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Orchestra jazz della Sardegna:
Intervista a Gavino Mele

Orchestra jazz della Sardegna:</br>Intervista a Gavino Mele

Intervistiamo Gavino Mele, cornista e presidente dell’Associazione Blue Note Orchestra  – Orchestra Jazz della Sardegna: una buona occasione per raccontare l’attività di questo straordinario organico e per presentare il concorso “Scrivere in Jazz”

Di Luciano Vanni

Partiamo da una rapida presentazione dell’Orchestra Jazz della Sardegna, attiva dal 1989 e protagonista di incisioni discografiche, eventi e soprattutto madre del concorso ’Scrivere in Jazz’.
Alla fine degli anni Ottanta il movimento musicale in Sardegna attraversava un momento di grande fermento: i festival jazz proliferavano, erano attive piccole e medie formazioni molto interessanti, i seminari muovevano i primi passi, insomma c’era una notevole attenzione rivolta al jazz. Abbiamo pensato di ritagliarci uno spazio, con grande coraggio ed un pizzico di ingenuità, attraverso un orchestra jazz che fosse caratterizzata da un organico differente rispetto alle tradizionali big band. La presenza di strumenti quali flauti, clarinetti, corni e tuba la rende infatti unica.  Oggi è indubbiamente l’istituzione di produzione jazz più rappresentativa dell’intera Sardegna.
L’organizzazione delle rassegne annuali “JazzOp”, dedicata alle produzioni originali, “To Be in Jazz – I concerti aperitivo” ed il concorso biennale “Scrivere in Jazz” ci ha dato la possibilità di entrare in contatto con moltissimi compositori, arrangiatori, solisti e direttori ospiti. Lavorare con Carla Bley, Fabrizio Bosso, Maria Pia De Vito, Paolo Fresu, Richard Galliano, Giorgio Gaslini, Maurizio Giammarco, Javier Girotto, Tom Harrell, David Linx, Bob Mintzer, Enrico Rava, Antonello Salis, Perico Sambeat, Andy Sheppard, Steve Swallow, Bruno Tommaso, Colin Towns, Norma Winstone, ha sicuramente accresciuto la nostra conoscenza e professionalità.
Tra i lavori discografici, “Porgy end Bess” con Paolo Fresu, “Sacred Concert – Jazz Te Deum” e “Il Brutto Anatroccolo” con Giorgio Gaslini, “Agora Tà” con Paolo Silvestri e Barbara Casini testimoniano e rappresentano la nostre chiavi stilistiche.

Torniamo al concorso. Come, quando e perché nasce l’idea di premiare partiture di composizione e arrangiamento per orchestra jazz?
Da subito ci si pose il problema di quale direzione l’orchestra dovesse seguire, e certamente la più intrigante era quella di suonare musica originale. Il concorso “Scrivere in Jazz” nasce nel 1991 dall’esigenza di allargare il repertorio stimolando compositori di tutto il mondo a scrivere per la nostra orchestra ma anche di confrontarsi con l’immenso e relativamente poco esplorato patrimonio musicale sardo, ben più complesso e sfaccettato di quanto solitamente emerga. Gli oltre cinquecento tra compositori e arrangiatori che hanno partecipato alle tredici edizioni del concorso hanno dimostrato di condividere questo progetto. Il concorso ha indubbiamente dato la possibilità a tanti di loro di esprimersi e mettersi in luce e molti sono diventati nostri collaboratori e ospiti abituali.

Ciò che vi distingue è aver ragionato sempre su di un doppio binario: celebrare il repertorio delle big band e quello della musica tradizionale sarda.
Punto di forza della Orchestra Jazz della Sardegna è la sua grande duttilità, che permette alla formazione di affrontare un repertorio decisamente eterogeneo. Tanti anni di attività hanno consentito all’Orchestra di misurarsi con le partiture orchestrali più disparate, dalla swing-era fino alle moderne big band, includendo classici dello swing e della fusion, dal flamenco fino ad arrangiamenti di “canzoni” italiane e di composizioni derivate dalla musica etnica, in particolare quella Sarda, sconfinando  in ambito classico-contemporaneo, passando attraverso il latino-americano e la musica brasiliana. Speriamo di aver contribuito in qualche modo, anche con le tante commissioni di progetti originali, a sviluppare ed allargare il repertorio per grandi formazioni jazz.

L’edizione 2016, oltre a stimolare compositori e arrangiatori sull’elaborazione di composizioni originali, si concentra su partiture ispirate al canto a chitarra sardo e all’arrangiamento di composizioni di Enrico Rava. Ci racconti questa scelta?
La formula delle composizioni originali, della musica tradizionale sarda e degli arrangiamenti è quella della prima edizione del 1991. Successivamente quest’ultima sezione è stata sostituita dapprima dalla sonorizzazione di un cortometraggio e poi da quella dell’esecuzione, dedicata al canto. In questa edizione abbiamo pensato di dare nuovamente spazio al lavoro degli arrangiatori, che si confronteranno con uno di sei brani, da noi selezionati, di uno dei maggiori rappresentanti del jazz italiano e mondiale quale è Enrico Rava.
Nelle prime edizioni del concorso i compositori si sono cimentati con il ricchissimo e variegato patrimonio della musica sarda ma ci siamo resi conto che il materiale a disposizione era tanto e diversificato allora abbiamo pensato di concentrarci ad ogni edizione su un tema specifico. Ad oggi abbiamo trattato Stabat Mater, Anninnia, Duru Duru, Gosos, Attitu, Ballu.
La scelta per questa edizione del “Canto a chitarra” è la conseguenza naturale di questo percorso di selezione tematica.

Ci spieghi velocemente come si può partecipare al concorso ’Scrivere in Jazz’?
Possono partecipare tutti i musicisti di qualsiasi estrazione artistica e provenienza geografica che scrivano una o più partiture per l’organico dell’Orchestra Jazz della Sardegna basate su composizioni originali, sulla musica tradizionale sarda o su arrangiamenti di un brano di Enrico Rava tra i sei a disposizione. La scadenza per consegnare gli elaborati è fissata per il 10 giugno.
Un’apposita commissione internazionale selezionerà le migliori partiture che saranno eseguite dal vivo dall’orchestra nel corso delle serate finali della manifestazione che si svolgerà a Sassari nel mese di Settembre. I vincitori riceveranno un premio in denaro ed un gettone di presenza verrà assegnato ad ogni compositore finalista presente alla manifestazione. Il montepremi è di 10.000 euro.
Tutto il materiale informativo può essere visionato e scaricato dal nostro sito www.abno.com.

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Quali sono state le più grandi soddisfazioni che ricordi associate al concorso?
Sceglierne alcune è molto difficile ma senza dubbio non possiamo dimenticare la prima edizione con la sorpresa delle tantissime partecipazioni provenienti da tutto il mondo, di cui tra l’altro molte autorevoli. Sentire suonare da un’orchestra jazz, o meglio suonare, un brano basato sulla musica tradizionale sarda scritto da un compositore non sardo: queste sono soddisfazioni!

Sogni nel cassetto?
Chi conosce questo lavoro sa benissimo che se dietro non c’è spirito di sacrificio non si arriva a nessun risultato. Avere dato vita ad un’orchestra jazz che ormai da decenni svolge un’attività stabile e creato alcuni appuntamenti fissi non è un’impresa facile, ma oltre all’appagamento personale vi è la consapevolezza di “dovere” offrire tutto questo. Siamo orgogliosi di avere creato dei punti di riferimento per il pubblico e soprattutto uno speciale senso  di appartenenza. Crediamo che il nostro entusiasmo abbia contagiato anche le istituzioni locali, infatti i rapporti sono stati sempre di dialogo e costruttivi. Il nostro più che un sogno è l’auspicio che i più giovani abbiano la stessa voglia di portare avanti questo progetto.