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“New Conversations – Vicenza Jazz 2025”, punto d’incontro tra espressioni artistiche trasversali

“New Conversations – Vicenza Jazz 2025”, punto d’incontro tra espressioni artistiche trasversali

20 giugno 2025

Per ribadire il concetto espresso sul palco anche dal suo direttore artistico Riccardo Brazzale, domandarsi al giorno d’oggi cosa possa essere il jazz risulterebbe un esercizio probabilmente stucchevole. La ragione identitaria di Vicenza è quella di voler raccogliere e presentare il meglio di quanto avviene nel contemporaneo, secondo declinazioni qualitative che possono raccogliere favori e consenso non solo da parte di una platea sempre più appassionata, ma anche di quegli addetti al lavori che hanno consapevolezza dell’elevato punto di incontro che questo festival realizza tra espressioni artistiche così trasversali nella loro omogeneità.

E così, anche nell’edizione lasciata alle spalle si è assistito a una proposta quanto mai varia e intrigante nelle diverse correnti affiorate (fra gli altri sono andati in scena Kronos Quartet, Al Di Meola, Shai Maestro, Nduduzo Makhathini, Marc Ribot, William Parker e Hamid Drake in un inedito incontro dedicato a Rosa Parks, con ospite l’attrice Celeste Dalla Porta), in un programma che ha presentato nelle sue giornate finali Franco D’Andrea, che continua ad approfondire la propria intelligente ricerca musicale con una personale rielaborazione di alcuni stili e figure storiche della musica afro-americana, fra cui un Thelonious Monk denso e corposo all’incrocio della reciproca deriva ellingtoniana, libera di scorrere nella sua ferrea sapienza.

A lui è seguito il rendez-vous fra il trio di Alessandro Lanzoni e Francesco Cafiso in un set fantasioso e ricco di idee, mentre il nuovo trio di Tigran Hamasyan non si è rivolto alla tradizione come era capitato di recente, ma piuttosto ha virato verso una musica estremamente ritmica, tratteggiata da lampi di improvvisazione e pedali un pò ossessivi, solleticando comunque l’entusiasmo degli spettatori presenti. Non c’è niente di blasfemo intendiamoci: la vitalità del jazz la si può ri-cercare non solo nelle sue antiche radici, ma anche vicino alle sue frontiere, come hanno fatto lo stesso Lanzoni con la voce di Flo nell’ormai consueto concerto di mezzanotte presso il cimitero maggiore, sorretto da una delicata tensione emotiva.

Gran finale con la prima italiana di “First Meeting”, un quartetto a tutte stelle che ha avuto come protagonisti Gonzalo Rubalcaba, Eric Harland, Larry Grenadier e Chris Potter. Proprio il sassofonista americano pare attualmente al meglio delle sue possibilità espressive, con una sonorità densa e un fraseggio molto articolato, che rimanda a un gusto calibrato e a un senso della sintesi perfettamente funzionale alle parti collettive, a cui ognuno dei musicisti coinvolti ha portato un contributo notevole, aggiornando un linguaggio consono alla misurata eleganza di Rubalcaba, che è ormai diventato un affascinante studioso di composizione, perfetto nel sigillare una ritmica completata da Harland e Grenadier, solida e propulsiva come poche altre. Il gruppo ha pubblicato nel contempo anche un album dove quello che colpisce è il “sound-play” che ne ha caratterizzato anche il concerto: non una mera sequenza di parti e assoli, ma piuttosto il ritmo narrativo di una musica libera e fluente nel respiro corale e lontano dalle insidie della routine.

La serata si è chiusa con una jam che ha coinvolto una buona rappresentanza di musicisti locali dedicata alla memoria di Matteo Quero, che con lo stesso Brazzale e Luca Trivellato ebbe l’idea di un festival che il prossimo anno festeggerà il suo trentennale: Matteo era un delizioso conversatore, agguerrito polemista, ma anche un coraggioso idealista con una dose suppletiva di generosità. Il suo spirito è rimasto fra noi per quella energia che guidava un’infaticabile mente creativa al servizio di una Vicenza presa quasi in contropiede dalle sue molteplici iniziative, in cui libertà e cultura sono sempre andate regolarmente a braccetto.

a cura di Vittorio Pio

INFO

www.vicenzajazz.org

 

 

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