Ultime News

Riccardo Chiarion
Hidden Blues
Inside the Score

Riccardo Chiarion<br/>Hidden Blues<br/>Inside the Score

14 aprile 2020

Il nuovo appuntamento con “Inside the Score”

Nuovo appuntamento con la rubrica Inside The Score: abbiamo chiesto ad alcuni dei musicisti più emblematici della comunità jazzistica italiana di raccontarci una loro composizione. Buona lettura.

Di Riccardo Chiarion; a cura di Eugenio Mirti

Hidden Blues (terza traccia del mio ultimo CD “Quiet Stories”), è il primo e unico blues che ho scritto e registrato su un CD. In realtà ho iniziato a suonare la chitarra proprio imitando gli eroi del blues come Muddy Waters, John Lee Hooker e poi i più moderni come Jimi Hendrix, Steve Ray Vaughan e Robert Cray. Nonostante questo inizio così vicino al mondo del blues non mi sono mai sentito veramente un musicista in grado di suonarlo come se facesse parte della mia cultura.

Hidden blues è un tentativo personale di stravolgere il giro armonico del blues (in particolare del Jazz Blues in Fa), rendendolo molto più vicino alle sonorità che sento più vicine alla mia creatività.

Infatti in questo periodo della mia vita mi sento ispirato e attratto da armonie moderne (post modali) vicine e simili a quelle di musicisti come Bill Evans, Kenny Wheeler e Ralph Towner.

Trasformare un Blues in questo modo potrebbe essere apprezzato da alcuni ma, probabilmente, criticato da molti che potrebbero sentire tradita l’essenza stessa del blues e delle sue sonorità tipiche.

In realtà, apparentemente in contraddizione con quanto ho scritto sopra, mi sento molto vicino allo spirito del blues e questo ultimo cd (registrato in chitarra solo), vuole in qualche maniera rappresentare una persona sola con la sua chitarra come spesso mi è capitato di vedere in vecchi filmati di blues men seduti davanti alla loro casa cantando e suonando melodie leggermente stonate ma affascinanti in una maniera inspiegabilmente profonda.

Venendo alla spiegazione del brano, la cosa che ritengo più importante è la riarmonizzazione degli accordi del giro blues jazz in Fa.

Questo è il giro armonico originale:

|| F7 | Bb7 | F7 | Cm7 F7 | Bb7 | Bdim7 | F7 | Am7b5 D7 | Gm7 | C7 | F7 D7 | Gm7 C7 ||

Questa è la riarmonizzazione che ho scritto:

|| F7sus4 Dm7 | AbMaj#11 | FMaj7/A | BMaj7#11 | Bb7 E7#9 | Ab dim7 | FMaj7/A |

| Ab7sus4 Db7sus4 | C7sus4 | GbMaj7/Bb | FMaj7/A AbMaj7 | DbMaj7 C7sus4 ||

Confrontando i due giri armonici è possibile capire che le due armonizzazioni sono abbastanza differenti anche se, a dire il vero, tutto ciò è il risultato di un semplice utilizzo di sostituzioni armoniche neppure troppo ardite.

Nel particolare:

Battuta 1: Sostituisco l’accordo di F7 con un F7sus4 creando un sound più dilatato, sospeso e moderno. Nella seconda metà della stessa battuta suono un Dm7 che ha tre suoni (FA, LA e DO) in comune con l’accordo di F7 e la nota RE che in rapporto al F7 è la tredicesima (nota spesso usata anche nel blues arcaico).

Battuta 2: Invece di suonare Bb7 suono un AbMaj7#11. Esaminando ogni nota del nuovo accordo è possibile capire che ci permette di suonare (in rapporto al Bb7) Ab = b7, C = 9, Eb = 11, G = 13, D = 3.

Battuta 3: Invece di F7 suono FMaj7/A creando un sound vicino a Am7 (eolio).

Battuta 4: La cadenza II V che porta a Bb (Cm7 F7) viene sostituita da un unico accordo BMaj7#11. In questo caso il voicing chitarristico che uso è la chiave per capire perché ho fatto questa scelta. Le note che suono in questo accordo sono: SI, LA#, RE#, FA. Le metto in relazione al F7 considerando SI la sostituzione di tritono di FA e le restanti tre note come facenti parte di un F7sus4.

Battuta 5: Questo è l’unica battuta dove utilizzo l’accordo originale Bb7 seguito dalla sua sostituzione di tritono E7#9.

Battuta 6: Invece di suonare Bdim7 lo sostituisco con Abdim7 che è composto dalle stesse note ma crea tensione verso il prossimo accordo FMaj7/A.

Battuta 7: Come già successo a battuta 3 sostituisco F7 con FMaj7/A.

Battuta 8: In questa misura sostituisco Am7b5 D7 con Ab7sus4 Db7sus4. Db7sus4 è una sostituzione di tritono di G7 e crea tensione verso il prossimo accordo C7sus4.

Battuta 9: Invece di suonare Gm7 suono C7sus4 che ha quattro suoni in comune (FA, SOL, SIb) e un suono diverso C (undicesima di Gm7).

Battuta 10: Al posto del C7 suono la sua sostituzione di tritono Gb ma lo trasformo in un accordo Maj7 e lo suono con la terza al basso Sib (GbMaj7/Bb).

Battuta 11 e 12: Il tipico turnaround finale del blues | F7 D7 | Gm7 C7 | viene modificato con diverse sostituzioni di tritono e cambi di modo in: | FMaj7/A AbMaj7 | DbMaj7 C7sus4 |.

In conclusione il sound del blues da questo brano è praticamente scomparso; la struttura ha comunque 12 misure ma sicuramente nessuno lo definirebbe un blues. Ho quindi deciso di intitolarlo Hidden Blues (blues nascosto), e di suonare una piccola introduzione sulla scala blues che porta direttamente alla misura 5 del primo tema (suonato rubato). Il secondo tema viene poi eseguito a tempo. L’improvvisazione segue sempre il nuovo giro armonico anche se ogni tanto decido di richiamare qualche “vecchio accordo”.

La melodia del brano è chiaramente composta pensando ai nuovi accordi e ricorda vagamente alcune melodie composte da John Scofield.

Spero il brano (e il CD), possano interessare gli ascoltatori e i lettori di JazzIt!

img

Abbonati a Jazzit con 29 euro cliccando qui!