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La Cooperativa Artistica Zenart al NAMM Show

La Cooperativa Artistica Zenart al NAMM Show

24 marzo 2020

Il NAMM Show è una delle più importanti fiere al mondo dedicate ai prodotti musicali. Nata nel 1901 si tiene nel mese di gennaio ad Anaheim in California, presso l’Anaheim Convention Center. La Cooperativa artistica Zenart, presente anche quest’anno a questo importantissimo appuntamento per appassionati e operatori del settore, ha realizzato per Jazzit un interessantissimo reportage per far scoprire ai nostri lettori il prestigioso evento.

di Alessandro Travi

Cos’è il NAMM?

In tanti me lo chiedono, e sinceramente non è facile rispondere, se non ci si è stati almeno una volta.

L’evento si svolge a Los Angeles, esattamente nella contea di Orange, città di Anaheim – famosa tra le altre cose per la presenza del primo parco Disneyland della storia – quindi potete tranquillamente immaginare quanto l’ambiente possa essere allegro e curato.

 

Il Convention Centre di Anaheim è situato tra due celebri hotel, il Marriott e l’Hilton, entrambi protagonisti della fiera in quanto centri di concerti e conferenze, nonché di grandi stand di case produttrici di strumenti musicali, tra cui la Yamaha, la quale affitta l’intero piano terra e conference centre dell’Hotel Marriott per allestire il proprio settore.

Entrando alla fiera per la prima volta, ci si ritrova decisamente spaesati, in quanto, nonostante le indicazioni sulla cartina siano molto precise, si fa davvero fatica ad orientarsi e a capirci qualcosa; in particolare per riuscire a vedere tutto ci si deve organizzare aiutandosi con delle mappe e grazie a un’app da installare sul telefono. Così, adottando questi piccoli trucchetti, si riescono a trovare più facilmente gli stand e le case produttrici che interessano maggiormente.

Il Convention Centre ha il piano principale comprendente più di sette comparti, tutti siti al piano terra, da cui si può poi accedere al piano inferiore, e poi al primo, secondo e terzo piano. Tutti questi settori sono dedicati a strumenti musicali di qualsiasi tipo: dalle batterie alle chitarre, dai bassi agli strumenti a fiato. E poi a tutto ciò che riguarda la parte amplificatori e software, con interi stand dedicati a programmi musicali come Pro Tools, Cubase, etc., per passare poi ai Plug in.

 

Al NAMM vengono continuamente presentati nuovi e straordinari prodotti e strumenti musicali, i quali sono illustrati dai beta tester delle case produttrici; si ha così la possibilità non solo di ammirare le novità di strumenti Plug In, ma anche di ascoltare la presentazione da parte dei creatori stessi. Per gli strumenti avviene la medesima cosa: le case di produzione come Zildjian, Remo, Ibanez, Gibson, etc. presentano i loro nuovi prodotti e in più danno la possibilità di provarli personalmente in loco.

 

La parte “ludica” dell’andare al NAMM è data dallo stare sempre con le antenne dritte, in quanto si possono fare incontri davvero unici, avendo anche l’occasione di incrociare in giro per gli stand alcuni “big” del mondo dello spettacolo, che è molto facile veder passare tra migliaia di persone.

A volte alcune case di produzione programmano inoltre i set di autografi, come quella volta in cui, in occasione della presentazione Remo, c’erano uno accanto all’altro rispettivamente Alex Acuna, Peter Erskine e Omar Hakim: praticamente le tre generazioni di batteria dei Weather Report erano lì a disposizione di tutti.

In genere ad esempio la Ernie Ball ha a disposizione uno stand molto ampio, dove organizza la sessione autografi con tutti i chitarristi e bassisti più noti: lì sono di casa Steve Lukather, Steve Morse, Steve Vai, John Petrucci, Tony Levin, etc.

A tal riguardo, ricordo di aver vissuto un’esperienza davvero incredibile la prima volta che misi piede al NAMM nel 2009 insieme al mio socio e amico Luca Lisi. In quell’occasione incontrammo George Benson mentre stava partecipando alla sessione di firma autografi allo stand della Gibson: e fu un’emozione davvero unica per noi ritrovarcelo lì, a pochi metri. Il caso volle che in quel preciso momento partì proprio la sua canzone This Masquerade, e io gli dissi: “Sai quante volte ho suonato questo brano?”.

Lui firmò l’autografo con un sorriso, ed esattamente dieci anni dopo, nel 2019 ebbi l’occasione di lavorarci insieme in occasione dell’Arona Music Festival, organizzato da Zenart. Chi lo avrebbe mai detto?!

Oppure ricordo quella volta in cui, al NAMM di due anni fa, nel 2018, Steve Gadd – con cui Zenart stava già collaborando – era impegnato a firmare autografi con la Yamaha. C’erano talmente tante persone accorse lì per vederlo e salutarlo che io e i miei colleghi dovemmo dare una mano a gestire la “sicurezza” dell’evento. Quando al NAMM arrivano star di tale calibro può succedere anche questo!

Vorrei inoltre citare la famosa azienda italiana Mark Bass, in quanto negli ultimi anni è riuscita ad ampliare così tanto il proprio stand, da diventare una tappa fondamentale dell’evento. La Mark Bass organizza già dal primo giorno della manifestazione i diversi incontri con i suoi innumerevoli artisti, e tutte le volte che si passa davanti al suo stand si fa quasi fatica ad avvicinarsi, tanto è grande l’affollamento di persone. Tutto questo è stato possibile grazie al suo fondatore Marco De Virgiliis e al suo straordinario staff, i quali sono una parte cardine della fiera, un vero orgoglio italiano!

Il NAMM apre il giovedì alle 10.00 e chiude la domenica alle 18.00, ma i giorni più importanti e frequentati sono il venerdì e il sabato: in quelle due giornate è davvero difficile seguire tutti gli eventi, e si arriva alla sera stremati. Quest’anno per curiosità ho portato con me il contapassi, che ha segnato 13 km di camminate al giorno!

Il venerdì sera alle 18.00 c’è il mega concerto della Yahama, che si svolge fuori dal padiglione principale, è gratuito, e quindi bisogna arrivare almeno un’ora prima se si vuole vedere qualcosa, in quanto la moda genovese “belin è gratis” ha ormai contagiato il mondo intero e si fa veramente fatica ad avvicinarsi al palcoscenico.

Nell’edizione del 2012 riuscii ad entrare al concerto della Yahama grazie a un invito dei musicisti della Elton John Band, che mi procurarono un biglietto pressoché introvabile in quanto all’epoca non c’erano concerti ad ingresso libero e si poteva accedervi solo tramite invito. Quella sera lo spettacolo venne aperto dagli Earth Wind & Fire, seguiti da Michael McDonald, David Foster, Toto e poi chiuse il concerto Elton John, con settanta elementi d’orchestra.

Sul palco di questa edizione del NAMM è salita invece una super band con Nathan East al basso e Greg Phillinganes come pianista e direttore musicale. In questa occasione si sono alternati molti artisti, tra i quali Kenny Loggins, che ha intonato la sua mitica Footloose. La sorpresa finale sono stati poi gli Earth Wind & Fire.

Come sottolineavo prima, al NAMM è decisamente facile incontrare star tra il pubblico: sono di casa infatti artisti come George Benson, Herbie Hancock, Alan Parson e Stevie Wonder, che arriva sempre assolutamente “blindato”, protetto da mascheramenti o da bodyguard, e diventa così molto difficile incontrarlo…

Com’è noto negli ultimi anni la musica jazz si è trasferita a Los Angeles, ovviamente la capitale americana rimane ancora New York, ma molti artisti ormai sono di base sulla West Coast. Così, durante le giornate di fiera, è possibile incontrare tantissimi musicisti, vederli suonare e perché no, prendere parte a qualche jam session.

La sera, dopo la chiusura degli stand del NAMM, nei locali jazz di Los Angeles è molto facile partecipare ad innumerevoli jam aperte ai musicisti ed è possibile assistere a bellissimi concerti. Cito in particolare due locali simbolo della città: il The Baked Potato e il Catalina Jazz Club, entrambi ad Hollywood. Una notizia importante per chi vuole andare a Los Angeles: lì è praticamente impossibile muoversi senza auto! Ad esempio dal NAMM al Baked Potato la distanza è di 130 km tra andata e ritorno, quindi organizzatevi di conseguenza per non farvi trovare impreparati!

Che altro posso dirvi? Almeno una volta nella vita è decisamente bello e interessante partecipare al NAMM Show: per me e per la mia società – Zenart Cooperativa artistica – è stato un luogo di incontro fondamentale con diversi artisti insieme ai quali adesso lavoriamo! Senza il NAMM possiamo sicuramente dire che non saremmo mai diventati quelli che siamo oggi.