Ultime News

Jazz in vigna, la stagione estiva organizzata dal Monk Jazz Club di Catania

Jazz in vigna, la stagione estiva organizzata dal Monk Jazz Club di Catania

“Jazz in vigna 2023” è una rassegna estiva ospitata dalla Tenuta San Michele di Santa Venerina (CT), in zona etnea, organizzata dal Monk Jazz Club di Catania, che può vantare un prestigioso cartellone di eventi musicali, con protagonisti alcuni dei più importanti musicisti del panorama jazz italiano.

Il pianista e trombettista Dino Rubino, direttore artistico del club ha dichiarato: «La stagione estiva per noi è fondamentale perché il Monk è un posto piccolo per cui abbiamo sempre tante richieste che non riusciamo ad accogliere. Jazz in vigna, inoltre, permette al Monk di avere un pubblico esteso. La Tenuta San Michele di Santa Venerina è un posto bello e capiente, e permette di ospitare un pubblico di quattrocento persone».

Si parte venerdì 16 giugno con un concerto in prima assoluta per l’inedita formazione che vede il trio del trombettista Paolo Fresu, con Dino Rubino al pianoforte e Marco Bardoscia al contrabbasso, confrontarsi con un big della canzone d’autore, ovvero Luca Barbarossa, negli ultimi anni seguitissimo anche come conduttore radiofonico con il suo programma Radio 2 Social Club. «È stata proprio un’idea di Luca – racconta Rubino -. Tempo fa era venuto all’Auditorium di Roma ad ascoltarci in “Tempo di Chet”, il nostro omaggio a Chet Baker, e dopo il concerto ci disse che gli sarebbe piaciuto realizzare un progetto con noi. Quella sera certamente spazieremo tra cose nostre, cose sue, standard e cover di canzoni d’autore. Luca ha poi scritto un testo, in italiano, sul mio brano The silence of your heart, inserito nell’album “Tempo di Chet”, brano che gli è piaciuto molto, e questa versione cantata sarà eseguita per la prima volta il 16 giugno».

La rassegna prosegue il 23 giugno con Nerovivo, il trio della batterista e cantante lombarda Evita Polidoro, condiviso con i chitarristi Nicolò Faraglia e Davide Strangi. Dino Rubino ha dichiarato in merito: «Evita è un talento pazzesco, ha al suo attivo collaborazioni con nomi del calibro di Dee Dee Bridgewater ed Enrico Rava. Io l’ho ascoltata la prima volta lo scorso anno al Time in Jazz, il festival che Paolo Fresu organizza in Sardegna nella sua Berchidda, e siamo rimasti stregati. Paolo l’ha voluta nella sua etichetta, io nel nostro festival estivo di Santa Venerina».

Per il Jazz in vigna 2023, quest’anno il Monk ha avviato una collaborazione con il Conservatorio Bellini di Catania e due formazioni di allievi avranno così l’opportunità di suonare durante la rassegna. Si comincia il 30 giugno con lo Spam Jazz Trio, formato da Francesco Cerra alla chitarra, Tony Pinzon al basso elettrico e Francesco Spina alla batteria, evento di apertura alla serata dedicata a Carmelo Venuto, dai più conosciuto come bassista ma qui in veste di chitarrista, che presenterà in prima nazionale l’album “Orizzonte”, che uscirà in estate, progetto condiviso, sia in studio che dal vivo, con Rosario Di Leo al pianoforte, Peppe Tringali alla batteria e Riccardo Grosso al contrabbasso.

Il 21 luglio la cantante Virginia Gangemi, con il chitarrista Vittorio Carini, il contrabbassista Alessio Tirrò e il batterista Alfio Liberto, apriranno la serata che vedrà come protagonista il sassofonista romano Stefano Di Battista, in quartetto con Andrea Rea al pianoforte, Carmelo Venuto al contrabbasso e Peppe Tringali alla batteria. Dino Rubino sostiene: «Stefano è un amico da tanti anni. E si è dichiarato sin da subito un fan del nostro socio Giuseppe Asero, sassofonista anch’egli».

Il 7 luglio musica e immagini andranno di pari passo con il concerto del contrabbassista Nello Toscano (tra i soci del Monk), che presenterà il disco “Inside”, e lo farà in quartetto con Alessandro Presti alla tromba, Seby Burgio al pianoforte e Peppe Tringali alla batteria, i musicisti che hanno suonato con lui nell’album. Alle spalle della band saranno proiettati i video realizzati per l’album dal regista Nello Calabrò. Nello Toscano ha raccontato: «In parte suoneremo brani nuovi e in parte riprendiamo “Inside”, disco nato durante la pandemia in cui, oltre al contrabbasso, suono anche un’elettronica discreta. Nello Calabrò ha creato una sorta di film sui cinque brani iniziali dell’album, perché sono sempre più convinto che la musica ormai sia anche da guardare. È da qui che mi è venuta l’idea del “Monk Film Festival”».

Il live del quartetto di Nello Toscano, infatti, darà il la alla prima edizione del “Monk Film Festival”, in calendario il giorno dopo, l’8 luglio. Il festival, dedicato al rapporto tra musica e immagini, è rivolto ai cineasti che vogliono creare immagini su musiche preesistenti. I cineasti iscritti dovranno “comporre” le immagini per accompagnare uno dei dieci brani musicali proposti dal festival, e il vincitore della prima edizione sarà decretato da una giuria composta da esperti del settore e riceverà un premio in denaro di 1.000 euro.

Il 14 luglio torna la Monk Jazz Orchestra, che aveva debuttato lo scorso anno, diretta come sempre da Giuseppe Privitera, musicista, didatta e ricercatore, anch’egli tra i soci del Monk. Privitera ha affermato: «Il progetto nasce dal desiderio di coniugare suoni appartenenti alla musica popolare con il patrimonio jazzistico dell’Isola, sfruttando le sonorità degli strumenti etnici/tradizionali attraverso la creazione di nuove composizioni originali e arrangiamenti composti da musicisti di provata esperienza nell’ambito del jazz, come Nello Toscano, Dino Rubino e Alessandro Presti».

Jazz in vigna 2023 si chiuderà il 28 luglio con un’altra prima nazionale, l’incontro del cantautore Mario Venuti con Dino Rubino al pianoforte e flicorno e Peppe Tringali alle percussioni. «Non sarà un vero concerto jazz – annuncia Rubino -, certamente l’anima pop di Venuti si unirà alla nostra anima jazz, e non mancherà la musica brasiliana, da Mario molto amata».

INFO

www.monkjazzclub.it