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Intra</br>Intervista a Cristina Meschia

Intra
Intervista a Cristina Meschia

5 giugno 2017

A settembre 2016 è uscito l’ultimo lavoro di Cristina Meschia, “Intra”, realizzato in collaborazione con Riccardo Zegna; si tratta di un originale incontro tra jazz e folk, realizzato con numerosi ospiti illustri; ne abbiamo parlato con la cantante.

Di Eugenio Mirti

Come è nato questo progetto?
L’idea di realizzare dei brani in dialetto è nata una sera con Riccardo Zegna un po’ per ridere;  siccome tra noi c’è anche un rapporto di sfida io gli chiesi se secondo lui si poteva trovare un modo di arrangiare dei brani dialettali; poiché stavamo ascoltando “Possibilities” di Herbie Hancock, disco nel quale il pianista americano affronta alla sua maniera brani pop, Riccardo mi rispose che certo, potevamo riprendere dei brani delle mie zone e riarrangiarli à la Hancock. Così tornata a casa a Verbania ho iniziato a cercare libretti antichi, cassette nei mercatini e così via, ed è iniziato il progetto vero e proprio.

Sfida nella sfida: il disco è stato realizzato con una raccolta in crowdfunding.
Esatto, parte del lavoro è stato finanziato così, più precisamente la stampa. Mi ha reso molto felice perché è stato finanziato da persone che non conosco: per esempio gruppi per preservare il dialetto e appassionati di questa nicchia musicale.  Questa modalità di finanziamento può essere un’arma a doppio taglio, ma devo dire che ha funzionato.

Anche dal punto di vista istituzionale avete ottenuto numerosi riconoscimenti.
Abbiamo avuto molti patrocini; il Vicepresidente della Regione Piemonte ha avuto parole molto gentili per il progetto, che è stato sostenuto sia dal Museo dell’Arte e del Cappello che dal Parco Nazionale della Val Grande, oltre ad aver ricevuto  il patrocinio di vari Comuni.

Come avete lavorato agli arrangiamenti?
Li ha curati Riccardo; abbiamo incluso brani che di solito si trovano in versione chitarra e voce o fisarmonica e voce, oppure realizzati per corale. Ci siamo trovati a casa sua e abbiamo provato a immaginare i vari suoni e strumenti, e in base a queste idee ha arrangiato il tutto.

Come avete scelto i musicisti?
Li ho scelti io;  ho voluto delle persone che si avvicinassero il più possibile a me e al mio percorso come cantante e specialmente come persona. Quindi ho chiamato persone che stimo come Nicola Angelucci, Luca Alemanno, Gabriele Evangelista… Alessandro Di Virgilio lo conobbi quando vivevo a Torino, Federico Sirianni l’ho cercato perché volevo realizzare un duetto, ecc.

Ripeterai l’esperienza o ti dedicherai ad altre cose?
In questi mesi sto lavorando con Nanni Svampa per uno spettacolo nel quale canterò dei brani della tradizione lombarda; penso di continuare su questa scia, magari lavorando su inediti dialettali e non.