Ultime News
Primavera in Jazz a Mantova: intervista a Matteo Gabutti

Primavera in Jazz a Mantova: intervista a Matteo Gabutti

25 febbraio 2020

In occasione della partenza della rassegna “You Must Believe in Spring” di Mantova abbiamo intervistato il direttore artistico Matteo Gabutti, fondatore dell’Associazione Culturale 4’33”.

Di Nicola Barin

Ci racconti brevemente come è nata l’Associazione 4′ 33”?
L’associazione culturale 4’33” di Mantova è nata quattro anni fa dall’esigenza di costruire un nuovo pubblico per la musica che viene comunemente etichettata come musica jazz, ma che spesso sfugge alle classificazioni perché contaminata dalle più svariate esperienze dei musicisti chiamati ad esibirsi nelle nostre rassegne.

L’intento dell’associazione è quello di proporre quanto di innovativo si può trovare in ambito musicale. Seguendo festival, rassegne e ascolti l’associazione cerca di tracciare percorsi alternativi rispetto a quelli più canonici dei festival jazz.

L’idea di ricerca dell’associazione si innesta nel tessuto del territorio mantovano trovando punti di contatto e collaborazioni con soggetti che operano in modo fertile in ambito culturale come ad esempio Fondazione Palazzo Te, Danzarea, la Galleria d’arte Studio 81, fotografi e piccoli teatri con i quali si realizzano produzioni originali.

Ci descrivi sinteticamente gli appuntamenti che vedremo all’interno della rassegna?
L’idea che abbiamo seguito nel realizzare il cartellone della rassegna “You Must Believe in Spring” 2020 è stata quella di dare risalto alle produzioni femminili, ritenendo che, a tutt’oggi, questi progetti esprimano maggiormente l’idea di libertà creativa e di ricerca non solo in ambito jazzistico ma più in generale in ambito musicale, non a caso la rassegna partirà l’8 marzo alle ore 21.00 al Teatro del Gradaro con CODE GIRL, progetto della chitarrista Mary Halvorson che approda a Mantova con un nuovo repertorio pronto per essere inciso su disco, nuove poesie e nuova musica per celebrare una data importante e significativa come l’8 marzo.

img

I testi poetici di Mary Halvorson mostrano la profondità del suo approccio alla composizione e aprono una finestra sulla sua straordinaria forza e personalità artistica. La chitarrista americana affronta la sfida della forma canzone con composizioni che si sviluppano e si espandono in un crescendo emozionante, la narrazione trasporta l’ascoltatore all’interno di storie fatte di immagini di interni quotidiani, di finestre che si aprono su spazi luminosi. Ad accompagnarla in questa straordinaria avventura c’è una formazione di prim’ordine composta da Amirtha Kidambi voce, Maria Grand sassofono e voce, Adam O’Farrill tromba, Michael Formanek contrabbasso, Tomas Fujiwara batteria.

La rassegna proseguirà fino al 13 aprile con nomi come la cantante di origine israeliana Noam Nani Vazana (12 marzo, ore 18.30, allo Spazio Te) che propone un percorso legato alla tradizione musicale Sefardita recuperando la lingua Ladina tramandata dalla sua famiglia. Il 19 marzo al Teatro Magro Home sarà la volta della chitarrista Eleonora Strino, in compagnia di Giulio Corini ed Emanuele Maniscalco, il concerto è una sorta di anteprima di quanto sarà destinato ad essere inciso su disco da questa straordinaria formazione.

Il 22 marzo, di nuovo al Teatro del Gradaro, sarà di scena un progetto originale della rassegna che coinvolgerà il duo Amirtha Kidambi e Lea Bertucci con la Compagnia COD Danza. Il 27 marzo, di nuovo allo Spazio Te per ascoltare il duo Vocione selezionato per “Nuova Generazione Jazz” e composto da Marta Raviglia e Tony Cattano. Il 3 aprile al Teatro del Gradaro si potrà ascoltare Aruan Ortiz uno dei pianisti più interessanti oggi in circolazione, unica presenza maschile della rassegna, si presenterà con il proprio trio composto dallo stesso Ortiz, Gerald Cleaver e Bradley Jones.

Chiuderà la rassegna il 13 aprile il concerto del quartetto di Linda May Han Oh, una delle particolarità del progetto della contrabbassista è quella di incidere per l’etichetta Biophilia Records che, oltre a registrare progetti di ottimi musicisti, ha fatto della sostenibilità dell’ambiente uno dei suoi cavalli di battaglia. Bifiophilia Records, fondata dal pianista e compositore Fabian Almazan, stampa le copertine dei suoi dischi su una robusta carta riciclata utilizzando colori naturali, al posto del supporto fisico il disco contiene un codice di download in modo da scaricare la musica nel formato preferito dall’ascoltatore. I musicisti e i partecipanti del progetto Biophilia hanno inoltre preso una sorta di impegno morale cercando di condurre una vita a basso impatto ambientale ed ecosostenibile.

img

Informazioni e prenotazioni: [email protected] 3294766850

Durante il periodo della rassegna è possibile visitare la mostra del fotografo Nicola Malagruti presso lo Spazio 81 in via Giulio Romano 81, Inaugurazione il primo marzo alle ore 18.30 con il concerto del trio di Luca Scardovelli (Luca Scardovelli, chitarra ; Matteo Vallicella, contrabbasso; Enrico Truzzi, batteria).

Abbonati a Jazzit con 49 euro cliccando qui!