Ultime News
La grande varietà di atmosfere del Bergamo Jazz Festival 2024
Photo Credit To Luciano Rossetti

La grande varietà di atmosfere del Bergamo Jazz Festival 2024

8 aprile 2024

Nell’ultima giornata del Bergamo Jazz Festival, secondo la volontà del nuovo direttore artistico Joe Lovano, si è assistito a una gran varietà di atmosfere, che non ha affatto disorientato la sempre affezionata platea di spettatori.

Il pomeriggio è stato aperto nella splendida Sala Piatti dal quartetto francese di Federica Michisanti, con l’annunciata variazione di Salvatore Maiore in luogo di Vincent Courtois, una formazione che ha sfoggiato modernismi accattivanti, con riff e pedali efficaci al servizio di composizioni funzionali alla notevole drammaturgia musicale ascrivibile alla contrabbassista romana.

Federica Michisanti – Photo Credit To Giorgia Corti

Ci si è trasferiti poi al Teatro Sociale con la timbrica variegata e gigionesca, per quanto frizzante, della violoncellista e cantante Ana Carla Maza, giovane figlia d’arte che ha rovistato a fondo nel repertorio della più gioiosa musica latino-americana, capace di assumere modulazioni timbriche molto varie e abbastanza fuori dalle secche folkloristiche, unite a un efficace impianto narrativo.

Ana Carla Maza – Photo Credit To Giorgia Corti

A sera, presso il Teatro Donizetti, dapprima un palpitante solo di Abdullah Ibrahim e poi un quartetto con musicisti che raramente arrivano dalle nostre parti. Il Maestro africano è ancora capace di emozionare con le sue libere improvvisazioni su alcuni temi tradizionali del suo vasto patrimonio culturale, specie nella suite finale, in cui la melodia di base spariva e riaffiorava in maniera circolare e suggestiva.

Ha chiuso il “Modern Standards Supergroup”, un quartetto di cui facevano parte il veterano Ernie Watts al sax insieme a Niels Lan Doky, pianista a cui molti anni fa la Blue Note aveva predetto tutt’altra carriera, Felix Pastorius, rampollo dal destino troppo ingombrante, che chiudeva la ritmica insieme all’efficacissimo batterista di lungo corso Harvey Mason. Il gruppo si è mosso bene e con grande padronanza ritmica, in cui si sono ben evidenziate la fantasia nelle soluzioni armoniche da parte di Watts e la limpidezza di tocco in Lan Doky. L’impareggiabile drive di Mason e la compostezza di Pastorius, che ha evidenziato un ragguardevole senso dello spazio, hanno sigillato un concerto di mestiere e qualità.

Modern Standards Supergroup – Photo Credit To Luciano Rossetti

(testo a cura di Vittorio Pio)

INFO

www.teatrodonizetti.it

 

Abbonati a Jazzit a soli 29 euro cliccando qui!