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Sicilia Jazz Festival – I edizione

Sicilia Jazz Festival – I edizione

12 settembre 2021

Il Sicilia Jazz Festival alza il sipario sulla sua prima edizione ricca di grandi nomi del jazz e con progetti artistici inediti. Dal 13 al 19 settembre, si susseguiranno concerti che vedranno come protagonisti alcuni tra i più celebri artisti del panorama musicale italiano e internazionale, musicisti residenti, maestri e giovani studenti dei Conservatori siciliani.

Il Sicilia Jazz Festival nasce dalla volontà del Governo Musumeci di incrementare la capacità di richiamo e promozione della destinazione Sicilia presso i mercati turistici internazionali al pari delle più importanti destinazioni mondiali.

Il festival è frutto dell’intesa tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, la Fondazione The Brass Group e i Conservatori di Musica siciliani. L’organizzazione artistica e la produzione del Sicilia Jazz Festival è affidata alla Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica.

In campo per il Sicilia Jazz Festival ben 54 formazioni e 309 musicisti. Tutti i concerti saranno caratterizzati da cifre stilistiche musicali che coniugano in modo armonico il linguaggio del jazz e quello del pop, il soul e la musica elettronica, fino alla musica d’autore.

Il Brass Group, che organizza il festival su incarico della Regione Siciliana – Assessorato del turismo, sport e spettacolo, è stato ideato dal Maestro Ignazio Garsia come gruppo di ottoni – da cui il nome “The Brass Group” e la sua Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group rappresenta la prima e unica orchestra di jazz a partecipazione pubblica. In poco meno di cinquant’anni è stata diretta dai più grandi direttori d’orchestra del mondo, tra cui Gil Evans, Carla Bley, con cui è stato registrato anche un famoso disco nello scantinato di via Duca della Verdura, distribuito dalla prestigiosa etichetta ECM, e ancora Gunther Schuller, Eumir Deodato, Vince Mendoza e tanti altri ancora. E in occasione del Sicilia Jazz Festival l’Orchestra Jazz Siciliana si esibirà con produzioni e arrangiamenti originali scritti appositamente dai Maestri Domenico Riina, Antonino Pedone e Vito Giordano.

Il perno del Sicilia Jazz Festival risiede proprio nella produzione, nell’idea di creare, di realizzare musica originale, e l’elemento caratterizzante è che molti dei concerti promossi all’interno del festival saranno produzioni originali, come quello di Samuel Romano, frontman dei Subsonica, il 14 settembre con Roy Paci e Johnny Marsiglia, così come quello del 16 settembre con Mario Biondi che, oltre ai brani orchestrati e arrangiati da Pino Jodice per il progetto su Al Jarreau, proporrà brani appositamente scritti per questo concerto.

Altra importante punta di diamante del Sicilia jazz Festival è l’aver dato vita a progetti inediti con esclusive nazionali dell’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group che accompagnerà celebri artisti come Alex Britti, Mario Biondi, Samuel, Roy Paci, e ancora sul palco del Teatro di Verdura in un tributo al grandissimo Franco Battiato.

A inaugurare il festival sarà lunedì 13 settembre alle ore 21.30 al Teatro di Verdura il tanto atteso concerto di Stefano Bollani, scelta fortemente voluta dal Maestro Ignazio Garsia, dall’amministrazione regionale e comunale e dai Conservatori, come segno di gratitudine perché, con il suo intervento da New York nel 2015, in soccorso del Brass che era stato cancellato dalla geografia delle attività musicali dal precedente governo, il Maestro Bollani ha contribuito – in modo determinante – affinché tutto ciò (festival e Brass Orchestra Jazz Siciliana), potesse continuare a vivere.

Martedì 14 settembre alle ore 21.30 concerto di Samuel Romano e dell’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina, feat. Roy Paci e Johnny Marsiglia. Samuel è co-fondatore e voce dei Subsonica, nota band che ha dato uno scossone innovativo al panorama musicale nazionale proponendo un’insolita miscela della tradizione pop-rock italiana con nuove sonorità elettroniche e testi innovativi, libertari e fortemente aderenti alla realtà del mondo circostante. Una band che dopo una storia lunga ormai un quarto di secolo mantiene freschezza e forza espressiva. Parallelamente all’impegno di frontman dei Subsonica, Samuel da alcuni anni ha intrapreso una fortunata carriera da solista pubblicando due album, “Il codice della bellezza” del 2017 e “Brigata bianca” del gennaio 2021, che hanno avuto il plauso della critica e notevole riscontro di pubblico.

Samuel si esibirà con l’Orchestra Jazz Siciliana e a tal proposito ha dichiarato: «Prima di dedicarmi alla musica che abitualmente faccio coi Subsonica o da solista, ho studiato a lungo e con passione canto jazz. Per me è stato un decennio di fondamentale importanza per la mia formazione artistica, sia perché ho appreso gli elementi fondamentali del jazz, sia perché ho avuto modo di conoscere, studiare e innamorarmi di artisti meravigliosi a me prima sconosciuti. Di quel periodo ricordo bene che nella mia formazione vocale un ruolo importante lo hanno avuto Chet Baker e Al Jarreau, anche se i loro rispettivi stili sono certamente assai distanti dal mio. Certo le canzoni che eseguiremo con l’Orchestra Jazz Siciliana, tutte tratte dai miei due album solistici, sono nate con una veste sonora del tutto differente da quella di un contesto jazz, ma il bello della musica sta proprio nel riscoprire armonicamente i miei brani quando cambia la loro forma. Una canzone, se ha carattere e spessore, mantiene intatta la propria bellezza quale che sia l’arrangiamento con cui viene eseguita. Inoltre, a spingermi a confrontarmi con un’orchestra di rango come l’Orchestra Jazz Siciliana e con una bacchetta prestigiosa come quella di Riina è stato un esperimento analogo compiuto alcuni anni fa con una marching band di ottoni». Condivideranno il palco con Samuel e l’Orchestra Jazz Siciliana anche ospiti speciali come il trombettista Roy Paci e il rapper Johnny Marsiglia. «Al di là dei rapporti di amicizia che ci legano – aggiunge Samuel – la loro presenza è ampiamente motivata dal fatto che entrambi hanno collaborato a “Brigata bianca”. Roy lo conosco da tempo e lo apprezzo non soltanto per il suono dei suoi strumenti, tromba e flicorno, ma anche per la genialità di certi suoi arrangiamenti; di Johnny mi affascina il calore e il colore fortemente siciliano del suo canto rap. Per certi versi, io mi sento molto siculo sia perché ho scoperto che alcuni rami della mia famiglia provengono da Palermo e da Marsala sia perché per molti anni ho praticamente vissuto a Palermo, dove ho intrecciato amicizie bellissime che durano tuttora, sia infine perché da un paio d’anni organizzo un festival estivo alle Eolie che ha la particolarità di svolgersi su barconi che girano per l’arcipelago».

Mercoledì 15 settembre concerto della leggenda della batteria Billy Cobham, che in oltre mezzo secolo con le sue bacchette ha scandito il tempo di alcune tra le più esaltanti stagioni del jazz: dalla svolta elettrica e rock di Miles Davis all’etno-fusion esotica e spirituale della Mahavishnu Orchestra, proseguendo ancora oggi uno straordinario percorso tra jazz, fusion, funk, rock e soul. Nel dicembre di due anni fa “Il Maestro dei tamburi” ha scelto di concludere a Palermo il “75° Birthday Celebration Tour”, realizzato per  festeggiare il proprio compleanno in giro per il mondo lungo l’intero arco del 2019. In quell’occasione il batterista era accompagnato dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina, ripercorrendo quasi per intero la sua carriera solistica, dall’epocale album “Spectrum” del 1973 fino ai giorni nostri.

Riconfermando l’amore per la Sicilia e lo speciale rapporto di stima che lo lega alla Fondazione The Brass Group, il musicista statunitense ha voluto che alla ripresa dell’attività concertistica dopo il lungo lockdown fosse nuovamente Palermo e il Sicilia Jazz Festival ad ospitare una delle prime tappe del tour europeo nel quale è accompagnato da alcuni tra i migliori virtuosi del vecchio continente: Jean-Marie Ecay alla chitarra elettrica, Fifi Chayeb al basso elettrico, entrambi francesi, e il tastierista scozzese Steve Hamilton.

Nato a Panama ma con passaporto statunitense, Cobham gode di enorme fama per aver saputo infondere nel suo stile percussivo potenza, creatività, grinta e tecnica eccezionale, ma anche per avere espresso una musica senza confini, capace di spaziare dal jazz più acustico e legato alla tradizione a quello più elettrico e contaminato, dal rock alla world music, dal funk al soul fino alla fusion, ed è proprio di quest’ultimo linguaggio che è divenuto l’icona massima.

L’apice viene raggiunto con la Mahavishnu Orchestra, che fonda assieme al chitarrista John McLaughlin, subito dopo che entrambi i musicisti hanno lasciato la corte di Davis. Gruppo tra i più innovativi, la Mahavishnu Orchestra codifica un nuovo linguaggio tra jazz e rock, crea inediti ponti sonori tra Oriente e Occidente, apre la strada al genere fusion.

Poco dopo Cobham intraprende una brillante carriera solista il cui primo tassello è “Spectrum”, album del 1973 che, oltre ad essere il disco di jazz-rock forse più venduto di ogni tempo, è unanimemente considerato la Bibbia per ogni batterista e per il genere jazz-fusion.

Da allora il percorso di Cobham è stato un susseguirsi di esperienze, tour, dischi e collaborazioni, da Carlos Santana a George Duke, dalla Glass Menagerie a Peter Gabriel, da Stanley Clarke a Ron Carter, dal gruppo cubano Asere alla finlandese Orrenmaa Band, oltre a quelle con grandi orchestre come le europee Frankfurt Radio Big Band, WDR Big Band di Colonia, London Jazz Orchestra e più di recente la Sicilia Jazz Orchestra della Fondazione The Brass Group

Mercoledì 16 settembre alle ore 21.30 al Teatro di Verdura andrà in scena Mario Biondi con l’Orchestra Jazz Siciliana che, oltre ai brani orchestrati e arrangiati da Pino Jodice per il progetto su Al Jarreau, proporrà brani appositamente scritti per questo concerto in chiave del tutto originale. Mario Biondi, nativo di Catania, avvolgerà il pubblico con la sua straordinaria voce calda e pastosa, che ha da sempre reso inevitabili i paragoni con Teddy Pendergrass, Isaac Hayes e Barry White, tre delle più belle voci black di sempre. 

La sua hit This is what you are del 2006 riscuote notevole successo e contribuisce a lanciare la sua carriera, ma il salto di qualità avviene quando il brano entra nella top ten dei brani più trasmessi da Norman Jay nel suo programma cult in onda sulla BBC Radio. La canzone fa da traino a “Handful Of Soul”, realizzato insieme a The High Five Quintet, cocktail ben riuscito di rhythm & blues, soul, swing e jazz, in cui si alternano brani originali e cover del repertorio soul americano meno inflazionato.

Nel 2007 esce “I Love You More”, un doppio cd live con le canzoni di “Handful Of Soul”, più altre perle come Just the way you are nella versione di Barry WhiteClose to you di Burt Bacharach. Con quest’ultimo si crea immediatamente un feeling professionale, tanto che il leggendario compositore americano scrive apposta per Biondi Something that was beautiful, una splendida ballad che diventa uno dei pezzi forti di “If”. Il disco, pubblicato dalla Tattica Records, vende oltre 200.000 copie.

L’album della definitiva consacrazione a livello internazionale è “Sun”, del 2013il primo pubblicato da una major, con il quale il cantante si è imposto anche nel mercato internazionale. Per raggiungere l’obiettivo ha chiamato a raccolta una all star di artisti come Al Jarreau, James Taylor Quartet, Omar, Leon Ware e Chaka Khan. Bluey degli Incognito ha conferito all’album la sua inconfondibile impronta, che si traduce in un sound fresco, pulsante, moderno e al tempo stesso piacevolmente vintage. 

“Beyond”, del 2015, è una dichiarazione programmatica del desiderio di Mario Biondi di sparigliare le carte e di presentarsi con un nuovo sound. Delle morbide ballad jazz del passato è rimasta la sola All I want is you, scritta con Dee Dee Bridgewater, presente anch’essa al Sicilia Jazz Festival.

Venerdì 17 settembre il Richard Bona Quintet aprirà il concerto di Joe Bastianich & La Terza Classe, sabato 18 settembre Alex Britti si esibirà con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina e per il gran finale andrà in scena un emozionante omaggio a Franco Battiato diretto da Vito Giordano; tutti i concerti si terranno alle ore 21.30 al Teatro di Verdura.

Il Sicilia Jazz Festival vuole essere una manifestazione fortemente ancorata al territorio e pensata per una collettività che ha voglia di conoscere tutto ciò che sta intorno a sé e tutto ciò che sta al di fuori di un semplice concerto.

All’interno del Festival, sarà organizzato anche un Jazz Village che si realizzerà in Piazza Sant’Anna, Piazza Croce dei Vespri e Piazza Teatro Santa Cecilia, nei siti Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo (XVI Secolo), Real Teatro Santa Cecilia (XVII Secolo) e Complesso Monumentale di Sant’Anna (XV Secolo).

Durante il festival verrà dato ampio spazio ai giovani, ai talenti, agli studenti che studiano con dedizione e professionalità la musica jazz esibendosi nelle orchestre o con i propri ensemble.

Così il Sicilia Jazz Festival ha coinvolto i Conservatori del territorio siciliano, che si esibiranno in diverse performance con i propri allievi accompagnati dai Maestri dei propri Dipartimenti Jazz. Tra questi i Conservatori Alessandro Scarlatti di Palermo, Arcangelo Corelli di Messina, Antonio Scontrino di Trapani, e gli istituti superiori di musica Vincenzo Bellini di Catania e Arturo Toscanini di Ribera (AG). E il Jazz Village sarà animato anche da un fitto programma che vedrà come protagonisti i musicisti residenti nel territorio.

Verranno inoltre coinvolte le Marching Brass Street Band e la Zebra Marching Band, che gireranno lunghe le vie del centro storico per far respirare aria di musica e note di jazz come segno tangibile di vita e di movimento.

Il Sicilia Jazz Festival vedrà così anche la partecipazione di artisti siciliani, a partire da Gianni Cavallaro, padre storico del jazz siciliano, Gianni Gebbia che si esibirà in trio e che ha avuto successi riconosciuti in diversi città internazionali come New York e Tokyo, Mimmo Cafiero, Vincenzo Palermo, Anna Bonomolo, la voce nera siciliana con il suo etno-jazz, il blues man Umberto Porcaro, che ha vinto l’Italian Blues Award nel 2019, tra gli altri da Boston la graffiante sassofonista e straordinaria interprete siciliana Carla Restivo, Jumpin Up, Le Cordepazze e tanti altri ancora. Un cartellone, quello del Sicilia Jazz Festival, che si preannuncia ricco e variegato con attività concertistiche continue e da vivere, perché la musica è sinonimo di vita, crescita sociale, culturale e aggregazione per possibili sviluppi turistici ed economici.

Tra gli appuntamenti anche il concerto dedicato a Lelio Giannetto, che vedrà la partecipazione dell’Instant Composer Pool e della Sicilian Improvisers Orchestra.

Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha dichiarato: «Ci sono tutti i presupposti perchè Palermo diventi la capitale del jazz nel Sud Europa. Abbiamo pensato e voluto il Sicilia Jazz Festival come appuntamento catalizzatore non solo degli appassionati di questo genere musicale – che sono moltissimi – ma come vero e proprio evento culturale itinerante. I siti storici della capitale siciliana diventeranno palcoscenico naturale per la rassegna che, grazie ai nomi di prestigio internazionale in cartellone, sarà uno dei più importanti appuntamenti del nostro bellissimo settembre».

L’Assessore Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina sostiene: «Il Sicilia Jazz Festival è il primo grande avvenimento di musica dopo ben cinquant’anni dal meraviglioso evento di Palermo Pop, il festival che nei primi anni Settanta fece approdare il grande jazz in Sicilia, o da quando uno dei più leggendari giganti del jazz, Miles Davis, si esibì allo Stadio della Favorita durante uno dei festival europei più spettacolari, il Fusion Time del 1986. Ritorna finalmente il grande appuntamento in musica voluto fortemente dall’attuale amministrazione regionale, e l’assessorato che ne rappresento ne promuove l’iniziativa con l’intento, ne sono certo, di farne un festival a cadenza annuale quale volano e attrattiva di grande significato culturale per il turismo della nostra isola e per una fattiva ripresa economica dopo il lockdown causato dalla pandemia».

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha affermato infine: «Il Sicilia Jazz Festival è una rassegna a livello internazionale che conferma protagonista un genere musicale simbolo di arricchimento e contaminazione positiva fra culture e sensibilità diverse. Palermo, ormai da anni, anche attraverso il jazz, grazie all’eccellenza internazionalmente riconosciuta del Brass Group, che opera nelle prestigiose sedi del Teatro Santa Cecilia e dello Spasimo, promuove anche così il cambiamento culturale che contraddistingue la città riconosciuta ormai come una delle capitali mondiali del jazz».

INFO

www.siciliajazzfestival.live

 

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