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Peppe Santangelo
John
Inside the Score

Peppe Santangelo<br/>John<br/>Inside the Score

8 aprile 2020

Il nuovo appuntamento con “Inside the Score”

Nuovo appuntamento con la rubrica Inside The Score: abbiamo chiesto ad alcuni dei musicisti più emblematici della comunità jazzistica italiana di raccontarci una loro composizione. Buona lettura.

Di Peppe Santangelo; a cura di Eugenio Mirti

Chi conosce il mio ultimo disco sa già che è un omaggio molto personale ad alcuni dei grandi compositori ed esecutori del jazz che più mi hanno influenzato; l’idea sostanziale è quella di prendere spunto da un loro brano che ha segnato generazioni di musicisti per portare avanti un mio discorso.

È il caso di John, brano dedicato a Coltrane e che prende spunto da Giant Steps.

Con questa composizioni mi preme provare a portare avanti il discorso ciclico cominciato da Coltrane proprio in Giant Steps.

Il brano inizia con un pedale in 13/4, eseguibile con armonia ( il ciclo di Giant Steps, appunto) oppure senza.

Il pedale svolge una duplice funzione: pedale vero e proprio o base armonica, in quanto può anche essere eseguito con gli accordi.

Dopo il pedale arriva Il tema, dove cito chiaramente nell’incipit Giant Steps. Il Tema si articola in intervalli di battute da 7/4 e 6/4, ad una velocità metronomica di 140 bpm. L’idea è quella di creare un cerchio, che al di là dei cambi metrici gira sempre su se stesso, ripetendosi in varie metamorfosi strutturali. Mi sembrava di poter portare avanti questa idea Coltraniana, di ciclità dell’armonia, permettendo non solo agli accordi ma anche alla struttura del brano, di ripetersi, intercambiarsi e girare ritornando a capo senza soluzione di continuità. Per permettere ciò ho inserito due misure da 4/4 ciascuna che fungono un po’ da chiave di volta che permette alla struttura – nella quale si avvicendano i solisti – di mutare tre volte fino a tornare a capo, e dunque al tema finale.

Su questa struttura cangiante si alternano nell’ordine i soli di sax, chitarra ed Hammond. Ho chiesto a Francesco di Lenge di sottolineare batteristicamente le vari strutture dei soli, per meglio sottolineare questa idea di fondo della circolarità cangiante e mutevole. Gli accordi si susseguono ogni quarto, riprendendo così lo spessore e le fittezza dell’armonia coltraniana.

Per una maggiore comodità di lettura  allego la partitura con anche le strutture dove si avvicendano i solisti, questo anche per denotare la ciclicità armonica e formale molto ampia del brano.

Buon ascolto

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