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Ganga’s Spirit
Parla Francesco Mascio

Ganga’s Spirit</br>Parla Francesco Mascio

Intervistiamo il chitarrista Francesco Mascio in occasione dell’uscita del suo ultimo CD intitolato “Ganga’s Spirit”. Edito da Emme Record Label (2015), il disco è a firma del Francesco Mascio Sarasvatrio (con Francesco Desiato ai flauti e Stefano Costanzo alla batteria) featuring Luca Aquino alla tromba in due brani.

di Luciano Vanni

Partiamo dall’etichetta discografica con cui hai registrato questo tuo nuovo cd da leader: come e quando è iniziata la vostra collaborazione?
Ero alla ricerca di uno studio per la registrazione del mio disco e qualcuno mi ha parlato di una nuova sala di registrazione, il Tube Recording Studio: è qui che ho conosciuto Enrico Moccia e dopo un intensa chiacchierata ho subito sentito che la Emme Record Label era adatta alle mie esigenze.

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Come e perché hai scelto questo organico? Quali sono le caratteristiche espressive che ti garantisce questo ensemble?
Sapevo che la varietà timbrica prodotta dai flauti di Francesco Desiato mi avrebbe garantito le caratteristiche sonore che cercavo per il mio disco e, con l’aggiunta di un drumming intenso e potente come quello di Stefano Costanzo, ho potuto subito realizzare quella che era la mia idea di trio bassless appositamente voluto per dare una maggiore libertà espressiva ai tre strumenti. Cercavo infine qualcosa che armonizzasse ulteriormente l’elemento jazz del disco, e attraverso la voce calda ed eterea della tromba di Luca Aquino ho dato forma al mio intento.

Andiamo dritti nel cuore della session discografica: che musica racconta questo tuo cd?
È un viaggio musicale, possiamo anche dire che è la colonna sonora della mia vita fino a ora. Parte da quando avevo circa diciassette anni, quando scrissi Chors For Gino, dedicata al mio primo maestro di musica, fino ad arrivare a Skappa l’Elefante, scritta a quattro mani con Francesco Desiato e completata qualche settimana prima della registrazione. In mezzo c’è il mio viaggio a New York, in Egitto, in India, in Grecia e varie esperienze personali.

Il sound e l’intero cd è fortemente intriso di sonorità, timbri e forme della musica indiana. Perché questa scelta? Che cosa ti ha portato a questo?
Ho sempre vissuto la musica come una ricerca: conoscere nuove sonorità è per me come imparare una nuova lingua o scoprire nuovi sapori e questo spirito di ricerca mi ha portato quindi ad ascoltare, prima che a suonare, tantissima musica di ogni genere. In particolare seguendo le orme del mitico Trane ho potuto conoscere l’India e il suo misticismo musicale. Questa musica ricchissima di melodie, timbri e ritmi, intrisa di un’antica spiritualità, ha permeato la mia vena compositiva ed espressiva in maniera inevitabile.                                                                     

Scrittura, arrangiamento e libertà espressiva: che tipo di equilibrio ha il tuo cd?
Devo ammettere che è stata una sfida con me stesso accostare così tanti elementi diversi tra loro all’interno di un disco, e inizialmente non è stato semplice far convivere elementi free a melodie orientaleggianti così come fondere ritmi ska a tempi dispari o accostare armonie mediterranee a timbriche rock. A rendere possibile questa convivenza è stata la mia concezione di universalità della musica che vuole andare oltre il pregiudizio stilistico. Inoltre, non volevo che uno strumento prevalesse sugli altri poiché volevo dare maggior risalto alla composizione e nel contempo lasciare una maggior libertà ai musicisti.

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Che cosa ti piace maggiormente di questo cd?
Sicuramente ciò che più mi piace di “Ganga’s Spirit” è l’emozione che provo nel riascoltarlo, non solo per quello che ovviamente rappresenta, ma perché le composizioni che ne fanno parte sono state concepite con mente e cuore in comunicazione.

Che cosa aggiunge e che cosa distingue questa tua produzione da quelle precedenti?
Quest’ultimo lavoro è senz’altro un disco che rappresenta meglio la mia visione musicale. Rispetto ai lavori precedenti è più intriso di contaminazioni e di ricerca, inoltre è permeato da un senso di spiritualità universale che è diventato oramai un elemento indispensabile nella mia musica.

Descrivici il tuo cd in tre parole.
Ancestrali armonie moderne.