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Jazz a Milano – Concerti, dischi, radio, interviste
Intervista a Giuseppe Ferdico

Jazz a Milano – Concerti, dischi, radio, interviste</br>Intervista a Giuseppe Ferdico

 8 marzo 2018

Di recente pubblicazione il libro “Jazz a Milano – Concerti, dischi, radio, interviste” (Pegasus Edition, 2017) getta uno sguardo informale (e mediato dai ricordi) sulla scena jazz del capoluogo lombardo dagli anni Settanta ad oggi, raccontata dall’inconsueta prospettiva di un appassionato militante qual è Giuseppe Ferdico, milanese doc. Gli abbiamo chiesto di parlarcene.

Di Antonino Di Vita

Chi è Giuseppe Ferdico?
Un appassionato di jazz dal lontano 1975. Una passione sincera, che nel 1985 mi ha portato addirittura a partecipare, e a vincere per tre settimane consecutive, alla trasmissione televisiva “Loretta Goggi in Quiz” in onda su Rai 1, alla quale mi ero presentato con diverse materie tra cui la biografia di Louis Armstrong. In seguito ho collaborato per qualche tempo con alcune radio milanesi quali Radio Studio Milano e Radio Classica nell’ambito di programmi legati al jazz. Sono anche stato iscritto all’associazione Amici del Jazz di Milano e ad Europa Radio Jazz, un’emittente che era un vero e proprio punto di riferimento per gli tutti appassionati di Milano e dintorni e dai cui studi sono passati tutti i più grandi jazzisti italiani (e non solo italiani). Tra le altre cose collaboro saltuariamente con il sito Jazz Convention, proponendo interviste e recensioni di concerti, e mi occupo dell’organizzazione di eventi musicali per il Circolo Culturale Ricreativo “Paolo Bentivoglio” di Milano. Diciamo che sono un appassionato militante!

Come è nata l’idea di questo libro?
Dalla necessità di colmare un vuoto circa la storia del jazz a Milano dagli anni Settanta ad oggi. Questo volume, ricco di aneddoti e curiosità inedite, ripercorre alcune tappe di una realtà vivida e longeva come quella milanese, tra ricordi personali e testimonianze dei protagonisti di quel fermento jazzistico che ha visto transitare nel capoluogo lombardo anche molte star internazionali. Un modo per conservare la memoria di quegli eventi e permettere alle nuove generazioni di conoscere una scena jazz che, per ovvi motivi anagrafici, non hanno vissuto e che invece, molti miei coetanei, ripercorreranno sull’onda dei ricordi. Il tutto, naturalmente, visto dall’ottica inconsueta di un appassionato quale io sono.

Il libro attinge al tuo vissuto personale?
Ho avuto la fortuna di vivere uno dei periodi più stimolanti della scena jazz milanese, frequentando i locali storici del jazz (alcuni dei quali purtroppo ormai dimenticati) come il Derby Club, il Santa Tecla, la Ca’ Bianca, il Capolinea, la Taverna Messicana e assistendo a concerti memorabili come quelli di Chet Baker al Capolinea, di Charles Mingus al Vigorelli, di Ella Fitzgerald al Palatrussardi, di Lee Konitz e Franco D’Andrea al Graffiti di Sesto San Giovanni (MI) e di molti altri artisti di caratura internazionale che in quegli anni transitavano spesso in Italia. Tutti questi ricordi e queste esperienze personali sono poi convogliate in “Jazz a Milano – Concerti, dischi, radio, interviste” (Pegasus Edition, 2017), dando così vita a questo “diario di bordo” di un vissuto che è divenuto memoria storica.

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Quali sono gli argomenti trattati?
Si va dalle recensioni dei concerti sopracitati a una discografia consigliata, da una panoramica sulle radio e i programmi dedicati al jazz (con particolare riferimento alla storia di Europa Radio) alle interviste a musicisti e non solo, come ad esempio quelle al pianista e direttore d’orchestra Enrico Intra, al cantante Ray Martino e a Franca De Filippi, la figlia dell’armonicista e chitarrista Bruno De Filippi. Non vorrei però entrare troppo nei dettagli per lasciare al lettore la curiosità di scoprire pagina dopo pagina i contenuti del libro, tra aneddoti, flashback, qualche dato storico e riflessioni personali attraverso le quali ho cercato di far emergere il lato umano dei musicisti.

Il linguaggio risulta molto semplice e diretto.
Il mio vuole essere un libro di carattere divulgativo e arrivare a tutti: al lettore più smaliziato e competente così come al neofita, che ha poca dimestichezza con il jazz e il suo linguaggio. Ho evitato di proposito di usare una scrittura troppo tecnica o accademica, sia perché non mi appartiene, non sono né un giornalista, né un musicologo, né uno storico, sia perché il mio resta il punto di vista di un appassionato, e come tale informale e diretto, pur nell’ottica di un’adeguata terminologia di genere.

Il volume è corredato anche da alcune foto.
Nel libro c’è un inserto centrale che contiene una serie di foto d’epoca, affiancate da altre più recenti, che ritraggono musicisti e cantanti che hanno animato la scena musicale milanese e italiana (Enrico Intra, Gorni Kramer, Franco D’Andrea, Bruno De Filippi, Franco Cerri, Ray Martino, Vittorio Castelli, etc.). Ci sono poi, a corredo delle discografie consigliate, le copertine di alcuni dischi segnalati.

Dove si può acquistare?
È possibile acquistarlo on line su Amazon, Feltrinelli, Rizzoli e su tutti i maggiori digistore oppure, per chi vive a Milano e dintorni, direttamente alla libreria Birdland di via Vettabbia 9 (zona Porta Ticinese).