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Parole e immagini per…
Satoyama
Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Parole e immagini per… </br>Satoyama </br>Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

28 agosto 2017

A Feltre, durante la quinta edizione del Jazzit Fest, in una bellissima sala di Palazzo Guarnieri abbiamo ascoltato i musicisti che sono venuti da noi a raccontarci i loro progetti.
Abbiamo messo a disposizione le nostre capacità di descrivere la musica, Daniela con le parole, Carlo con le immagini. E abbiamo creato per ognuno di loro uno scritto e due ritratti fotografici firmati.

Il testo non prevede un parere critico sulla musica descritta, le foto sono state scattate secondo i desideri degli artisti: ci siamo messi al servizio delle loro inclinazioni e dei loro desideri.
Questo è il risultato del nostro lavoro, che gli artisti potranno usare nei loro siti, come liner notes, come comunicato stampa, o comunque vorranno.

Di Daniela Floris e Carlo Mogavero

Satoyama
Prima ancora che parola, è un suono evocativo. In giapponese indica la linea di confine tra pianura e montagna, una sorta di orizzonte terrestre che trae il suo fascino dalla sua, del tutto apparente, indefinitezza. Per noi che realmente viviamo tra pianura e montagna, Satoyama diventa il simbolo di una foresta reale e immaginaria, in cui uomo e natura convivono nutrendosi della benefica osmosi del rispetto e dell’arricchimento reciproco. Satoyama è anche la composizione di una pianista che amiamo, Iro Haarla, che dalla Finlandia ci ha ispirato con la sua musica, varcando il confine ideale tra due mondi sonori lontani. Ci siamo trovati anche nel Satoyama tra musica ed arti visive, incrociando l’artista Lavia Lin dalla (lontana?) Shangai, che insieme al nostro quartetto ha dato vita ad una performance che si nutre della linea di confine tra pittura e musica. Satoyama è incrocio ed intreccio di suggestioni: raccogliamo ed elaboriamo i suoni preziosi che captiamo in quella foresta ideale, in quella zona di frontiera che è una vera miniera incantata, quando le si aprano l’animo e la mente. Ed è nel Satoyama che nasce l’essenza del nostro linguaggio espressivo.

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Gabriele Luttino: batteria: Marco Bellafiore: contrabbasso; Luca Benedetto: tromba; Christian Russano: chitarra; Lavia Lin: painting.