30 settembre 2025
A dicembre uscirà il nuovo libro del chitarrista e compositore Fabio Mariani dal titolo “Real Book of Classical Music for Modern Musicians”, edito dalla casa editrice Volontè & Co., un’opera unica e originale scritta a quattro mani con la sua ex allieva e sassofonista Lina Maria Crimi, che collega periodi e culture diverse, traducendo la grande musica classica nel linguaggio moderno. Li abbiamo intervistati per raccontare questa nuova e straordinaria avventura editoriale.
Fabio stai per uscire con il tuo nuovo libro “Real Book of Classical Music for Modern Musicians”, scritto a quattro mani con Lina Maria Crimi, un’opera unica nel suo genere, ci spieghi perché?
Questo libro rappresenta un ponte tra diverse epoche e unisce culture differenti. Abbiamo tradotto la grande musica classica e operistica nel linguaggio moderno con sigle di accordi e strutture, al pari delle grandi canzoni del jazz e del pop.

Com’è nata l’idea di realizzarlo e com’è concepito?
F: Un anno fa, mentre organizzavo il concerto “Love Journey” mi sono ritrovato a voler inserire in scaletta alcuni brani di Beethoven, Bach, Chopin e Albinoni. Per poterli rendere “suonabili” dal mio quintetto con Giorgio Rosciglione e Co., mi sono ritrovato di fronte a un problema da risolvere che riguarda tutta la musica classica: non esistono spartiti scritti in chiave moderna. Ne ho parlato con Lina Crimi (mia ex allieva al Conservatorio di Trapani), sassofonista di grande talento e profonda conoscitrice dell’armonia moderna, e insieme abbiamo iniziato questo viaggio.
Lina, considerando che avete esaminato migliaia di composizioni e centinaia di compositori, qual è stato l’iter di realizzazione e narrativo del libro e come avete selezionato i pezzi e gli autori che vi compaiono?
Abbiamo ascoltato tantissime composizioni. Da qui abbiamo fatto, lentamente, una scrematura scegliendo i brani più melodici (ottanta composizioni e trenta compositori). Poi ci siamo messi alla ricerca delle partiture originali sulle quali lavorare, le abbiamo analizzate individuando la struttura (intro, A, B, finale, coda) e gli accordi, che abbiamo rappresentato sotto forma di sigle.
Il lavoro di ricerca presumo sia stato appunto lungo e laborioso: quanto tempo ha richiesto e come lo avete organizzato? E quali nuove scoperte avete fatto attraverso di esso?
L: Questo viaggio affascinante è stato realizzato in tempi brevi (qualche mese), durante i quali abbiamo lavorato intensamente, senza sosta, con entusiasmo e grande energia. Siamo partiti dai compositori più blasonati come Bach, Mozart, Chopin, fino ad arrivare a tanti altri come Borodin, Satie, Bizet. Abbiamo scoperto che le strutture delle loro composizioni sono sorprendentemente simili a quelle del Novecento: sezioni A, B, introduzioni e finali, spesso basate su frasi musicali di otto battute o multipli. Inoltre la nostra ricerca ha rivelato che quasi tutte le composizioni seguono uno schema preciso: un tema principale, seguito da una parte più virtuosistica e meno melodica (l’equivalente di un assolo nel jazz o nel pop), e infine la riproposizione del tema che porta a un finale. Per questo motivo abbiamo scelto di trascrivere solo il tema principale di ogni brano. Tra l’altro abbiamo anche scoperto che molti compositori classici sono stati fonte di ispirazione per tantissimi musicisti del Novecento: ad esempio il Preludio in E minor di Chopin ha sicuramente ispirato Jobim nella scrittura di How Insensitive, l’andante del Piano Concerto No. 21 di Mozart è stato sicuramente fonte di ispirazione per il nostro Peppino di Capri nel suo Champagne, e tanto altro ancora.

Fabio, il libro verrà pubblicato dalla casa editrice Volontè & Co., con cui hai già fatto uscire altri nove metodi e trattati: che tipo di rapporto si è creato con l’editore e come ha accolto questo tuo nuovo progetto così unico e originale?
Io e Marco Volontè siamo amici da decenni. Lui è stato l’artefice, nel 1998, della ripubblicazione con Warner Libri del mio Trattato di Chitarra Jazz del 1984 (primo editore Muzzio e attuale editore Hal Leonard). Ci lega una stima reciproca che mi ha portato a pubblicare con lui tutti i lavori dell’ultimo decennio. Quando gli ho parlato dell’idea del Real Book della musica classica si è mostrato sin da subito molto entusiasta confermando ciò che pensavo: un’opera del genere non è stata mai realizzata. Per questo motivo il libro sarà distribuito a Natale in tutta Europa e nel 2026 in tutto il mondo.
A chi si rivolge secondo voi?
A tutti i musicisti moderni. Agevola soprattutto le nuove generazioni ad approcciarsi in modo più “cordiale” alla musica di grandi maestri del passato. È un libro che non può mancare nella libreria di ogni musicista del mondo.
Fabio, quali sono invece i tuoi prossimi obiettivi e i progetti per il futuro?
Certamente un obiettivo è quello di promuovere il libro ad ampio raggio: nei Conservatori, camerate musicali, librerie, teatri. Inoltre un progetto derivato dal libro è il Real Group, un quintetto con il quale porteremo live un concerto basato interamente sul repertorio classico reinterpretato in chiave moderna, una rilettura contemporanea di composizioni immortali.
Cosa vi rende particolarmente felici e orgogliosi di questo libro? E cosa rappresenta nel vostro percorso umano e artistico?
Questo libro traghetta la musica classica nella cultura moderna. Noi siamo orgogliosi di essere gli ambasciatori di questa apertura verso un nuovo orizzonte, che dimostra che in fondo la musica è una. Oggi siamo musicisti più maturi e promotori, come diceva Schönberg, dell’«inveramento del passato verso il futuro».
a cura di Arianna Guerin
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