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Nasce a Roma l’Archivio del Jazz, ideato e realizzato dal Saint Louis College of Music

Nasce a Roma l’Archivio del Jazz, ideato e realizzato dal Saint Louis College of Music

9 marzo 2022

Nasce a Roma l’Archivio del Jazz, un archivio digitale che racconta la storia del jazz italiano, dalla seconda metà del secolo scorso fino all’inizio del nuovo millennio, ideato e realizzato dal Saint Louis College of Music.

L’Archivio è stato creato grazie a un attento lavoro di ricerca, archiviazione e divulgazione di materiale bibliografico, audio, video e fotografico, affiancato da dettagliate schede informative, editoriali e testimonianze di autorevoli personalità del mondo del jazz italiano.

L’Archivio è consultabile online all’indirizzo www.slmc.it/archivio_jazz/archivio-del-jazz-a-roma, sul sito web del Saint Louis College of Music di Roma, prima scuola di musica in Italia ad interessarsi in maniera specifica al jazz e a rappresentare ancora oggi, a quarantacinque anni dalla sua fondazione, uno dei più importanti e prestigiosi Istituti musicali in Europa.

L’Archivio è consultabile anche tramite Jazz Up, l’app del Dipartimento di Jazz del Saint Louis, disponibile per piattaforme Ios e Android al link www.slmc.it/archivio_jazz/jazz-up.

Responsabile dell’Archivio è il critico musicale Paolo Marra, autore anche degli editoriali dell’Archivio, che ha dichiarato: «L’Archivio del Jazz a Roma è un progetto di cui questa città aveva fortemente bisogno per sottolineare la necessità di un recupero storico-documentaristico della memoria jazzistica, troppo spesso trascurata e che invece è necessario porre come fondamento imprescindibile del fermento artistico delle nuove generazioni di musicisti. Una memoria costellata di musicisti, storici jazz club, piccole e grandi etichette discografiche, produttori e talent scout, critici musicali e giornalisti, fondamentali incisioni, trasmissioni televisive e radiofoniche, grandi orchestre, incontri con il grande cinema italiano e infine impegno sociale e politico. Lungi dall’essere una galleria di ricordi cristallizzati, l’Archivio del Jazz si propone come mezzo conoscitivo e divulgativo, di apprendimento attivo di come e perché si è giunti all’attuale forma e condizione del jazz italiano, per ampliare la comprensione dell’evoluzione della sua spinta comunicativa avvenuta di pari passo con i cambiamenti culturali, mediatici e politici in seno alla struttura sociale contingente».

Diviso per decenni, dagli anni Cinquanta agli anni 2000, l’Archivio del Jazz si compone di diverse sezioni tematiche e di foto, filmati, materiale bibliografico, album, audio e articoli di riviste specializzate, giornali e quotidiani italiani e stranieri, a cui hanno contribuito autorevoli personalità del mondo del jazz italiano.

Ad affiancare ogni contributo sono presenti anche schede informative ed editoriali pubblicate a cadenza settimanale, per raccontare con uno sguardo attento le varie fasi di un lungo percorso dalle molteplici sfaccettature musicali e umane.

L’Archivio vuole così mettere a disposizione di qualunque tipologia di fruitore uno strumento informativo, di ricerca e approfondimento, coadiuvato da un costante lavoro di aggiornamento del materiale presente all’interno delle pagine, arricchite di volta in volta di spunti interessanti e affascinanti.

L’obiettivo non è solo quello di creare una visione d’insieme della scena jazzistica italiana, ma di coglierne lo spirito, legato a doppio filo alle varie fasi e vicende della storia del nostro Paese.

L’Archivio è costantemente alimentato dal materiale condiviso da contributori provenienti da ogni parte del mondo. Tra i primi ad inviare i propri contributi: Maurizio Giammarco, Enzo Pietropaoli, Enrico Pieranunzi, Furio Di Castri, Bruno Tommaso, Dino Piana, Franco Piana, Filippo Bianchi, Danilo Rea, Roberto Gatto, Stefano Mastruzzi, Umberto Fiorentino.

È possibile condividere il proprio materiale e contribuire così ad arricchire l’Archivio del Jazz, scrivendo ad archiviodeljazz@slmc.it.

Dal 1976 il Saint Louis College of Music, diretto a partire dal 1998 dal M° Stefano Mastruzzi, è fra le più importanti realtà didattiche musicali di eccellenza del nostro Paese, con oltre 1.800 allievi provenienti ogni anno da ogni parte del mondo, con un corpo docente stabile composto da 120 docenti di fama nazionale e internazionale e con un’offerta formativa fra le più ampie in Europa, con più di 360 diversi insegnamenti.

Il Saint Louis vanta quattro sedi nel cuore di Roma (nel Rione Monti, tra il Colosseo e Via Nazionale), ed è dotato di cinquanta aule multifunzione e di cinque studi di registrazione per la didattica e per le produzioni discografiche.

Il Saint Louis è la prima Istituzione privata di Alta Formazione Artistica Musicale in Italia autorizzata (con decreto del Ministro n. 144 del 1° agosto 2012 e n. 246 del 28 marzo 2013) a rilasciare diplomi accademici di I e II livello, in jazz, popular music, musica elettronica, regia, tecnico del suono e composizione, con lo stesso identico valore legale dei diplomi di Conservatorio, pertanto equivalenti a lauree di I e II livello (decreto n. 144 e decreto n. 246).

L’accreditamento è stato ottenuto dal Direttore M° Stefano Mastruzzi dopo un lungo processo di verifica da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sulle competenze e sulla qualità didattica e dell’offerta formativa di eccellenza riscontrata nel corso degli anni al Saint Louis.

Il Saint Louis è anche centro di produzione, agenzia artistica di management, etichetta discografica e promuove numerose attività di alto livello nell’ambito di tutti gli stili e linguaggi musicali, collaborando con i più importanti Conservatori, festival e rassegne in contesti nazionali e internazionali.

(testo a cura di Rosario Moreno)

INFO

www.slmc.it/archivio_jazz/archivio-del-jazz-a-roma

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