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Igor Caiazza
All’Opera
AlfaMusic, 2024

Igor Caiazza<br/>All’Opera<br/>AlfaMusic, 2024

12 febbraio 2024

Il batterista, percussionista e compositore Igor Caiazza presenta il suo nuovo album, edito da AlfaMusic, “All’Opera”, disponibile in streaming al link bfan.link/all-opera, in cui reinterpreta con linguaggio jazzistico, raffinatezza e sensibilità la musica di Maestri come Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, George Bizet, Wolfgang Amadeus Mozart, George Gershwin e Franz Lehar con l’ensemble formato da Fabrizio Bosso alla tromba, Nico Gori al sax tenore e al clarinetto, Claudio Filippini al piano, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e con la collaborazione dei Professori d’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli.

“All’Opera” è forse il disco che fino ad ora racchiude meglio le due anime dell’artista: quella lirico- sinfonica e quella jazz. Igor Caiazza vanta infatti una carriera di altissimo livello come percussionista con i più grandi direttori d’orchestra come Riccardo Muti, Claudio Abbado, Pierre Boulez, Lorin Maazel, Daniel Barenboim e Gustavo Dudamel, e con compagini importanti come l’Orchestre de l’Opéra National de Paris, Orchestra e Filarmonica del Teatro alla Scala, Orchestre National De France, Wiener Symphoniker, Philhamonia Orchestra di Londra. A Berlino è stato per sei anni il Principal Percussionista della Mahler Chamber Orchestra diretta da Claudio Abbado, con cui ha suonato anche alla Philharmonie di Colonia, alla Philharmonie e al Musikfest di Berlino. Caiazza è stato infine docente all’Orchesterzentrum NRW di Dortmund e attualmente insegna “Strumenti a percussione” al Conservatorio di Potenza.

«Nel corso degli ultimi vent’anni, durante le esecuzioni delle opere nei teatri in giro per il mondo a cui ho partecipato come percussionista d’orchestra, avevo spesso delle intuizioni di nuovi arrangiamenti jazz. Visto il profondo rispetto che nutro per il patrimonio classico, sono stato inizialmente titubante, ma ho dato poi fiducia a questa mia continua ispirazione, conscio della cura con cui avrei elaborato arrangiamenti e determinate melodie. Mi sono poi affidato a un gruppo d’eccezione, amici e musicisti straordinari che non smetterò mai di ringraziare per tutta la musica che mi regalano ogni volta che suoniamo insieme: Fabrizio Bosso, Nico Gori, Claudio Filippini, Tommaso Scannapieco, e alcuni musicisti classici, professori del Teatro San Carlo di Napoli, che ho pensato di coinvolgere in questa fusione inusuale».

Brevi note sulla rielaborazione e l’arrangiamento dei brani

Il Flauto Magico, Ouverture
L’intro di questo brano è esattamente l’intro originale dell’Ouverture di Mozart, un adagio, maestoso (riduzione per quartetto d’archi realizzata da Caiazza). Entra il pianoforte alla maniera del ragtime, molto teatrale, introducendo a sua volta il tema, più che dimezzato come velocità rispetto all’originale, che vuole somigliare quasi a una sigla, come fosse l’introduzione di uno “spettacolo”. La tessitura e l’intreccio melodico/armonico sono, in maniera molto riconoscibile, quelli del tema originale dell’Ouverture, ma gli assoli si svolgono sulla stesura di un blues in FA.

Cavalleria Rusticana, Intermezzo
Uno dei temi più belli della storia della musica, con un’intro dall’effetto grammofono, per ricordare i tempi in cui l’opera era un genere popolare, e quindi più facilmente disponibile e reperibile. Entra poi Nico Gori con il sax tenore a presentare il meraviglioso tema melodico dell’opera.

Il Flauto Magico, Aria della Regina della Notte
Un altro brano tratto dalla celebre opera in due atti di Mozart: la famosissima Aria della Regina della Notte, che ben si presta a un arrangiamento che passa dal samba/latin allo swing, intrecciando il quartetto jazz capitanato dalla “voce” del clarinetto di Nico Gori e il quartetto d’archi. Anche qui gli assoli si svolgono sulla stesura di un blues in FA.

Madama Butterfly, Un bel Dì Vedremo
Non poteva mancare una delle arie più conosciute e amate della storia dell’opera, tratta dalla celebre Madama Butterfly di Puccini. A “cantarla” è la tromba di Fabrizio Bosso, accompagnato dal tocco delicato del pianista Claudio Filippini. Una ballad che porta con sé tutta la drammaticità della protagonista dell’opera, introdotta dal quartetto d’archi con una melodia del tutto originale, che sfocia poi nel tema conosciuto, prima di passare il testimone al solo di Fabrizio Bosso.

La Vedova Allegra, Introduction
«La vedova allegra è la prima opera che ho suonato al Teatro alla Scala. Oltre ad essere tra le mie preferite, riarrangiarla per questo disco è un tributo all’inizio della mia carriera da professionista come percussionista nei teatri d’opera». L’arrangiamento richiama la marcia iniziale del brano originale per finire poi in un second line – ritmo nato a New Orleans utilizzato dalle street band per accompagnare funerali e feste – su cui poi si sviluppa il primo solo di Fabrizio Bosso, sulla struttura del famoso brano Bemsha-Swing, che appunto è un second line. Il solo di Nico Gori invece passa a un ritmo swing e si sviluppa su un “anatole”, anche questa una struttura molto in uso nel jazz, la cui progressione è chiamata anche “rhythm changes”, in quanto deriva dal brano di George Gershwin I’ve Got Rhythm. Infine, l’assolo di contrabbasso di Tommaso Scannapieco chiude il ciclo degli assoli, per poi tornare al tema col ritmo second line, che finisce in maniera quasi circense, e cioè sospeso come un funambolo in un circo.

Carmen, Danza Bohemia
Il ritmo della batteria, e quindi l’andamento di tutto il brano, è costruito sulla partitura originale del tamburello basco nella Danza Bohemia dell’opera Carmen, che nel 2009 Caiazza ha eseguito in orchestra diretto da Daniel Barenboim alla prima del Teatro alla Scala. Il tema del clarinetto, che si sviluppa fino al solo costruito su un accordo soltanto, guida il brano verso il finale, in cui il pianoforte suona lentamente le note dell’Ouverture della Carmen: una citazione che Caiazza si è divertito a inserire quasi “forzatamente”: il brano è in 3/4 mentre l’Ouverture, e quindi la citazione, è in 4/4.

La Rondine, Atto II, Nella Dolce Carezza della Danza, Tempo di Valzer
«Ho suonato la prima volta La Rondine al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, e svariati temi mi risultavano davvero “jazzy”! D’altronde Puccini è considerato il compositore che più ha influenzato lo stile della musica da film. Di quest’opera ho scelto un tema che nel secondo atto è cantato dal coro: l’ho voluto affidare alla tromba e al sax, con un arrangiamento che, a mio avviso, è il più “jazzy” del disco». L’introduzione degli archi, un valzer, è proprio ciò che avviene ne La Rondine, prima che il coro inizi a cantare, a seguire un ponte con il trio (piano, contrabbasso e batteria), introducendo il ritmo del brano, per poi passare al tema dei fiati.

Porgy and Bess, Introduction / Summertime
Conclude l’album l’omaggio al compositore che forse più esplicitamente ha contribuito al passaggio e alla fusione tra musica classica e jazz: George Gershwin. Dall’opera Porgy and Bess, il brano divenuto uno tra i più celebri standard jazz: Summertime. L’arrangiamento riguarda soltanto l’introduzione del brano, fino all’arrivo del tema di Summertime: «Avendo la fortuna di condividere questo progetto con dei jazzisti a dir poco straordinari, ho lasciato completamente aperta e libera l’interpretazione del seguito. E anche il finale del brano non è stato deciso, ma ogni volta viene e verrà – in concerto – come si usa fare spesso nel jazz, affidato al momento, all’improvvisazione e alla sensibilità dei musicisti».

INFO

www.facebook.com/AlfaMusicRoma

www.igorcaiazza.com

 

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