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Pianoforte jazz</br>Intervista a Sergio Di Gennaro
Photo Credit To Leonardo Schiavone

Pianoforte jazz
Intervista a Sergio Di Gennaro

19 febbraio 2018

Sergio Di Gennaro è uno dei più brillanti pianisti torinesi; l’abbiamo incontrato per una piacevole chiacchierata.

Di Eugenio Mirti; fotografie di Leonardo Schiavone

Come hai scelto il pianoforte jazz?
Mi ricordo che all’asilo mi divertivo molto a fare finta di essere un tenore, chissà perché. Mio papà suonava la chitarra e presi qualche lezione ma mi stufai, ero troppo piccolo. A un certo punto chiesi ai miei genitori di suonare uno strumento e c’era questo vicino di casa che abitava due piani sotto cas, luia mia mi indirizzò al pianoforte. A dodici anni ripresi la chitarra annoiato dal pianoforte classico, ma a sedici anni iniziai ad ascoltare Pino Daniele e ripresi gli studi di piano. Il mio insegnante mi fece conoscere Oscar Peterson e da lì cominciò tutto.

Qual è un sogno che vorresti realizzare?
Mi ricordo tutti i giorni di essere un musicista, mi piace l’idea di avere una famiglia, ma musicalmente il sogno è quello che sto già vivendo: fare il pianista, considerando che ho iniziato a studiare tardi, intorno ai diciassette anni.

Quali sono i tuoi progetti?
Il principale è il mio trio con Mattia Barbieri e Marco Piccirillo, con un repertorio di brani originali miei. Suono tanto e amo tanto la tradizione e il mainstream, sono allievo di Barry Harris da quindici anni, ma quando scrivo cerco in parte di dimenticarmene perché voglio guardare al presente.

Un artista con cui vorresti collaborare?
Ce ne sono molti, ma ascolto talmente tanti musicisti che sarebbe un elenco infinito: Joshua Redman, Chris Potter, Joe Lovano…

Quando uscirà il tu prossimo disco?
A breve perché sto per registrare il trio; poi ce ne sono altri non da leader, per esempio con Denise King.

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