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Man Made Object</br> Intervista ai GoGo Penguin
Photo Credit To Leonardo Schiavone

Man Made Object
Intervista ai GoGo Penguin

25 maggio 2017

Abbiamo intervistato i GoGo Penguin di passaggio a Torino per il Festival Jazz:Re:Found;  il trio inglese è stato protagonista di un’ottima performance multimediale particolarmente apprezzata dal numeroso pubblico.

Di Ivano Rossato; organizzazione logistica di Angela Candreva e Viviana Bianchi.

Avete iniziato questo progetto musicale solo pochi anni fa; adesso pubblicate per la Blue Note, una delle etichette discografiche più prestigiose del mondo, e state riscuotendo un grande successo ovunque: come vivete questa esperienza?
Chris Illingworth / Penso che sia incredibile e abbastanza sorprendente come le cose si siano evolute velocemente, in particolare negli ultimi due anni. Abbiamo potuto suonare in molti paesi dove non eravamo mai stati prima e dove abbiamo scoperto di avere un pubblico molto vasto.

Come lavorate alle composizioni?
Chris Illingworth /  Il processo cambia ogni volta. Si tratta sempre di un lavoro di gruppo, un modus operandi condiviso. Ognuno porta le proprie idee e la propria personalità: a volte c’è già uno spunto molto forte, altre invece viene completamente cambiato; in certi casi il risultato piace a tutti e tre molto rapidamente, in altri si lavora su un brano molto a lungo…

Avete anche composto musica per un balletto e per un documentario, ripeterete questo tipo di esperienza?
Chris Illingworth / Si tratta di lavori molto interessanti perché limitano la libertà compositiva, obbligandoci a cambiare modo di pensare:  questo cambiamento di approccio fa molto bene, specie dopo un lungo periodo passato in tour.

Dalle vostre composizioni si percepisce che siete influenzati da molti generi che poi rielaborate in una vostra sintesi personale: non jazz in senso stretto ma più “un’attitudine jazz”.
Rob Turner / Siamo stati influenzati anche dal jazz classico, e lo abbiamo ovviamente studiato a lungo, ma c’è molto altro. Non mi è chiaro come mai si dia ancora così importanza al concetto di “genere”.

Siete noti per avere un sound elettronico realizzato con strumenti acustici: qual è il vostro approccio alla tecnologia?
Chris Illingworth / La usiamo moltissimo per scrivere; comporre con strumenti differenti dal proprio creando dei progetti, ad esempio con Logic, porta a pensare e ad approcciarsi alla composizione in maniera completamente differente.

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