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“Orizzonti Jazz – Prospettive Sonore”. Intervista ad Antonio Tosques

“Orizzonti Jazz – Prospettive Sonore”. Intervista ad Antonio Tosques

30 gennaio 2022

Intervistiamo Antonio Tosques, poliedrico chitarrista e didatta, nonché direttore artistico insieme a Marcello De Francesco della rassegna “Orizzonti Jazz – Prospettive Sonore”, organizzata dall’associazione “Podere 55 APS” all’Auditorium Santa Chiara di Foggia nel periodo autunnale, da ottobre a dicembre, e che nell’ultima edizione ha ospitato alcuni tra i più noti musicisti del panorama jazz italiano, come i sassofonisti Rosario Giuliani e Daniele Scannapieco.

a cura di Andrea Parente

Antonio, raccontaci in breve la tua storia. Come ti sei avvicinato al jazz?
Mi sono avvicinato al jazz tanti anni fa, alla fine degli anni Ottanta. Suonavo già da un po’ di tempo, ma tutt’altri generi. Amavo Jimi Hendrix, i Led Zeppelin, Jeff Beck, il progressive rock dei King Crimson, ma sentivo di volere altro e così iniziai ad ascoltare Miles Davis, John Coltrane e tanti altri.

Quale chitarrista jazz ha maggiormente ispirato il tuo percorso artistico?
Wes Montgomery prima di tutti: il suo lirismo sulla chitarra è sempre stato per me fonte di grande ispirazione. Ho avuto, poi, un amore smisurato per Pat Martino (recentemente scomparso), di cui ho trascritto diversi assoli. Ho ascoltato molto anche Jim Hall, Tal Farlow, Joe Diorio e Jimmy Raney.

Musicista, docente, direttore artistico. Come riesci a trovare un punto di equilibrio tra queste tre attività?
Il punto di equilibrio è la musica! A me piace esserci dentro, respirarla, che sia io a suonarla, ad insegnarla, o che sia un altro musicista a farlo. È un interplay, volendo usare un termine tecnico molto in voga nel mondo del jazz, mi trasmette tanta energia e mi dà la possibilità di confrontarmi anche solo ascoltando.

Raccontaci la storia dell’associazione “Podere 55 APS”.
L’associazione nasce tre anni fa circa da un’idea di Marcello De Francesco, violinista classico e jazz, che mi ha coinvolto con il ruolo di vicepresidente. È un’associazione ad ampio spettro, nel senso che non ci occupiamo solo di jazz ma anche di musica classica e di altri progetti di contaminazione tra generi, oltre a diversi progetti culturali in generale.

Quali sono i valori perseguiti dall’associazione?
Il nostro intento è quello di cercare di coinvolgere quante più persone possibili, soprattutto i giovani. Creare coesione e amore verso la musica e l’arte è un valore umano molto importante che non deve perdersi.

Come ha reagito la comunità di Foggia a questa iniziativa?
Abbastanza bene, nonostante il drammatico periodo che noi tutti stiamo vivendo.

Da ottobre a dicembre 2021 avete organizzato la rassegna “Orizzonti Jazz – Prospettive Sonore”, inaugurata con il Daniele Scannapieco Trio. Com’è andata? Come si è comportato il pubblico? È stato presente ai concerti? Che atmosfera si è respirata?
Il pubblico è stato presente, ma ovviamente non si può pretendere di avere ad ogni concerto la sala piena, visto il momento storico che stiamo vivendo. Diciamo che siamo stati coraggiosi ad intraprendere quest’avventura in questo periodo.

Che aspettative hai per il futuro della rassegna?
Le aspettative sono sempre alte e cerchiamo di essere ottimisti!

Che rapporto hai con il tuo collaboratore Marcello De Francesco?
Un ottimo rapporto, siamo in sintonia sia nelle scelte che nell’organizzazione. Per me è fondamentale avere la giusta serenità per organizzare. Poi, se si è anche ottimi amici, è ancora meglio… e noi lo siamo!

Che emozione ti ha dato il ritorno ai concerti, al pubblico, alla musica?
È stato bellissimo tornare a respirare l’atmosfera del palco e ad avere il contatto con il pubblico. È impagabile!

La pandemia ha drammaticamente fermato il settore artistico. Come hai reagito a tale situazione?
Ho cercato di trarne il meglio, infatti ho realizzato due dischi: uno a mio nome con la Multiform Band, insieme a Pierluigi Villani e Mirko Maria Matera, dal titolo “Touch Me”, uscito a giugno 2021 per Azzurra Music, con ospiti come Randy Brecker, Gegè Telesforo, Daniele Scannapieco, Antonio De Luise, Tommaso Scannapieco, Gaetano Diodato, Pierluigi Balducci, Umberto Muselli Gabriele Borrelli; un altro disco, invece, uscito per l’etichetta Caligola Records con il Guitart Quartet insieme al chitarrista materano Dino Plasmati, con Bruno Montrone all’organo hammond e Marcello Nisi alla batteria.

Quali sono le sfide che hai dovuto affrontare e che affronti tuttora?
Le sfide sono tante, ma prima di tutto cerco di migliorarmi continuamente e di suonare il più possibile, cosa non facile ultimamente per via delle ragioni che sappiamo.

Che progetti hai per il futuro?
Sicuramente continuare con la produzione discografica e portare avanti i progetti che ho già attivato, cercando ovviamente di far conoscere in giro le mie attività e produzioni.

INFO

www.antoniotosques.com

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