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Parte a Monza e Milano la rassegna “Prodjgi” dedicata ai giovani jazzisti italiani

Parte a Monza e Milano la rassegna “Prodjgi” dedicata ai giovani jazzisti italiani

1 febbraio 2024

Sabato 3 febbraio alla Reggia di Monza e domenica 4 alla Cascina Cuccagna di Milano, parte una nuova rassegna dedicata alle giovani promesse del jazz italiano: si tratta di “Prodjgi”, acronimo di Promozione del jazz giovane italiano, ciclo di appuntamenti organizzati dall’associazione culturale Musicamorfosi, che si è aggiudicata il bando Siae “Per Chi Crea”, ideato con l’obiettivo di promuovere e valorizzare i musicisti emergenti di età non superiore ai 35 anni.

Il progetto intende dare visibilità a dieci gruppi jazz e due formazioni crossover all’interno di cinque manifestazioni nazionali (Il rito del jazz a Milano; Monza Visionaria nel capoluogo brianteo; Suoni Mobili, il festival della Brianza lecchese e monzese che ogni anno conquista nuovi territori; il festival Alte Marche-Altra Musica che si svolgerà a Pesaro Capitale della Cultura 2024 e nelle aree interne delle Marche; il Tremezzina Music Festival, sulla sponda lariana del lago di Como) e nell’ambito di due kermesse internazionali (LAC in festa, a Lugano, e Jazz in Bess, organizzata dall’omonimo music club ticinese).

Prodjgi sarà, dunque, una sorta di “rassegna nelle rassegne”, un circuito virtuoso in cui, accanto alle esibizioni e alle performance dal vivo, gli organizzatori svilupperanno una serie di residenze artistiche volte a consolidare e implementare i progetti dei giovani jazzisti italiani, che saranno supportati nel loro percorso di crescita artistica e che potranno maturare esperienze, approfondire competenze e condividere progetti, idee e scambi creativi con musicisti professionisti e affermati.

Tra i talenti in ascesa selezionati c’è il Raffaele Fiengo Quartet, il primo a esibirsi nell’ambito di Prodjgi: sabato 3 febbraio, alla Reggia di Monza (ore 16, Sala degli Specchi), il giovane sassofonista Raffaele Fiengo, insieme a Thomas Umbaca al pianoforte, Enrico Palmieri al contrabbasso e Antonio Marmora alla batteria, eseguirà una serie di brani originali all’insegna del contemporary jazz, oltre a reinterpretare movimenti e sonate di musicisti e compositori del XX secolo quali Vincent Persichetti, Béla Bartók e Arthur Honegger, per un progetto dinamico e trasversale.

Subito dopo (ore 17) sarà la volta del trio del formidabile pianista e compositore statunitense Ethan Iverson, nome di primo piano della scena jazz mondiale. Insieme a Thomas Morgan al contrabbasso e Kush Abadey alla batteria, Iverson presenterà in anteprima assoluta per l’Italia “Technically Acceptable”, il suo nuovo album appena pubblicato per la Blue Note Records (ingresso ai due concerti 18-20 euro, prevendita on line su www.mailticket.it/manifestazione/4538/ethan-iverson-trio).

Il giorno dopo, domenica 4 febbraio, il trio di Ethan Iverson (ore 17, ingresso 22-25 euro, incluso l’aperitivo con Hugo, ai fiori di sambuco, prosecco e soda e decorato con un twist di limone e menta fresca, il signature cocktail di St-Germain; prevendita on line su www.mailticket.it/manifestazione/4638/ethan-iverson-trio) e il quartetto di Raffaele Fiengo (ore 19.30 e 21.30, ingresso libero) si esibiranno al Cuccagna Jazz Cub di Milano, presso il ristorante Un posto a Milano, in Cascina Cuccagna.

Dopo la recente residenza artistica al Village Vanguard di New York, Ethan Iverson, cofondatore dell’acclamata formazione The Bad Plus (poi abbandonata), è ora impegnato in un lungo tour europeo prima di fare ritorno negli States. “Technically Acceptable” è un progetto di ampio respiro e pieno di colpi di scena, che vede Iverson al timone di due diversi trii (al contrabbasso e alla batteria si alternano, infatti, i tandem Thomas Morgan/Kush Abadey e Simón Willson/Vinnie Sperrazza).

Questo nuovo lavoro, il secondo per l’etichetta Blue Note a due anni di distanza da “Every Note Is True”, racchiude inediti e sorprendenti brani originali e nuove imprevedibili versioni di classici assai diversi fra loro come Killing Me Softly With His Song di Roberta Flack e ’Round Midnight di Thelonious Monk, quest’ultima con l’ulteriore apporto di Rob Schwimmer al theremin. L’album si conclude con un’inedita sonata per pianoforte di Iverson.

Originario di Minneapolis, classe 1973, Iverson è molto richiesto sia nell’ambito dell’avanguardia che in quello mainstream e negli anni scorsi si è distinto in particolare per il suo lavoro insieme al contrabbassista Reid Anderson e al batterista Dave King con il trio The Bad Plus, gruppo che ha riscosso notevoli consensi in tutto il mondo. Attivo sia in campo jazzistico sia in quello classico, ha studiato con Fred Hersch e Sophia Rosoff e ha collaborato, in vari contesti e in diversi ambiti artistici, con musicisti del calibro di Dave Douglas, Billy Hart, Dewey Redman, Charlie Haden, Lee Konitz, Kurt Rosenwinkel, Mark Turner, Ron Carter, Larry Grenadier e Jack DeJohnette (questi ultimi due hanno formato la sezione ritmica del disco “Every Note Is True”).

Dopo la doppia anteprima di inizio mese, Prodjgi continuerà fino al prossimo autunno con tantissime date. Le più vicine, in ordine temporale, sono quelle programmate in febbraio, sempre in Cascina Cuccagna a Milano: martedì 6 febbraio riflettori puntati sull’Antigua Duo, di cui sono protagoniste la chitarrista Clara Miraglia e la contrabbassista Margherita Carbonell con un progetto dedicato al grande e compianto Jim Hall; poi sarà di nuovo in scena il quartetto di Raffaele Fiengo per tre settimane consecutive (martedì 13, 20 e 27 febbraio).

INFO

www.musicamorfosi.it

 

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