista ha aperto concerti di artisti del calibro di BB. King, Buddy Guy, Robben Ford, Cannet Heat, Dream Theater, Roy Rogers & The Delta Rhythm Kings, The Blues Brothers Band, Bob Weir “Rat Dog”. Si stabilisce negli States, tra Los Angeles e San Francisco. Qui suona nei blues club americani più famosi, come Cafè Boogaloo di Hermosa Beach (Los Angeles), The Saloon (San Francisco), Mojo Lounge (Freemont) e il Biscuit and Blues di San Francisco, per incontrare grandi esponenti della scena blues: Kim Wilson, Kid Ramos, Junior Watson, Hollywood Blues Flames, Mark Hummel e RJ. Mischo, con alcuni dei quali si stabilisce una vera e propria amicizia e collaborazione che lo porterà nuovamente negli Stati Uniti. Gira per l’Europa con lo storico batterista di BB King, Tony Coleman, e con l’armonicista Jerry Portnoy, che apprezzano la sua grande professionalità e sensibilità. Con questa nuova band, capitanata da Giulio Campagnolo (Organo Hammand) e Federico Patarnello alla batteria, presenta il nuovo progetto, un mix di soul-jazz, gospel e blues carico di tanta esperienza e di tante strade percorse.

 

10 agosto – Irish Leaves

Gli Irish Leaves nascono a Palermo nel novembre del 2012 dall’idea del polistrumentista siciliano Antonio Putzu. Inizialmente e fino al 2019 la band era composta da quattro elementi, da qui il primo nome Irish Quartet. La passione per la tradizione musicale irlandese, ricca di sonorità che hanno segnato la storia di questa splendida terra, e l’idea di portare i più bei pezzi della cultura musicale celtica in una dimensione acustica fruibile da un pubblico più eterogeneo possibile, hanno dato vita a un repertorio formato dalle più belle pub-songs irlandesi, mescolate al traditional country americano e alle ballate italiane, creando una miscela folk di grande impatto e sicuro divertimento. Il gruppo propone brani appartenenti alla tradizione irlandese e scozzese, arrangiati in chiave moderna, così come ripropone brani appartenenti al repertorio pop e rivisitati in chiave irlandese. Caratteristica peculiare degli Irish Leaves è la loro grande capacità di coinvolgimento, un concerto intenso, da ballare su ritmi incalzanti e da ascoltare con le ballad lente, ma altrettanto coinvolgenti. Il gruppo è oggi costituito da sette elementi, tutti professionisti e dediti alla ricerca. Dal 2012 ad oggi gli Irish Leaves si sono esibiti in diversi contesti, riscuotendo sempre grandi consensi dal pubblico. Nel 2018 il primo prodotto discografico della band, un disco tratto da due concerti live e che per l’appunto si intitola “Live”, album pensato per i numerosi sostenitori della band e realizzato con le finalità di un vero e proprio biglietto da visita che rappresenti tutta la carica e l’esplosività del gruppo, un disco che vuole unire i colori, i suoni e i ritmi dell’Irlanda con quelli della Sicilia e in generale di tutto il Mediterraneo. I componenti della band sono Antonio Putzu (whistle, flauti di canna, gaita elettronica), Lorenzo Profita (fisarmonica e tastiere), Valentina Coppola (voce), Raffaele Pullara (violino e mandolino), Flavia Farruggia (chitarra), Emanuele Rinella (batteria) e Mario Tarsilla (basso elettrico).

18 Agosto – Maurizio Bignone EnsembleMaurizio Bignone (pianoforte), Elena Kushchii (flauto), Giorgio Gasbarro (violoncello), Giovanni Apprendi (percussioni)

Il pianista Maurizio Bignone, con il nuovo progetto “Inner Reflections”, intende regalare al pubblico un intenso viaggio musicale, in cui descrive con passione e animo sensibile, a tratti selvaggio e sognante, quali sono i limiti della natura umana rispetto agli elementi di natura e a se stesso. Maurizio Bignone è un pianista e compositore italiano, trasversale e crossover, che abbraccia stili diversi fin dalle sue prime composizioni, senza tralasciare la sperimentazione, ma sempre con un filo conduttore che unisce le sue opere, ed è per questo che ha sentito la necessità di sviluppare una linea melodica ben definita. Il suo amore per la natura, le sue meraviglie e le sensazioni che riesce a generare, sono alla base della sua musica, con la quale sussurra all’anima delle persone, e instaura con loro una speciale sintonia, che crea una sensazione di benessere emotivo e catartico. Maurizio è anche considerato uno degli artisti più interessanti della scena musicale contemporanea italiana. La sua musica è richiesta ed eseguita da musicisti di tutto il mondo come il violinista Laurentius Dinca (Berliner Philharmoniker) e i Berlin Philharminic Soloists, il violista americano Brett Deubner, la violoncellista russa Maya Fridman, la pianista italiana Gilda Buttà, il violoncellista italiano Luca Pincini, il trombettista americano Ralph Alessi, il primo violoncello solista della Gurzenich-Orchestre di Colonia Ulrike Schafer, il concertista e prima viola della Philadelphia Virtuosi Chamber Dennis Krasnokutsky, la concertista serba Maja Rajkovich, la pianista Rita Marcotulli, il Tan’g Quartet di Singapore, il Trio Siciliano (con i solisti del Teatro Massimo di Palermo), il Teatro dell’Opera di Astana, la Novosibirsk Philarmonic Chamber Orchestra. La sua musica è inclusa in molti festival come il “Festival dei due mondi” di Spoleto, il Teatro Massimo di Palermo, gli Amici della Musica di Palermo, di Novara, di Milano, di Mazara del Vallo, di Trapani, Conservatorio di Palermo, di Perugia, di Bari, della Aaron Copland School di New York, Festival di Musica Contemporanea di Novosibirsk (Russia), Round Top festival (Texas), Festival di Gramado (Brasile), Orestiadi di Gibellina (festival di musica contemporanea), Womad, e viene eseguita nelle più importanti sale da concerto di Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Belgio, USA, Giappone, Australia, Brasile, Kazakistan, Russia, Singapore, Olanda, Cina e Ucraina.

20 agosto – Broadway Collection Kate Worker

Sul palco gli standards jazz di George Gershwin, Cole Porter e Jerome Kern, rivisitati dal pianista Riccardo Randisi e dalla cantante Kate Worker, nello spettacolo “Broadway 2.0 Collection”, in cui si esibiranno anche Fabrizio Giambanco alla batteria, Giovanni Villafranca al contrabbasso, Toni Piscopo alla voce e Alex Faraci (sassofono). Broadway Collection è una estensione della produzione originale di Kate Worker e Riccardo Randisi dal titolo “Broadway 2.0”, già in tournée dal 2019. La storia di questo luogo magico, che corrisponde alla 42a strada di Manhattan, è quella di un nome destinato a rivoluzionare gli spettacoli dal vivo di tutto il mondo. Alcuni tra i più grandi compositori americani, come appunto Gershwin e Porter, hanno scritto capolavori indimenticabili per i musical di Broadway. Questi brani sono divenuti famosi standard jazz, resi immortali grazie alle magnifiche interpretazioni dei più grandi jazzisti americani. Broadway Collection vuole così rendere un sentito omaggio alla tradizione del musical attraverso la riproposizione di alcuni dei brani più evocativi della tradizione americana, con l’esecuzione di arrangiamenti originali firmati Worker-Randisi e un racconto dal vivo delle curiosità legate agli autori e alle songs.

24 agosto – I Beati PaoliAlessandro Mancuso (vox chitarra e bouzouki), Anita Vitale (voce, fisarmonica e piano), Giulio Barocchieri (chitarre), Antonio Putzu (fiati), Mariano Tarsilla (basso), Emanuele Rinella (batteria)

Il gruppo dei Beati Paoli si forma nel 1999 attingendo dalla tradizione linguistica siciliana, ma creando anche un sound originale di forte contaminazione e modernità. Sin da subito la band riscuote immediati consensi, aggiudicandosi premi e riconoscimenti in alcuni tra i più importanti contest nazionali come Spazio Giovani in Puglia, Silainfesta, il Womad in Sicilia, il Premio MEI della SIAE e Musicultura. La formazione si esibisce così su importanti palchi insieme ad artisti del calibro di Agricantus, Bandabardò, Liuf, Davide Van De Sfroos. Nel 2005 iniziano la collaborazione con il grandissimo Lucio Dalla, esibendosi insieme a lui sia ad Agrigento, per l’anniversario dello statuto siciliano, sia a Zafferana Etnea. Nel 2006 registrano il primo cd che contiene due brani di Lucio Dalla arrangiati dal gruppo e cantati dall’artista bolognese, con cui iniziano una collaborazione più ampia, che prevede anche che il gruppo arrangi e registri un brano per il successivo disco del grande cantautore. Nel 2006 realizzano la colonna sonora del musical “Sciroccu”, che viene esportato anche in Inghilterra all’interno del Womad di Peter Gabriel. Il progetto discografico poi riprende grazie alla collaborazione con la Fondazione Lucio Dalla, che sposa e sostiene la nuova attività del gruppo. Nel 2022 la band pubblica il disco “Siciliano” contenente i due brani di Lucio Dalla Siciliano e Com’é profondo il mare, arrangiati dal gruppo e cantati insieme allo straordinario artista bolognese.

26 agosto – Diego Spitaleri piano solo

Diego Spitaleri è un pianista e compositore siciliano, che nella sua oltre quarantennale carriera ha esplorato i più diversi stili musicali (dal jazz al gospel , dalla musica classica alla musica brasiliana, dal pop alla musica etnica), che hanno trovato un’eccezionale sintesi in quello che oggi è il suo personale stile musicale. Da qualche tempo si è dedicato alla composizione di brani per pianoforte solo, caratterizzati dalla ricerca e dallo sviluppo dell’elemento melodico. L’artista presenterà in questa occasione alcuni dei brani tratti dal suo primo cd “Pianofor(t)ever” ed eseguirà alcune nuove composizioni che faranno parte del suo nuovo lavoro discografico di prossima pubblicazione.

27 agosto – Bossa Crua Giorgia Crimi

I Bossa Crua sono Giorgia Crimi (voce), Riccardo Bertolino (chitarra e arrangiamenti), Fabrizio Scalzo (contrabbasso) e Gaspare Palazzolo (sassofoni). C’è la celebre Garota de Ipanema, nostalgico sguardo di Vinicius De Moraes e Jobim su una ragazza che cammina lungo la spiaggia di Rio De Janeiro che ha incantato anche Frank Sinatra, e Chega De Saudade, che passando dalla tonalità minore a quella maggiore accompagna il cambio di stato d’animo di un innamorato, ed è considerata il primo brano di bossa nova della storia. C’è la Samba de Verão di Marcos Valle, vero e proprio standard brasiliano interpretato da tantissimi artisti nel mondo, e Trem das Onze di Adoniran Barbosa, figlio di immigrati italiani, tra i simboli culturali del “Samba de breque” paulista, in cui l’accompagnamento musicale si interrompe all’improvviso per dare spazio a un breve commento a voce. Questi sono solo alcuni dei brani dell’ammaliante viaggio nella bossa nova proposto da Giorgia Crimi, cantautrice catanese, insieme al gruppo Bossa Crua. Il progetto è denominato “Bossa Crua”, ovvero “bossa cruda”, perché si tratta di musica al naturale, ad alta digeribilità emozionale, e propone alcuni brani, più famosi e meno famosi, della tradizione della bossa nova e di molti altri autori che al genere si sono ispirati o sono stati contaminati dalle sue sonorità, come ad esempio Slow hot wind di Henry Mancini e Metti una sera a cena di Ennio Morricone. La bossa nova, nata sul finire degli anni Cinquanta, dalla fusione tra il samba, di cui mutua il ritmo, seppure “rallentato”, e il jazz, a cui ruba la complessità armonica, di stampo soprattutto “cool”, trova in Antonio Carlos Jobim e in Joao Gilberto l’autore e l’interprete più significativi. Il concerto celebra anche artisti come Sergio Mendes, compositore e arrangiatore dal personalissimo stile “melange”, tra bossa nova e jazz. Giorgia Crimi, già allieva di Maria Pia De Vito proprio nella scuola di The Brass Group e con oltre vent’anni di concerti alle spalle, è stata premiata in veste di cantautrice nel Concorso Bianca D’Aponte 2009 e nel Concorso 102 Voci per Castrocaro 2013. L’artista incarna uno stile musicale molto comunicativo, predilige suoni caldi e posati e vanta collaborazioni di rilievo che spaziano dal jazz alla musica leggera, compreso il progetto di restyling dei più celebri brani anni Sessanta di Jimmy Fontana. Tra le sue esperienze più significative c’è la partecipazione al concerto di Stevie Wonder a Milano nel 2008, dove è stata l’unica cantante donna selezionata per esibirsi in un’improvvisazione vocale con il leggendario artista.

3 settembre – Jazz in ProgressAnna Bonomolo (voce), Diego Spitaleri (piano), Sebastiano Alioto (batteria), Fabio Lannino (basso)

Anna Bonomolo, la voce scura Made in Sicily, va in scena assieme al suo gruppo “Jazz in Progress”. La cantante, nota da tempo a quel pubblico che cerca un tipo di musica raffinata e allo stesso tempo un po’ sporca, come quella che solo i cantanti neri sanno regalare, si racconta in questa nuova avventura musicale che la vede interprete di un genere che le appartiene come forte sound ed ispirazione artistica. La straordinaria interprete si emoziona pensando alla musica soul e jazz come parte importante della sua vita: «Pensando al genere soul – dichiara – mi sento a casa! Per me non è altro che quella sensazione di conosciuto e vissuto. Già da quando ho cominciato a cantarlo proprio con questi quattro amici che compongono l’attuale Jazz in Progress, quando facevamo il gospel. Devo dire che la mia vocalità e la mia esperienza hanno preso tante direzioni, ma con un denominatore comune: musica è emozione e connessione, quindi l’essere se stessi è stato fondamentale, ed essere corredata di una timbrica black, mi ha forse aiutato a comunicare quanta emozione mi trasmette il cantare questo genere. Il concerto vuole essere una sorta di riunione di amanti di questo stile e non, a cui partecipare per il piacere di stare insieme come si fa tra amici, per ascoltare, cantare e ridere, niente di complesso, semplicemente un momento dedicato alla nostra anima, da qui il titolo “Simply Soul”». La musica soul infatti è perfettamente calata nella sue corde vocali e l’artista andrà così ad omaggiare la grande epopea Motown con arrangiamenti originali che schiacciano l’occhio al mondo del jazz e del pop più recente, con songs di Sam Cooke, Dinah Washington, Stevie Wonder, Donny Hathaway, Etta James e Otis Redding.

 

9 settembre – Bepi Garsia piano recital

Nel suo recital il pianista siciliano Bepi Garsia disegna un emozionante viaggio sonoro, che svela pagine poco frequentate scritte dal compositore romano Pino Marcucci, tra cui Notturno, A new star in the sky, Preludio, Tango, Valse noble e Valse romantique. Artista assai versatile (è anche narratore con vena ironica, pungente e paradossale), Marcucci gode di solida reputazione per le innumerevoli collaborazioni maturate con celebrità della lirica, come José Carreras, Placido Domingo, Vincenzo La Scola e Russell Watson, ma anche con big della musica leggera del calibro di Mina, Amedeo Minghi, Al Bano, Gianni Morandi e molti altri ancora. Autore di grande fascino, Marcucci possiede uno stile compositivo complesso e raffinato, ma al contempo assai godibile, che guarda al passato ma con la sensibilità del presente. La sua è una musica contemporanea eurocolta che attraverso notturni, tanghi argentini, valzer e preludi sembra evocare magicamente vere e proprie colonne sonore cinematografiche per film reali o immaginari. Tale scelta di repertorio non è affatto casuale perché Garsia ha avuto modo di conoscere personalmente Marcucci, rimanendo conquistato dalla bellezza e dalla complessità armonica dei temi del compositore romano. Non a caso il pianista siciliano dedica sovente spazio al repertorio di Marcucci nei suoi recital.

10 settembre – ArenariaMario Crispi (voce, strumenti a fiato arcaici ed etnici, laptop), Enzo Rao (violino elettrico), Maurizio Curcio (chapman stick, laptop, pianoforte), Carmelo Graceffa (batteria)

L’ensemble Arenaria nasce nel 2009 a seguito dell’omonima pubblicazione del flautista e polistrumentista Mario Crispi, che ne ha incentrato la poetica musicale sul concetto di interazione con diversi linguaggi musicali, con culture di altri popoli e di altre etnie, ma basando la propria centralità sulla cultura mediterranea, scaturita dalla propria provenienza geografica: la Sicilia. Arenaria è così un lavoro poetico sulla Sicilia, dove Mario Crispi è nato e vive tuttora, che diviene fonte di ispirazione, strumento musicale, metafora degli incroci culturali di cui è costituita. Mario Crispi è conosciuto come fondatore, compositore e poliedrico suonatore di strumenti a fiato arcaici di Agricantus, noto gruppo italiano di world music. Nel 2008 ha dato vita al progetto musicale e discografico “Arenaria”, elaborato a qualche anno di distanza dalla pubblicazione del precedente disco da solista “Soffi”. Nel tempo trascorso tra le due registrazioni, ha visitato numerosi Paesi del mondo quali Africa, Medio Oriente, Asia Minore e Brasile, incontrando molti musicisti e sviluppando intense esperienze musicali. Ha così elaborato la sua poetica tramite l’interazione con altri linguaggi, con culture di altri popoli e di altre etnie. In “Arenaria” Mario Crispi costruisce paesaggi che si dipanano tra evocazione e narrazione e ne definisce le dimensioni sonore, avvalendosi delle capacità espressive dei musicisti che lo accompagnano e con cui condivide il percorso musicale: Enzo Rao al violino elettrico, profondo conoscitore delle musiche dei popoli del Mediterraneo, Giovanni Lo Cascio, cultore della batteria e delle percussioni del mondo, e Maurizio Curcio allo chapman stick, laptop e pianoforte, artista sensibile e poliedrico. Una formazione aperta, un gruppo che per esperienze e sensibilità apprezza, capisce e completa il suo nomadismo musicale. Il loro progetto musicale, basato sul lavoro discografico, raccoglie le melodie e le atmosfere composte, che evocano i passi di un viaggiatore creando una profonda ed espressiva commistione tra generi diversi. I componenti interagiscono, fanno della sicilianità un punto di riferimento, creando delle melodie che riconducono a un vero e proprio “viaggio al centro della Sicilia”: un cammino enfatico, che alterna improvvisazioni e lirismo in una consequenzialità armonica che vede protagonisti timbri, melodie, voci ed energia. Un cammino finalizzato a stupire piacevolmente, a trascinare l’ascoltatore in un cammino onirico e contemporaneamente reale.

16/17 settembre – Guna Band

Un progetto trasversale quello proposto dal noto percussionista Guna e dal suo gruppo che unisce artisti del sud, in un concerto che celebra musicisti come Chano Pozo, Buena Vista, Eliades Ochoa e i grandi esponenti del mondo latino. La band è composta da Sergio Cammalleri, in arte “Guna” (congas & timbales), Angelo Accardi (voce e chitarra), Nicola Maragliano (chitarra), Filippo Rizzo (basso), Egidio di Bartolo (percussioni), Pupi Cammalleri (percussioni), Filippo Schifano (tromba) e Salvatore Nania (trombone). Con questa formazione Guna realizza una linea musicale estremamente aperta e sensibile alle più svariate influenze pop, jazz, fusion, il tutto sintetizzato alla luce latin sound.

18 settembre – Il Fantasma dell’Opera – versione del film originale del 1925, con musiche scritte da Diego Spitaleri e Fabio Lannino, con Antonino Saladino al cello, Diego Spitaleri al piano, Fabio Lannino al contrabbasso e chitarra, Ciccio Foresta alla marimba e percussioni

Appuntamento con la pellicola Il fantasma dell’Opera del 1925, tratto dal lavoro di Gaston Leroux, con le musiche composte appositamente dai Maestri Fabio Lannino e Diego Spitaleri. Sul palco Fabio Lannino alla chitarra e contrabbasso, Diego Spitaleri al pianoforte, Antonino Saladino al violoncello e Francesco jr Foresta alla marimba e percussioni. Il film Il fantasma dell’opera di Rupert Julian, con Lon Chaney, Mary Philbin, Norman Kerry, Arthur Edmund Carewe, Gibson Gowland, dal titolo originale The Phantom of the Opera, è la prima trasposizione cinematografica del testo di Gaston Leroux. Inoltre, l’interpretazione di Lon Chaney è stata considerata dalla critica del tempo la più terrificante di tutte, un’opera originale anche per il genere muto. I colori non sono esclusivamente in bianco e nero, ma vi appaiono coloriture ottenute con illuminazione ad hoc, che rendono le varie scene particolarmente terrificanti. L’immagine proiettata e le varie gradazioni della luce della pellicola, conducono dentro a un’epoca che per i più giovani sa di immaginifico e favolistico. Uno dei numerosi segni di un periodo storico in cui, nel passaggio dalla fotografia al cinema, le immagini divengono linguaggio accessibile a tutti e si fanno voce per le masse. Il divismo corre veloce, insieme al progresso, indice di benessere e di affrancamento fisico e intellettuale. E in questa occasione accade che tra la proiezione del film e i musicisti si crea un tutt’uno, un pathos vibrante tra la tensione filmica e quella musicale, una perfetta fusione di suoni e immagini che non lasciano scampo alle emozioni, cosicché il pubblico potrà patire, gioire e sentire la disperazione degli amanti, interpreti della pellicola.

22 settembre – Tribute to IrioRobertinho De Paula (chitarra), Laura Sfilio (voce), Vincenzo Favara (percussioni), Giuseppe Urso (batteria), Diego Spitaleri (pianoforte), Fabio Lannino (basso)

Un omaggio doveroso per guardare alla musica del futuro, è questo il leit-motiv del concerto “Tribute to Irio”, dedicato a Irio De Paula, grande artista espressione della musica brasiliana, che affascinerà il pubblico tra bosse, samba, ballads, con sonorità striate dal più corposo e robusto jazz di tradizione afro-americana. Sul palco Robertinho De Paula, figlio e degno erede, sarà accompagnato per l’occasione dalla cantante Laura Sfilio e da una ritmica di maestri del Brass: Diego Spitaleri al piano, Giuseppe Urso alla batteria, Fabio Lannino al basso e Vincenzo Favara alle percussioni. Un commosso omaggio alla figura e al repertorio di Irio De Paula, chitarrista di eccelse virtù, che ha lasciato un’orma indelebile nella storia della musica della città di Palermo e, in particolare, in quella della Fondazione The Brass Group. La sua prima esibizione, infatti, avvenne cinquant’anni fa allo Stadio della Favorita in occasione del leggendario festival Palermo Pop 70 (al seguito della cantante Elza Soares) e successivamente fu proprio lui a certificare la nascita del Brass Group nella storica cantina di via Duca della Verdura, inaugurandola il 22 febbraio del 1974 con una memorabile performance che, accanto ad Irio De Paula e al connazionale Afonso Vieira alla batteria, comprendeva Ignazio Garsia al piano e Manlio Salerno al basso. Irio, uno dei maggiori chitarristi contemporanei della musica brasiliana votata al jazz, omaggiato dal figlio e questa consanguineità varrebbe da sola ad assicurargli un’accoglienza speciale nella città di Palermo perché il padre, scomparso tre anni fa, è stato per quasi mezzo secolo beniamino del pubblico palermitano. Robertinho De Paula ha saputo comunque conquistarsi un personale prestigio internazionale grazie al notevole virtuosismo chitarristico e a indiscusse doti artistiche, che gli consentono di esprimere un linguaggio nel quale l’improvvisazione jazzistica si fonde con spontaneità ai suoni e ai ritmi della sua terra, nonché a moderate inflessioni new age e funky. Robertinho de Paula ha iniziato proprio in Italia nel 1982 la sua attività artistica (a Palermo è venuto la prima volta nel 2009, esibendosi in coppia con Sergio Munafò, e poi nel 2011 assieme al padre), per poi svilupparla in Brasile accanto a big come Marcio Bahia, Wagner Tiso, Ivan Lins, Robertinho Silva, Seu Jorge e a numerose altre celebrità internazionali del calibro di Larry Coryell, Paul Wertico, Martin Taylor e Dave King.

INFO

www.brassgroup.it

 

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