Ultime News

Joe Debono Quintet
Acquapazza
Anaglyphos Records, 2021

Joe Debono Quintet<br/>Acquapazza<br/>Anaglyphos Records, 2021

31 maggio 2021

Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in copia fisica “Acquapazza”, il nuovo disco firmato dal Joe Debono Quintet, con Joe Debono al pianoforte, Dino Rubino alla tromba e flicorno, Rino Cirinnà al sax tenore, Nello Toscano al contrabbasso e Paolo Vicari alla batteria.

Foto di Joe Smith

Prodotto dall’etichetta discografica Anaglyphos Records e supportato da Malta Arts Fund – Arts Council Malta, il cd è composto da nove brani originali firmati dal vulcanico pianista, ad eccezione di Innu Lil San Guzepp, scritto da Carlo Diacono.

“Acquapazza” è un album che mescola diversi generi musicali dal jazz al blues, dal gospel al rock, con una rilevante componente mediterranea, evidente in tutte le composizioni e nell’interpretazione dei cinque musicisti.

Il pianista e compositore maltese Joe Debono ha dichiarato: «Questo progetto nasce con l’intento di documentare una collaborazione che dura da cinque anni. Grazie al Malta Jazz Festival, che mi ha permesso di suonare con diversi musicisti affermati, fra cui Rino Cirinnà, Stjepko Gut, Roberto Occhipinti e Marcello Pellitteri, nell’edizione del 2016 si è creata una bella e solida amicizia con Rino, che è sfociata nella formazione di questo quintetto. Nel 2018 sono stato invitato al Ragusa Ibla Jazz Festival, e quando nel 2019 mi è stato chiesto di fare un tour a Palermo, Siracusa e Catania, ho discusso con Rino sulla possibilità di formare un quintetto con musicisti siciliani con cui avremmo suonato le mie composizioni, e lui ha subito detto di sì. In una settimana i membri della band sono diventati stabili. Rino ha subito pensato di coinvolgere Dino Rubino, che non ha bisogno di presentazioni, perché è uno dei più grandi musicisti italiani ed europei, Nello Toscano, memoria storica del jazz siciliano con un background immenso e conoscenza di questa disciplina musicale, e Paolo Vicari, un giovanissimo talento, ma già con molta esperienza alle spalle e collaborazioni di alto livello maturate nel corso della sua carriera. Le intense esperienze che ho vissuto con questi ragazzi hanno consolidato la mia identità di musicista e compositore jazz. Ci si potrebbe chiedere, come mai la Sicilia? Nei miei anni formativi mettevo in discussione la validità della presenza del jazz a Malta. Pensavo che vivere così lontano geograficamente e culturalmente dalle rinomate capitali jazzistiche mi negasse il diritto di continuare a praticare questo linguaggio, tanto da farlo diventare mio. Indipendentemente da questo, il fatto che dubbi del genere non sono rari nel mondo dell’arte, e forte del pensiero secondo cui il jazz, sebbene sia musica americana, sia diventato legittimamente appannaggio del mondo intero, mi ha spinto ad andare avanti. Ma c’è di più: lunghe conversazioni con Rino Cirinnà su questo genere musicale hanno dato luce al segno ineffabile che i musicisti di discendenza italiana hanno lasciato nella storia del jazz».

Foto di Joe Smith

 

Abbonati a Jazzit con soli 29 euro cliccando qui!