
Sono da sempre appassionatissimo di chitarra e dall’età di sedici anni avido raccoglitore di dischi e libri sul tema. Avendo avuto una solida formazione in ambito rock, ho poi passato molto tempo a ripercorrere i sentieri della chitarra jazz, da Eddie Lang a Pat Martino, da Charlie Christian a John McLaughlin. Piano piano ho scoperto e assimilato tutti i grandi e meno grandi stilisti dello strumento, con magnum gaudio personale (e meno magnum per i miei familiari!).
Immaginate la mia sorpresa quando pochi anni fa scoprii di aver totalmente ignorato uno dei più grandi chitarristi (jazz e non) di tutti i tempi, Lenny Breau. Autentica leggenda sotterranea, il nostro suonava professionalmente country già dall’età di dodici anni; a suo agio in jazz, country, flamenco, folk, musica classica e musica indiana, il suo peculiare stile fingerstyle gli permetteva di eseguire contemporaneamente accordi, linee di bassi e melodie. Amico di Chet Atkins (che gli fece firmare il primo contratto per la RCA), animatore delle leggendarie jam al Donte’s Jazz CLub di Los Angeles insieme a Tal Farlow, ebbe una travagliata carriera che quando stava finalmente per dargli il meritato successo si interruppe per la morte (per strangolamento, un mistero ancora irrisolto) a soli 43 anni nel 1984.
Per i più curiosi il documentario “The Genius Of Lenny Breau” è un must imperdibile:
Insieme a Tal Farlow:
Giovanissimo, con la chitarra classica:
Insieme a Chet Atkins:
Buona settimana!