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JAZZIT 78

settembre/ottobre 2014

COVER STORY

MASSIMO URBANI
HEY MAN

di Luciano Vanni

La storia di copertina è dedicata al sassofonista Massimo Urbani nel ventennale della sua scomparsa. Massimo è stato un musicista fin troppo importante per essere dimenticato. Vittima del suo stesso talento e della sua fragilità emotiva (se ne va per sempre alla sola età di trentasei anni, il 24 giugno 1993), vive un rapporto carnale e viscerale con il jazz e sembra non poterne fare a meno. Ecco dunque il desiderio di ripercorrere la vita di questo ragazzo dolce, buono e fin troppo ben disposto nei confronti dell’altro, dalle prime esperienze musicali (prima al clarinetto e poi al contralto) alla consacrazione nazionale e internazionale, seguendo quella strada che lo ha condotto dalla musica d’avanguardia e dal free jazz tout court a un personalissimo modern mainstream. Go Max go.

INTERVISTE

Craig Taborn / Rosario Giuliani / Matteo Bortone / Fabrizio Bosso & Luciano Biondini / Michel Camilo / Francesco Cataldo / Serena Fortebraccio / Bill Frisell / Mauro Schiavone / Marco Valeri

FOCUS

Barry Altschul / Francesco Bearzatti Tinissima 4et / Mario Bellavista New York Quintet / Gerald Clayton / Gabriele Coen Jewish Experience / Henrik Gunde 3 / Dieter Ilg / Masson-Pianca-Maniscalco / Florian Ross

RUBRICHE

Records / Books

DVD ALLEGATO

Amato Bros
Quando il jazz nasce in Sicilia

Per la prima volta alleghiamo alla nostra rivista un film, un’opera prima del regista Giuseppe Di Bernardo dal titolo Amato Bros – Quando il jazz nasce in Sicilia. Si tratta di un documentario di grande interesse che racconta una meravigliosa storia del jazz italiano, quella dell’Amato Jazz Trio.

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