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Manitù Records<br/>Intervista a Massimo Garritano, Carlo Cimino e Alberto La Neve

Manitù Records
Intervista a Massimo Garritano, Carlo Cimino e Alberto La Neve

12 novembre 2018

Manitù Records è una etichetta discografica che ha all’attivo otto produzioni; è stata fondata da  Massimo Garritano, Carlo Cimino e Alberto La Neve, tre musicisti calabresi, che abbiamo intervistato.

Di Eugenio Mirti

Come nasce la vostra etichetta?
La Manitù Records nasce dalla nostra urgenza creativa, siamo tre musicisti calabresi attivi da anni ed il nostro territorio non offre molte possibilità a chi propone musica originale; la Manitù nasce dalla necessità di poter curare e produrre in modo autonomo la nostra musica.

Una breve storia delle produzioni.
Abbiamo all’attivo otto produzioni. La prima è stata la pubblicazione di un Live della Big Bounce Orchestra. Subito dopo due solo performance, entrambe ardite e raffinate ma molto diverse tra loro: Nemesi di Alberto La Neve e Present di Massimo Garritano. Il disco seguente è stato Fortuity di Fabrizio Scrivano, in cui si può ascoltare una formazione smagliante che mescola vecchie glorie e nuovi talenti del jazz calabrese. Agapornis è invece un duo basso/batteria con incursioni elettroniche, lavoro che sfora in territori rock, ambient e noise; più marcatamente elettronico è Me contro Io dei Numerical, finora l’unico disco pubblicato solo in formato digitale. Nel 2018 hanno visto la luce altri due “duo”, Lidenbrock di Alberto La Neve e Fabiana Dota, sassofono e voce in un viaggio quasi onirico ispirato a Jules Verne ed infine Talknoise… un vero pugno nello stomaco, ma di quelli che, in fondo, fanno bene all’anima.

Perché questo nome?
Manitù è il Grande Spirito, forse la stessa Madre Natura che è motore del reale, ma nel contempo non interviene e spesso tace senza giudicare. Crediamo sia un concetto molto affascinante, applicarlo nella nostra musica e nella nostra vita potrebbe farci bene.

Come scegliete i dischi da produrre?
I dischi devono superare il vaglio di tutti noi, vogliamo che il prodotto finale sia qualcosa di ampiamente condiviso, in cui credano nello stesso modo tutte le persone coinvolte. Abbiamo scelto di privilegiare la musica originale, di accogliere chi propone coraggiosamente le proprie idee musicali. Non ci poniamo limiti stilistici.

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Nell’era dello streaming perché aprire una etichetta discografica?
Lo streaming in realtà è una nuova risorsa, utile a “far girare” la musica. Chi può e vuole sostenerci trova facilmente il modo di farlo venendo ai nostri concerti, magari acquistando il disco in formato fisico o digitale. Non abbiamo brama di ricchezza e di potere, siamo musicisti, non consiglieri regionali.

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Siamo molto scaramantici. Non riveleremo nulla!

Qual è il vostro sogno nel cassetto?
Il sogno nel cassetto si legge a chiare lettere sulla home page del nostro sito (www.maniturecords.com), ed è il nostro manifesto:

“Noi abbiamo un sogno:
che il jazz possa far crescere intere famiglie e consentire di accendere mutui agevolati. Che le Edizioni Musicali possano portare guadagni a coloro che con il cuore puro compongono, incidono ed eseguono la propria musica.

Noi abbiamo un sogno:
che scompaiano per sempre le differenze di classe tra i musicisti, che il pianista be-bop rispetti il sassofonista di free jazz come un suo simile, senza guardare a lui come ad un errore della natura e, allo stesso tempo, il contrabbassista free sieda gomito a gomito con il chitarrista fingerpicking senza sentirsi distante da lui”.