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Il tour brasiliano del trio Mirabassi/Di Modugno/Balducci

Il tour brasiliano del trio Mirabassi/Di Modugno/Balducci

27 dicembre 2019

Dal 20 al 26 settembre 2019 Gabriele Mirabassi, Nando Di Modugno e Pierluigi Balducci hanno compiuto un tour in Brasile, realizzato con il supporto di Puglia Sounds Export, che ha rappresentato un atto simbolico, una sorta di pellegrinaggio alla ricerca di quella ‘brasilidade’ che è alle radici del loro fare musica e che, dato l’apporto prezioso che la componente di immigrati italiani ha avuto nello sviluppo della musica brasiliana, è in realtà più vicina e familiare di quanto non si pensi.
«Quando ci chiedono che musica suoniamo, non possiamo che rispondere così: che la nostra musica ha a che fare con il jazz, per l’interplay e l’improvvisazione, con la musica italiana, per l’enorme importanza della melodia, con la musica da camera, per l’organico e il particolare respiro della nostra musica. Ma ha anche fortemente a che fare con la musica brasiliana».

Il viaggio evocativo e suggestivo del trio parte dal Mediterraneo e arriva all’America del Sud, su una rotta in cui si intersecano jazz, folklore ed echi della tradizione classica. Spiccata è la componente melodica del loro repertorio e forte è il legame con l’identità italiana e mediterranea. L’ensemble scava nel territorio di origine e nelle sue melodie ancestrali, e insieme sa mirabilmente fondere queste ultime con un’America latina popolata di italiani nomadi e migranti, lì approdati e in un perenne “senso forse vano di sospensione”. Ogni concerto di questo trio diviene un’esperienza coinvolgente, capace di trasmettere l’emozione e il pathos che nascono dal ‘sentire’ il profondo e primigenio significato della musica come arma della comunità per sconfiggere il buio di ogni solitudine individuale. Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali ha pubblicato nel 2015 il disco “Amori sospesi”, accolto come un lavoro di grande qualità dalla critica, che ha sempre evidenziato la particolarità di questo organico dalla vocazione cameristica, in cui il “canto d’ebano” del clarinetto, le corde della chitarra classica e dell’ancor più inusuale basso classico, sembrano uniti in una profonda intimità. Dopo anni di concerti in tutta Italia e anche in Europa, Gabriele Mirabassi, Nando Di Modugno e Pierluigi Balducci stanno lavorando adesso al loro secondo album, di prossima pubblicazione e prodotto sempre dall’etichetta Dodicilune.

 

Questo il diario del loro tour brasiliano.

Prima tappa: São Paulo, 20 settembre 2019.
Capitale cosmopolita e culturalmente ricca e fervida, São Paulo ci accoglie con la sua incredibile scena musicale. Nei giorni precedenti e successivi al nostro concerto al festival  Jazz Nos Fundos, abbiamo avuto modo di incontrare e assistere ai concerti di alcuni straordinari musicisti, come l’immensa Monica Salmaso, il grande pianista Andrè Mehmari, i fisarmonicisti Lulinha e Mestrinho, il violinista Ricardo Herz. Abbiamo passato serate in compagnia di molti esponenti della scena musicale brasiliana contemporanea, tutti con solide radici nello “choro”, come Alessandro Penezzi, Roberta Valente, Alexandre Ribeiro. È stato bello assistere alle loro lezioni gratuite, impartite ai giovani dei quartieri periferici o particolarmente indigenti, allo scopo di perseverare la grande tradizione dello choro e insieme per senso di responsabilità sociale verso quei nuovi talenti che non sarebbero stati in grado di pagarsi un corso di musica.
Il periodo a São Paulo si è trasformato così per il nostro trio nell’occasione per rinsaldare una comunione di vedute e di riferimenti musicali, per ‘sentire’ con consapevolezza nuova il fascino che il Brasile esercita su molte generazioni di musicisti italiani. Per musicisti come noi, con formazione ibrida, jazzistica e classica, il Brasile è il posto dove il “problema della divisione tra i due mondi” viene spesso brillantemente superato. Villa-Lobos, ad esempio, era un musicista classico, ‘erudito’ (si dice in portoghese), ma anche un musicista popolare. Nelle canzoni di Chico Buarque e Tom Jobim si verifica la stessa cosa: il mondo popolare e quello colto convivono e si sintetizzano meravigliosamente.

 

Il nostro trio fra docenti e studenti di una scuola di choro, Sao Paulo
Pierluigi Balducci in concerto al Jazz Nos Fundos, Sao Paulo (foto Elena Moccagatta)
Il nostro trio in concerto al Jazz Nos Fundos, Sao Paulo (foto Elena Moccagatta)
Gabriele Mirabassi in concerto al Jazz Nos Fundos, Sao Paulo (foto Elena Moccagatta)
Pierluigi Balducci in concerto al Jazz Nos Fundos, Sao Paulo
Nando Di Modugno in concerto al Jazz Nos Fundos, Sao Paulo (foto Elena Moccagatta)
Nando Di Modugno in concerto al Jazz Nos Fundos, Sao Paulo (foto Elena Moccagatta)
Il trio in giro per le strade di Sao Paulo
Seconda tappa: Brasilia, 24-25 settembre 2019.
A Brasilia abbiamo suonato per due giorni consecutivi in uno dei templi dello ‘choro’, il Clube Do Choro. Tra un concerto e l’altro abbiamo anche avuto la possibilità di visitare questa straordinaria città, surreale, futuristica, caratterizzata dalle architetture di Oscar Niemeyer.
Qui, in uno spazio cosi ‘tradizionalista’ come il Clube do Choro, ci siamo sentiti in dovere di spiegare al pubblico, durante il concerto, che la nostra idea non è quella di fare musica brasiliana, ma di attingere alla sua profonda influenza, alle sue bellezze estetiche, emotive e testuali e di fare qualcosa che al contempo coinvolgesse anche la nostra cultura. Il pubblico si è lasciato conquistare. Ne siamo stati felici. Il suo calore è stato commovente, ma non è stata questa la novità. Ciò che ci ha colpito, a Brasilia come a São Paulo, è stato l’incredibile calore dei musicisti che sono venuti al nostro concerto, e la loro capacità di fare comunità, di condividere giornate, serate e nottate anche lontano dal palco, la loro attitudine a riunirsi intorno ad una sorta di focolare ideale, in un’atmosfera nella quale non abbiamo assolutamente avvertito l’individualismo esasperato o l’eccessiva e insensata rivalità che sentiamo in Europa.
Pierluigi Balducci e Nando Di Modugno, Brasilia
Come ci ha dipinto un disegnatore che era nel pubblico al Clube do Choro di Brasilia
Terza tappa: Rio de Janeiro, 26 settembre.
Poche ore dopo l’atterraggio a Rio siamo già al Manouche, per il nostro quarto ed ultimo concerto. Pubblico meraviglioso, silenzioso e rispettoso. Ma quel che accade il giorno dopo resterà a lungo impresso in modo indelebile nella nostra memoria: una roda di choro a cui abbiamo assistito in estasi, e a cui partecipavano musicisti come Bebê Kramer, Rogerio Caetano, Hamilton de Holanda! Vedere questi grandi artisti affrontare con maestria e assolutamente a memoria decine e decine di brani, nei quali lasciavano anche spazio all’interpretazione estemporanea e all’improvvisazione, è stata una splendida “lezione di musica”.
Mirabassi, Di Modugno, Balducci @ Manouche, Rio de Janeiro