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JAZZIT 55

novembre/dicembre 2009

COVER STORY

JOHN ZORN
LE ALCHIMIE DI UN ARCANO OUTSIDER

di Gianni Morelenbaum Gualberto, Enzo Pavoni, Gabriele Coen, Isotta Toso

La caleidoscopica e frastagliata galassia zorniana necessiterebbe di un ampio volume per ciascuno degli innumerevoli “argomenti stilistici” affrontati. In circa tre decenni, non si contano i progetti di cui John Zorn, oggi quasi cinquantasettenne, è autorevole attore e promotore. Esperimenti. Improvvisazioni (o composizioni istantanee?). Laboratori. Ricerche. Tentativi azzardati e multidirezionali. Connubi prototipici – solo all’apparenza improbabili – con le più svariate forme d’arte (contemporanea e non), dal cinema alle relative soundtrack, dal jazz alla pittura, dal teatro al rock, dal punk all’hard-core, dall’elettronica alla poesia e alla letteratura, dagli stratificati umori yiddish (inclusa la raffinata ironia) alle frammentazioni “taglia e cuci” (metodologia, quest’ultima, che fa storcere il naso ai soliti ortodossi del jazz). Tale approccio, aperto a ogni genere di lessico, dà il La a sincretismi non di rado inusuali e imprevedibili, a evolute commistioni in bilico tra l’imponderabile e lo scritto, in un perenne tourbillon dove rigide architetture e situazioni aleatorie procedono ora in simbiosi, ora giocano a rimpiattino, scambiandosi continuamente il testimone, assumendo a turno un ruolo centrale.

STORIE

Roy Hargrove / Itinera Records / Mal Waldron / Auditorium Parco della Musica di Roma

INTERVISTE

Fabrizio Sferra / Maurizio Brunod / Max Ionata & Daniele Scannapieco “Tenor Legacy” / Giuliana Soscia & Pino Jodice / Miroslav Vitous / Giovanni Mazzarino / Maurizio Rolli

RUBRICHE

Jammin’ – Jazz News (di Chiara Giordano) / Shadows (di Giorgio Merighi) / Storie di Standard (di Luca Bragalini) / Jazz Anatomy (Di Roberto Spadoni) / Records / Oldies but Goodies / Sounds Good (di Pierluigi Sandonnini) / Dispense didattiche di Siena Jazz (di Tomaso Lama)

CD ALLEGATO

Jelly Roll Morton
Hot Piano

Oltre che un grande direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore, Morton è stato un eccezionale pianista, non solo per la sua opera di “jazzificazione” del ragtime, ma anche per il suo basilare contributo fornito alla genesi del moderno pianismo jazz.

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