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Roberto Masotti
Keith Jarrett
Un ritratto
Arcana Edizioni, 2015

Si può raccontare un musicista soltanto attraverso le immagini? Secondo Roberto Masotti, sì: ed è proprio questo il progetto di questo libro fotografico, che attinge al suo vastissimo archivio fotografico. Oltre un centinaio di immagini, che coprono un arco di quattro decenni, dal giovanissimo e capelluto Jarrett fotografato a Bergamo nei primi anni Settanta, fino al Jarrett batterista che ci saluta in una delle ultimissime foto, scattata a Ravenna nel 2010. L’ordine delle foto è grosso modo cronologico, ma Masotti evita saggiamenti di tracciare una cronistoria di Jarrett, preferendo invece operare sulla varietà e sugli improvvisi scarti percettivi: così, si alternano foto in concerto e foto in posa, primi piani e campi lunghi, momenti di concentrazione durante un’esecuzione particolarmente focosa e sorrisi rilassati durante una pausa o un soundcheck. Vediamo Jarrett con lo Standard Trio, con Miles Davis, con Manfred Eicher, con il quartetto americano, con quello europeo, persino con un’anonima signora che lo affianca in una serie di giocosi scatti. Lo vediamo al pianoforte, al sassofono, alle percussioni, ma anche a spasso per Perugia o per Zurigo. Vediamo anche ciò che normalmente non si vede: i provini, i negativi, le fotografie che normalmente vengono scartate, e che invece qui assumono il loro posto nella sequenza narrativa. Alla fine, ci sembra davvero di aver potuto gettare un’occhio indiscreto sul Jarrett privato e sul dietro-le-quinte del suo processo creativo. Conclude il volume un breve scritto di Masotti, che rievoca il suo incontro con Keith Jarrett e il suo lungo rapporto con l’artista.

di Sergio Pasquandrea